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PROTESTA

La comunità islamica cambierà sede. La nuova moschea in strada Naviglia?

La comunità islamica cambierà sede. La nuova moschea in strada Naviglia?

06 Dicembre 2021,03:01

Vendere l'attuale centro islamico di via Campanini (chiuso da ormai nove mesi dopo essere stato dichiarato illegittimo dalla Regione) per acquistare un capannone nella vicina strada Naviglia (laterale di via Mantova, situata all'altezza della rotatoria con via Venezia) dove ospitare la nuova moschea e le altre attività della comunità islamica.

È questo il progetto del presidente Kamel El Garsi e del direttivo della Comunità islamica. L'acquisto del capannone (600 metri quadrati al chiuso e 2mila di terreno esterno) non è ancora andato in porto, ma il dialogo con l'Amministrazione comunale e le altre parti in causa sembra procedere spedito.

La protesta

I problemi però sembrano nascere soprattutto dall'interno della Comunità islamica. Ieri pomeriggio infatti, davanti alla moschea di via Campanini si è tenuto un presidio di un centinaio di fedeli contrari alla vendita degli attuali spazi di preghiera. A guidare la protesta, tra gli altri, Mohamed Lemgadar e Farid Mansouri (già presidente della Comunità islamica). «Abbiamo dato vita a un comitato e stiamo raccogliendo delle firme contro la vendita del capannone di via Campanini - spiegano i dure promotori -. Il nostro intento è quello di trovare una soluzione condivisa, evitando che vengano calati dall'alto dei progetti senza prima sentire il parere della comunità». «L'attuale direttivo - proseguono - vuole acquistare un nuovo capannone più piccolo in strada Naviglia, in un luogo isolato e poco adatto. Nel frattempo sono nove mesi che siamo senza una sede».

La soluzione del Pala Ponti per la preghiera del venerdì non piace ai fedeli. «Paghiamo l'affitto per una struttura che rimane quasi completamente vuota - attaccano i manifestanti - La gente non è stata informata di questa iniziativa e non va volentieri a pregare in quel posto». La richiesta a presidente e direttivo è anche quella di farsi da parte e far gestire questa delicata situazione ad altri. «A novembre scadeva il loro mandato ma sono ancora tutti al loro posto - aggiungono i manifestanti -. Prima di dar vita a questo presidio abbiamo tentato inutilmente di aprire un dialogo. Ora è il momento di dar vita a un nuovo direttivo che rappresenti tutta la comunità».

La replica di El Garsi

Kamel El Garsi rimanda al mittente le accuse lanciate nel corso della manifestazione di protesta. «Il capannone di via Campanini deve essere venduto perché non ci sono alternative - dichiara -. Se anche vincessimo il ricorso contro la decisione della Regione, per poter rientrare dovremmo effettuare un costosissimo adeguamento sismico dei locali. Abbiamo quindi cercato degli spazi alternativi, identificando un capannone in strada Naviglia. Il Comune ci ha già concordato la disponibilità a trasformare gli spazi in un luogo di culto».

Un nuovo parcheggio

Sarà inoltre realizzato un parcheggio pubblico nelle vicinanze del capannone, per non creare disagi al traffico nella zona.

Al momento sono in corso una serie di valutazioni tecniche che si dovrebbero concludere positivamente nel giro di breve tempo. «Se tutto andrà per il meglio procederemo alla vendita degli spazi di via Campanini, per i quali abbiamo già un acquirente - precisa El Garsi - e quindi all'acquisto dei nuovi spazi. Una volta ottenuti tutti gli “ok” spiegheremo alla comunità le caratteristiche del progetto».

L'intento del direttivo non è quello di creare fratture all'interno dei fedeli, ma dar vita a un nuovo centro islamico che possa rispondere pienamente ai bisogni della comunità, composta da 20mila persone tra Parma e Provincia. «L'obiettivo - conclude El Garsi - è soprattutto quello di trovare una soluzione definitiva a un problema che si trascina ormai da oltre una decina di anni».

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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