Apple Presentata la nuova generazione di Macbook pro e iMac dotata degli innovativi M3
La sfida dei processori
La grande corsa mondiale per la supremazia tecnologica
Primato Debutta anche su computer il processo produttivo a 3nm dell’iPhone 15 pro.
di Riccardo Anselmi
06 Novembre 2023, 10:02
Spesso sono i dettagli a fare la differenza e c’è una curiosità pure sull’evento Apple trasmesso questa settimana, al calar delle tenebre, dal Park di Cupertino. Una sorta di Halloween special, per dirla come le serie televisive, ormai entrate nell’orbita high-tech con l’affermarsi delle piattaforme per lo streaming. Mentre venivano presentati al mondo i nuovi Mac, andava in scena anche l’iPhone.
L’intero appuntamento, online sul canale ufficiale Youtube dell’azienda americana, è stato infatti registrato utilizzando l’ultimo nato, l’iPhone 15 pro, messo alla prova nelle impegnative condizioni di luce delle riprese in notturna, un setting in tema con una festa sempre più popolare a ogni latitudine, ma evidentemente non scelto a caso. D’altronde le dimostrazioni valgono più di mille parole. Durante l’evento Scary fast l’attenzione era rivolta comunque tutta sui Mac o, per essere più precisi, sulla nuova generazione di processori M3 che accompagnerà dalla prossima settimana l’evoluzione della grande famiglia di computer Apple, dai Macbook pro all’iMac. Negli scorsi mesi hanno tenuto banco questioni quali l’impatto dell’intelligenza artificiale e la cosiddetta guerra dei chip, dall’enorme peso geopolitico. Apple si è assicurata il grosso della produzione mondiale dei sistemi a 3nm, praticamente un balzo avanti a tutto il resto: chip sofisticatissimi disponibili per la prima volta ora con i suoi computer dopo l’esordio sull’iPhone 15 pro e in grado di contenere in uno spazio infinitesimale miliardi di transistor, che si traducono nella massima efficienza. Una filosofia che ha suggerito al colosso di misurare i progressi anche attraverso una scala che tenga conto non solo della potenza in sé, ma delle performance per Watt. Rispetto ai chip precedenti, basati sullo standard a 5nm, va tutto più forte. A stupire però è anche che a parità di prestazioni i nuovi M3 richiedano metà dell’energia consumata dagli originali M1 (del 2020 e 2021), da cui discendono varie implicazioni sia a livello progettuale che per la comodità d’uso quotidiano. Se si pensa che meno di un anno fa Apple svelava un altro step con gli M2 pro e max... Si è tornati a correre. Anche gli M3 verranno offerti in tre versioni a seconda delle esigenze, appunto M3 liscio, M3 pro e M3 max, con caratteristiche e prezzi a salire, in una forbice tra i 2000 euro e i 5000 euro, per coloro che necessitano di un Macbook che sia un po’ l’equivalente di uno studio professionale fuori casa. Investimenti non da tutti i giorni per un mercato come quello dei computer che, pandemia a parte, si sta assestando su cicli di ricambio non rapidissimi. Snocciolando confronti ad hoc, Apple non fa mistero di confidare che i Macbook pro con M3 possano convincere finalmente all’aggiornamento proprio chi è rimasto fermo ai vecchi Mac con processori Intel, vendutissimi nel decennio passato. L’autonomia ora è raddoppiata (si toccano le 22 ore) e la velocità risulta addirittura 11 volte superiore.