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EMIO - L’UOMO CHE SORRIDE: FAMICOM DETECTIVE CLUB (Nintendo, per Switch)
Quanto ci accorgiamo veramente delle persone che ci vivono accanto? Dei loro sogni, delle loro aspirazioni, delle loro gioie, delle loro sofferenze? Si scende in territori cupi per acquisire una rigenerante, maggiore consapevolezza in Emo - L’uomo che sorride, il nuovo titolo - il terzo - della serie Famicom Detective Club, arrivato circa trentacinque anni dopo l’uscita in Giappone dei primi due, Famicom Detective Club: The Missing Heir (1988) e il prequel Famicom Detective Club: The Girl Who Stands Behind (1989), giunti in Occidente soltanto nel 2021 grazie al remake per Nintendo Switch realizzato da Mages per la gioia di neofiti e vecchi fan. Naturalmente, come è esplicito, i giochi originali erano per la console Famicom, da noi il Nes, si potrebbe quasi dire agli albori della straordinaria epopea videoludica della casa di Kyoto. Ieri come oggi, l’artefice di queste avventure tinte di giallo è Yoshio Sakamoto, celebre anche per la serie Metroid e per aver lavorato a due capitoli di Tomodachi Life. Ad affiancarlo, Kaori Miyachi, che già aveva contribuito ai remake per Switch dei due cult che, al loro apparire a fine Ottanta, avevano impresso in patria rinnovato slancio all’ambito delle visual novel, quelle narrazioni multimediali in stile anime dove spesso il giocatore interviene semplicemente selezionando i dialoghi. In Emo - L’uomo che sorride: Famicom Detective Club c’è anche, sulla falsariga dei punta e clicca, l’osservazione del contesto per cogliere anche negli oggetti o in altri elementi presenti sul posto gli indizi per proseguire nell’inchiesta, affrontando enigmi e rompicapo. Lo stesso Sakamoto, famelico lettore fin dall’infanzia e amante del cinema, con una predilezione dichiarata per Dario Argento, mentre a livello letterario il pensiero va ai romanzi e ai racconti di Seishi Yokomizo, il papà del detective Kindaichi (pubblicato in Italia da Sellerio), indica un predecessore in The Portopia Serial Murder Case (1983) di Enix. Di sicuro Famicom Detective Club ha fatto tesoro di quegli spunti e ha seminato bene, tanto da aver influenzato con le sue dinamiche un altro successo di Nintendo, la serie Ace Attorney. Riguardo Emo - L’uomo che sorride, Sakamoto ha precisato di preferire utilizzare la categoria del drama interattivo, in quanto come nei drama visti in tv c’è una trama, ci sono colpevoli e innocenti, ma possiamo comunque attraverso le nostre scelte determinare l’atmosfera che avvolge la ricerca della verità. In campo ritroviamo l’agenzia investigativa Utsugi, che manda sul luogo del delitto un giovane assistente, il quale potrà essere poi sostituito in alcune fasi dalla collega Ayumi Tachibana, più abile di lui in certi frangenti. La vittima è uno studente, al quale l’assassino ha calato sulla testa un sacchetto di carta tracciandovi sopra lo schizzo di un volto sorridente. Esattamente come il serial killer di un cold case risalente a diciotto anni prima, che si muoveva sulle tracce di ragazze tristi. Chiedeva loro come si sentissero e le uccideva con il macabro proposito di donare loro un sorriso per l’eternità, aggiungendo un aspetto inquietanti al suo piano malvagio. Chi sta agendo adesso? Il criminale del passato o un emulo? Oppure si tratta unicamente di una fosca leggenda metropolitana? Per scoprirlo non resta che porre domande a chi si ricorda quando avvenuto, agli amici di chi è stato strappato con violenza ai suoi affetti, a coloro che sono particolarmente attenti a ciò che capita tutt’attorno, per magari telefonare quindi in sede e ricevere qualche consiglio utile per non rimanere arenati a un passo dalla meta. Conoscere tanta gente e comprenderne la psicologia arricchisce l’esperienza di un viaggio duro, senza sconti, di fronte alle esistenze spezzate di adolescenti che si aprivano alla vita e che invece sono stati inghiottiti nell’abisso del male.
PERSONA 3 RELOAD EPISODE AIGIS: THE ANSWER (Sega, per Pc, Playstation e Xbox)
Missione compiuta, il mondo è salvo, ma per raggiungere l’obiettivo è stato pagato un caro prezzo, scavando un enorme vuoto. Soprattutto l’androide Aigis deve fare i conti con il dolore di una grande perdita e sarà lei la protagonista del videogame che suggella il quarto capitolo della serie cult di Atlus, nata come spin-off dall’ancor più longeva Shin Megami Tensei, tornata lo scorso giugno in versione espansa e aggiornata con Shin Megami Tensei V. Anche Persona 3 Reload, uscito in febbraio, è un remake, quello - molto atteso dai fan - dell’amatissimo quarto capitolo della serie principale. Adottando la stessa qualità grafica perfezionata per le nuove console, Persona 3 Reload Episode Aigis: The Answer rappresenta il rifacimento del commovente epilogo, che arriva a scompigliare le carte quando ormai sembrava che tutto fosse finito e per la squadra Sees, il club formato da alcuni studenti di una scuola superiore dotati di poteri soprannaturali con i quali combattere un’invasione di demoni, era ormai giunto il momento di sciogliersi, abbandonando per sempre il dormitorio teatro delle loro avventure e del saldarsi di legami duraturi. Aigis non ha una casa dove tornare e ipotizza quindi di dirigersi verso il laboratorio che l’aveva assemblata. Quel 31 marzo però succede qualcosa destinato a sconvolgere ogni piano, costringendo i vari personaggi in un loop che li condanna a ripercorrere la stessa giornata, prigionieri di un luogo dal quale si può provare a fuggire confrontandosi con l’Abisso del tempo. Spetterà ad Aigis, che ha imparato a provare sentimenti umani, guidare quest’ultima impresa, nella quale si inserisce prepotentemente l’androide apparso dal nulla che dice di essere sua sorella, Metis, sulle cui reali intenzioni si apre più di un interrogativo, pur dichiarando di voler solo difendere la congiunta. Inquietanti misteri e creature spaventose sono in agguato nei dungeon che Aigis affronta scoprendo poteri inediti, tra cui la capacità di manipolare differenti Persona, entità che si materializzano ciascuna accanto a ogni giovane aiutandolo in battaglia, in una libera trasposizione dell’omonimo concetto junghiano relativo alle maschere (in latino personae) metaforicamente indossate in pubblico per far colpo o per nascondere lati di sé. È molto emozionante e carico di echi questo estremo tratto del viaggio di Aigis, che finalmente si può compiere in continuazione diretta con gli sfolgoranti canoni fissati da Persona 3 Reload, conferendo un ulteriore senso profondo alla lotta contro il male di quegli adolescenti, coraggiosi e smarriti, che, conseguito il diploma, sono alla vigilia di un passaggio fondamentale nella loro esistenza.
ACE ATTORNEY INVESTIGATIONS COLLECTION (Capcom, per Pc e console)
Ecco una nuova riedizione in hd per Ace Attorney, la fortunata serie di Capcom che a inizio 2024 aveva già visto arrivare in tutto il mondo in alta definizione sulle ultime console Apollo Justice: Ace Attorney Trilogy, che già era approdato in occidente su Nintendo DS e Nintendo 3Ds. Adesso è la volta dello spin-off dedicato a Miles Edgeworth, un pubblico ministero e non un avvocato come di solito i protagonisti di questi gialli che si svolgono soprattutto in tribunale. Nel caso di Edgeworth pure l’ambientazione cambia ed entrambe le indagini lo spingono fuori dalle aule di giustizia. La raccolta comprende Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth e, inedito da noi, Ace Attorney Investigations 2: Prosecutor’s Gambit. Si possono rivivere nella pixel art dell’originale (per un effetto nostalgia) o in un’alta definizione più smagliante che mai, con la possibilità di passare alternativamente, volendo, dall’una all’altra in qualsiasi momento. La supervisione è stata affidata a Tatsuro Iwamoto, l’artista di Ace Attorney Investigations per Ds, che ha garantito la sostanziale fedeltà degli oltre cento personaggi chibi, pur tra le numerose sfide insite nel passaggio dalle dimensioni dello schermo della console da taschino a quelle delle console di ultima generazione, per citare soltanto uno dei fattori coinvolti in un processo che ha migliorato a 360 gradi l’espressività del cast. Cinque i casi all’attenzione di Edgeworth nel primo Ace Attorney Investigtions, che si scoprirà essere connessi all’interno di un giro criminale più ampio di quanto inizialmente ipotizzabile. Nel sequel Prosecutor’s Gambit, che si svolge una settimana dopo, tornano il protagonista e le due spalle, il poliziotto della omicidi Dick Gumshoe e la ladra ragazzina Kay Faraday, sorta di Robin Hood che si batte a modo suo per il trionfo della giustizia. Si ritrovano inoltre altri personaggi dell’arco principale di Ace Attorney, per la gioia dei fan, accanto a un gruppo di debuttanti in assoluto. La scia di sangue si rivela un rompicapo, tra doppi giochi, messinscene e un lontano passato che si riaffaccia minaccioso. Per sciogliere nodi apparentemente inestricabili una modalità si ispira alle partite a scacchi, per ottenere informazioni da testimoni poco inclini a collaborare. L’arma principale di Edgeworth rimane il metodo deduttivo, alla Sherlock Holmes o, per restare in terra nipponica, alla Kosuke Kindaichi, il popolare detective creato dalla penna di Seishi Yokomizo. In entrambi i titoli c’è inoltre uno strumento con il quale viene virtualmente ricostruito il luogo dove è avvenuto il crimine, per verificare gli elementi di incongruenza con gli indizi fin lì accumulati e quelli invece a supporto della tesi prevalente. Interrogare e osservare sono comunque le azioni essenziali cui ricorrere, elencando e confrontando quanto acquisito per delineare, tessera dopo tessera, l’esatta configurazione del mosaico completo.
CASTLEVANIA DOMINUS COLLECTION (Konami, per Pc e console)
Per Castelvania, che si avvia festosamente a celebrare nel 2026 i suoi splendidi primi quarant’anni, è ancora tempo di remake, operazione con la quale permettere a vecchi e nuovi fan di recuperare i titoli della longeva serie di Konami, il cui debutto risale al 1986 su Famicom Disk System in Giappone e, l’anno dopo, su Nes in occidente. La Castlevania Dominus Collection comprende: Castelvania: Dawn of Sorrow, uscito per la prima volta nel 2005; Castlevania: Portrait of Ruin, del 2006, e Castlevania: Order of Ecclesia, del 2008, con l’aggiunta di Haunted Castle Revisited, versione riprogettata di Haunted Castle (1988), il primo gioco arcade di Castlevania, del quale è presente anche la versione originale, per chi provasse nostalgia verso l’era dei classici o semplicemente volesse provare con mano la distanza che ci separa da allora. Tutti e tre gli altri capolavori erano per Nintendo DS. Trovarli riuniti in una raccolta consente di seguire la cronologia della loro apparizione sul mercato, rendersi così conto dell’evoluzione in termini di personaggi, ambientazioni e gameplay, oppure di rimontarli sulla base della loro collocazione nel più generale arco narrativo. L’avvio rimane comunque fissato dalle parti di Haunted Castle Revisited, una gemma sia nell’edizione d’antan, sia nella rivisitazione: sei i livelli, con boss finale da sconfiggere e, lungo il cammino, qualche salutare opportunità di ristorarsi. Grazie a Haunted Castle Revisited, nel quale si vestono i panni di Simon Belmont, entra nella Collection il primo protagonista di Castlevania, l’uccisore nel 1691 del Conte Dracula e suo malgrado destinatario della maledizione scagliata dal vampiro sull’intera Transilvania, nonché sul discendente di una famiglia in lotta da generazioni contro i mai morti. A spingere Simon ad affrontare il nemico è il rapimento della moglie. Castlevania Dominus Collection dà poi spazio ad altri personaggi non appartenenti al clan di intrepidi cavalieri. Riavvolgendo il nastro della storia, ecco Castlevania: Order of Ecclesia, dove l’eroina Shanoa, membro dell’ordine di Ecclesia fondato per combattere Dracula, è l’unica umana in grado di sfruttare il potere di Dominus, un magico glifo, simbolo dotati di potente energia, che lei riesce ad assorbire e combinare per sferrare attacchi sempre più micidiali, con modalità già sperimentate in Castlevania: Dawn of Sorrow. Riprendendo il filo degli eventi, troviamo nell’ordine i fatti di Castlevania: Portrait of Ruin, il primo della serie a introdurre un multiplayer in co-op. Per progredire è necessario impersonare alternativamente Jonathan Morris o Charlotte Aulin, che nel 1944, mentre infuria la seconda guerra mondiale, raggiungono il castello di Dracula misteriosamente in attività e dove si è insediato il malvagio Brauner, dallo stesso cognome di un maestro romeno del surrealismo, il pittore Victor Brauner, autore di cicli ispirati al folclore con licantropi e centauri. Il Brauner dell’action adventure di Konami è artefice di quadri che funzionano come portali per accedere a paesaggi desertici o urbani, dove si aggirano mostri, in aggiunta a quelli in agguato nel labirintico, inquietante fortilizio. In Castlevania: Dawn of Sorrow, sequel di Castlevania: Aria of Sorrow, si approda nel futuro, in una copia del castello di Dracula dove la sua reincarnazione, Soma Cruz, tenta di fuggire al fato, contro una setta che lo vorrebbe il nuovo Signore Oscuro. Soma ha l’abilità di assorbire le anime dei nemici per moltiplicare i suoi punti di forza. Cast ben caratterizzati, trame avvincenti e una grafica in stile anime sfolgorante incoronano Castlevania Dominus Collection tra le migliori operazioni revival degli ultimi anni.
CARAVAN SANDWITCH (Dear Villagers, per Pc, Playstation e Xbox)
Fin dalle note della canzone della sigla iniziale - Pensée derobée di Antynomy, dal testo, come non accade spesso nei videogame, in lingua francese - ecco che Carovan Sandwitch conduce nel Paese d’Oltralpe, quello dello Studio Plane Toast di Montpellier, i cui fondatori hanno spiegato di aver avuto la prima ispirazione per il gioco durante un’escursione nella campagna della Provenza. Quei paesaggi che si ripercorrono, trasfigurati dalle ferite inferte da un’umanità avida eppure ancora ricchi di incanto, nell’avventura della giovane protagonista Sauge. L’altro esplicito riferimento va alle lande aride e desolate di Mad Max, perché il futuro immaginato in Carovan Sandwitch è quello di un ambiente sfruttato oltre ogni limite, dove più che vivere si cerca di sopravvivere, monadi condannate a una sostanziale solitudine perché costrette a dipendere dalle poche risorse ancora disponibili, laddove un tempo una natura rigogliosa concedeva generosamente fonti di sostentamento. Sauge ha un compito importante da portare a termine e non può distrarsi: sua sorella è scomparsa dopo aver lanciato un messaggio di emergenza e deve a ogni costo capire cosa sia successo. Per questo sbarca nella colonia sul pianeta Cigalo e noi insieme a lei cominciamo una ricerca che svelerà sia quanto siano ancora importanti i rapporti di solidarietà, perché ciascun incontro si rivela provvidenziale, sia gli effetti di azioni egoistiche e poco lungimiranti, compiute in nome di un massimo profitto dimostratosi miope e deleterio. Nonostante ciò, Caravan Sandwitch rappresenta una salutare boccata di ossigeno, realizzato con una direzione artistica raffinata, memore della lunga tradizione della bande dessinée franco-belga. Nei panni di Sauge - alla guida di un furgone-fuoristrada adattato a camper e personalizzabile man mano che si procede nel viaggio - si esplora il mondo, si riflette, si contempla l’orizzonte, si conoscono gli antichi aborigeni, si provano a ricostruire i legami che creano una comunità e, soprattutto, non si perde mai la speranza, che sia quella di riabbracciare i propri cari o di lenire le conseguenze di disastri ecologici annunciati e che forse siamo ancora in tempo a scongiurare.
DUSTBORN (Spotlight by Quantic Dream, per Pc, Playstation e Xbox)
On the road, in fuga da una strana setta di tecnocrati e da forze dell’ordine che hanno una stramba idea del concetto di giustizia, al soldo come sono di un potere autoritario, ma Pax, maldestra professionista della truffa, sotto la copertura di una band punk scalcagnata come non mai deve mettercela tutta per portare a termine la consegna coast to coast di un misterioso pacco
e cercare di salvarsi da chi le sta dando la caccia. Si unisce così a gente che come lei ha ben poco da perdere, sempre vissuti ai margini della società, coltivando però il sogno di un riscatto o quanto meno di un nuovo inizio, nel futuro distopico e inospitale di Dustborn dei norvegesi Red Thread Games. Il direttore creativo dell’avventura è Ragnar Tørnquist, già sceneggiatore di The Longest Journey e del sequel Dreamfall, che ha immaginato una versione alternativa degli Stati Uniti d’America, trasformati negli Stati Divisi d’America. È lì, soprattutto tra gli orizzonti sconfinati del deserto, che il gruppo di fuggitivi trova l’ambiente propizio per rinsaldare legami, ritagliandosi attimi di quiete. Disegnato come un fumetto o meglio una graphic novel, Dustborn è anche metafora dei tempi in cui viviamo, espressa attraverso il ruolo affidato alle parole, qui trasformate in vere e proprie armi con cui combattere perché si sa che possono ferire e lasciare profonde cicatrici, configurandosi però pure come strumenti di manipolazione e di propaganda. La colonna sonora, che unisce la musica del compositore Simon Poole, i testi di Tørnquist e la voce di Dominique Tipper, è un pop-punk melodico, che accompagna l’esodo di Pax, con la fedele mazza da baseball, e dei suoi amici a bordo di un autobus guidato da robot, senza mai perdere la speranza in un domani possibile, più fraterno e libero.
BULWARK EVOLUTION: FALCONEER CHRONICLES (Wired Productions, per Pc)
Contenuti aggiuntivi, nuove opzioni e funzioni: Bulwark: Falconeer Chronicles cambia nome, ribattezzato Bullwark Evolution: Falconeer Chronicles per accogliere un importante aggiornamento, per ora su Pc, prossimamente anche su console. Parola d’ordine è sempre: costruire, costruire, costruire, in piena libertà, nel mondo fantasy creato da Tomas Sala, sviluppatore indipendente che realizza pressoché da solo i suoi titoli, con l’apporto di Benedict Nichols per le musiche e di Stefan Wijnker per il cosiddetto porting, ossia l’adattamento su console diverse dalla destinazione originaria del gioco. Per Sala, che aveva iniziato insieme al fratello la software house Little Chicken Game Company nei primi anni Duemila, quella di mettersi a fare un po’ tutto da sé è stata una scelta inevitabile, per rispondere alle esigenze personali molto sentite. Ha comunque continuato a rimanere in contatto con la community e Bulwark Evolution è anche il frutto dei tanti riscontri avuti dall’ampia platea di fan. L’universo del gioco è lo stesso di The Falconeer, videogame di combattimenti aerei uscito nel 2020. In Bulwark Evolution: Falconeer Chronicles si pongono invece le basi di una civiltà, erigendo fortezze, accumulando e commerciando risorse come il legno, il ferro e la pietra, ospitando rifugiati che introducono il loro peculiare retaggio, arricchendo ulteriormente la comunità. La crescita può essere accompagnata da contrasti con i vicini, dai quali difendersi con la forza di una prosperità cementata nel tempo oppure decidere di attaccarli a nostra volta. A meno di non voler ricorrere alle arti della diplomazia, per scongiurare che la guerra distrugga ciò che è stato pazientemente edificato.
MARS 2120 (QUByte Interactive, per Pc e console)
È forse nella libertà di esplorare il Pianeta Rosso e la colonia che si immagina l’umanità abbia impiantato da tempo su Marte che il videogame Mars 2120, sviluppato a San Paolo dal piccolo studio indipendente brasiliano QUByte Interactive, dimostra maggiormente le sue qualità. Un’ambientazione varia, pensata nell’ottica dell’autosufficienza, con grandi serre per la coltivazione dei prodotti necessari per il sostentamento e un sistema di alloggi tali da far sentire i coloni un po’ a casa. Diversificati anche i paesaggi, dal rigoglio di una giungla intricata agli orizzonti di rocce e sabbia, per arrivare fin dentro un vulcano trasformato nella sede più idonea a un’attività di carattere scientifico-economico. L’arrivo della protagonista, il sergente Anna “Thirteen” Charlotte, su Marte è motivato da un segnale di allarme ricevuto da quel lontano, primo insediamento. Scoprirà presto che nessuno sembra essere sopravvissuto, ma dietro la tragedia c’è forse qualcosa che succedeva dentro quei laboratori avveniristici. Il sonno della ragione, spinto dall’avidità, ha evidentemente generato mostri, contro i quali la nostra eroina combatte in questo metroidvania che intreccia aspetti da gioco di ruolo all’esperienza non lineare degli spostamenti sulla superficie di un pianeta ricco di sorprese. L’atletica Anna Charlotte può utilizzare abilità legate a elementi come il ghiaccio e il fuoco per sconfiggere i nemici e farsi largo in un contesto ostile, da affrontare nella solitudine cosmica di una lotta contro gli altri e un po’ anche contro sé stessi, tra colpevoli e innocenti che potrebbero non essere proprio tali.
DARK AND DEEP (Walter Woods, per Pc)
Un orrore cosmico, spalancato sugli abissi che già l’artista francese Gustave Doré, con le sue illustrazioni della Divina Commedia, del Paradiso perduto e della Bibbia, aveva tradotto in immagini, trasformate adesso nell’ambientazione dell’avventura horror d’azione realizzata da Walter Woods. Dark and Deep è un titolo assolutamente indie, che Woods ha portato avanti pressoché da solo, occupandosi di ogni aspetto, musiche comprese. Il risultato è un viaggio nelle tenebre di forte atmosfera, caratterizzato dall’originale direzione artistica, mentre la tensione è alimentata soprattutto dal clima di incertezza, dal senso di spaesamento in cui si trova il protagonista Samuel Judge. Lo incontriamo subito all’inizio alla guida di un furgone che precipita in uno strapiombo, abbandonando al suo destino il cadavere che stavamo trasportando, chiuso in un sacco nero. Una donna dai capelli bianchi osserva dall’alto la scena. Un altro indizio che viene fornito per aiutare a inquadrare una situazione difficilmente decifrabile è la passione di Samuel per un podcast di teorie cospirazioniste, intitolato Dark and Deep, il cui pubblico si è assottigliato nel tempo, mantenendo uno zoccolo duro di fan, tra i quali spicca proprio il nostro eroe. È come se esistessero due realtà, quella che vediamo, dotata delle moderne tecnologie, e quella dove Samuel si incammina, popolata da mostri invisibili, acquattati in agguato negli scenari rigorosamente in bianco e nero modellati sulle tavole tratte dalle incisioni di Doré. Si ispira all’arte la stessa dinamica - l’utilizzo di cornici dagli strani poteri e dalle varie fogge - con la quale eliminare le aggressive creature del male e cercare di scoprire elementi utili per risolvere gli enigmi in modo da proseguire nell’indagine e fornire così finalmente una risposta all’inquietante interrogativo di partenza: chi è Samuel Judge?
THE MORTUARY ASSISTANT (DreadXP, per Pc e console)
Un horror claustrofobico e macabro, dove la paura è una compagna sempre in agguato, nascosta in mille dettagli rivelatori, mentre ci si addentra nei misteri del passato della protagonista Rebecca Owens, nella storia dell’agenzia di pompe funebri dove, fresca di laurea, la giovane ha trovato impiego, e nelle verità celate di un’intera comunità. The Mortuary Assistant, uscito inizialmente su Pc e Nintendo Switch e adesso in versione definitiva su tutte le piattaforme, realizzato in solitaria da Brian Clarke, alias Darkstone Digital, un professionista che ha lavorato per importanti studios, è ripetutamente rigiocabile, grazie a un sistema in grado di ricalibrare di volta in volta vari aspetti, approfondendo questo o quell’elemento delle fosche vicende di una cittadina in apparenza uguale alle altre. Rebecca deve innanzitutto impratichirsi con le tecniche di imbalsamazione dei cadaveri, sulle quali Clarke si è a lungo documentato, optando poi nel gioco per una commistione tra le modalità odierne e quelle del passato. Se si intuisce presto che nell’impresa funeraria c’è qualcosa che non va, perché si verificano strani fenomeni, non di meno Rebecca decide di rimanere e si ritrova ad assolvere il turno notturno senza più poter uscire, con numerosi corpi da preparare e assediata da creature demoniache impadronitesi delle spoglie mortali dei defunti in attesa di essere imbalsamati, tra luci che si accendono e si spengono senza motivo, sinistri rumori, messaggi inquietanti, un clima di costante tensione e insicurezza, particolari che solo la luce ben direzionata riesce a rivelare. La Definitive Edition aggiunge ulteriori contenuti e, a grande richiesta dei fan, una modalità con la quale dedicarsi unicamente all’imbalsamazione.
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