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BARDI

Il guerriero si è fermato: Walter Belli è morto a 41 anni

Il guerriero si è fermato: Walter Belli è morto a 41 anni

di Erika Martorana

05 Febbraio 2022,03:01

Bardi Un dolore straziante: a Bardi e in tutta la Valceno. Improvvisamente, come un lampo a ciel sereno, si è spento a 41 anni nella notte di giovedì Walter Belli, il pluricampione italiano di biketrial e downhill, rimasto tetraplegico a causa di una caduta in allenamento nel 2014. Uno straordinario vincente, un guerriero senza fine, un ragazzo d’oro, costantemente con il sorriso sulle labbra e capace di affrontare una delle più grandi tragedie, a cui l’esistenza possa condannare un essere umano, con il coraggio e la forza di un leone.

Voglia di vivere

Se la voglia di vivere potesse avere un nome, senza alcun dubbio, porterebbe il suo. Lo sa bene la sua famiglia: il premuroso padre Giacomo, la dolce mamma Yoli, i due fratelli Marco e Diego, instancabilmente al suo fianco e ogni giorno pronti a combattere con e per lui. Lo hanno ben presente anche i suoi innumerevoli amici, per cui Walter, «Bardigiano Benemerito 2015», è e rimarrà un eterno esempio di gladiatore, deciso a sfidare il dolore e i mille sacrifici quotidiani con lo scopo di raggiungere «la velocità perfetta». Un obiettivo di vitale importanza, divenuto, nel 2021, anche il titolo del docufilm da lui realizzato per raccontare la sua storia: «La sfida più alta al mio risveglio dopo l’infortunio - raccontava - è stata trovare la forza di ripartire e tornare a volare, quando io mi sentivo ed ero immobilizzato. Trovare la mia “perfetta velocità”, che non significa “mille mila miglia all’ora, né un milione di miglia, e neanche vuol dire volare alla velocità della luce…. Velocità perfetta vuol dire solo esserci, essere là. Mi sento un guerriero che ha trovato la sua perfetta velocità e che tutti i giorni lotta per onorarla come è giusto che sia, cercando di stare in equilibrio sulla sottile linea rossa».

Invisibilità

Quella di un tetraplegico è spesso la vita di un recluso, di un invisibile, ma Walter ha strenuamente combattuto, fino all’ultimo respiro, perché così non fosse: in sella alla sua carrozzina 4x4, ha continuato a muoversi per sentieri e sterrati, a seguire le gare che adorava, a dipingere la vita come un dono sacro e, con incredibile ed ammirevole forza d’animo, ad amarla più di qualunque altra cosa al mondo. Una vita all’insegna dello sport, la sua. Con una base da trialista, fin da giovanissimo, il bardigiano, classe 1980, ha accumulato record e titoli: atleta della nazionale italiana Mtb e RedBull, pluricampione italiano di biketrial e svariati altri successi dal 2001 al 2006, con tanto di due Guinness World Record Mtb conquistati. Molteplici freestyle show in trasmissioni televisive ed eventi, numerosi show Redbull tenuti in tutta Europa tra la meraviglia e gli applausi di milioni di spettatori incantati. Nel 2006, grazie alla sua specialità, il downhill, è diventato il primo atleta al mondo a gareggiare nella World Cup Uci Trial & Downhill.

Carriera all'apice

All’apice della sua carriera, però, tutto è cambiato: «Era un giorno come tanti - raccontava il giovane, sul suo sito, a proposito dell’incidente -, era un’uscita di lavoro in bici come tante, adrenalina e divertimento. Poi un malore, la caduta, il buio. Era il 12 ottobre 2014, quando sono caduto dalla bici e mi sono ritrovato in un letto di ospedale. Ho riaperto per la prima volta gli occhi dopo due settimane di coma farmacologico per capire che non ero più la stessa persona e avevo davanti una vita che non sentivo mia. Più di un anno di degenza in ospedale, svariati arresti cardiaci, operazioni e tanto impegno, fisico e soprattutto psicologico».

La missione

La sua missione, una volta tornato a casa, è stata quella di essere di ispirazione e supporto agli altri: «La mia “musa” - raccontava Walter- è stata Marina Romoli che ha fondato la “Marina Romoli Onlus”: un’organizzazione di volontariato senza fini di lucro che ha lo scopo di finanziare la ricerca perché trovi una cura alla lesione del midollo spinale. Mi impegnerò a mettere in atto - diceva - quante più attività potrò per poi devolvere i ricavati ad altri ragazzi che hanno avuto incidenti simili al mio in campo sportivo, e, in particolare, ad associazioni che lavorano per la ricerca delle lesioni spinali. La “ricerca della velocità perfetta” non si ferma e io non sono mai stato uno che si ferma, anzi: sempre a tutta!». E, chi conosceva Walter, così come sostengono le migliaia di pensieri d’affetto postate sui social in seguito alla sua scomparsa, è certo che ora stia pedalando a tutto gas tra le stelle. Questa sera, alle 20.30, nella chiesa parrocchiale di Bardi, verrà recitato il rosario in sua memoria; i funerali si terranno, invece, domani pomeriggio alle 14.30, nella medesima chiesa.

© Riproduzione riservata

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