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Il cantante incontra i fans

Biondi: «Parma fa bene all'anima»

Biondi: «Parma fa bene all'anima»

27 Marzo 2022, 03:02

Mario Biondi è la sua voce calda, vivace, avvolgente. Sorridente, quando parla di sé lo fa senza troppi filtri: racconta della serata appena trascorsa con la figlia Marica davanti ad un gin-tonic - serate a cui «non è più abituato» ammette - e parla di tutte quelle piccole cose quotidiane che avvicinano i grandi artisti al pubblico. Quelle che fanno pensare: «Sono persone come noi» (se non che la voce straordinaria di Mario Biondi non l’hanno in molti, o meglio nessuno).

Ha presentato ieri sera da Feltrinelli alla Galleria il suo ultimo disco «Romantic», dialogando con il giornalista Pierangelo Pettenati, firmando copie e chiacchierando con il pubblico. «Sono carichissimo» è la prima cosa che dice uscito dalle quinte: «sono diventato un gran chiacchierone, da quando la pandemia ci ha permesso di tornare a fare cose belle dal vivo, ho una voglia pazzesca di parlare con voi». Prima il pubblico, solo dopo si parla dell’artista e del disco uscito il 18 marzo.

«Romantic» è una ricerca straordinaria: ricerca musicale che spazia dalle sonorità soul, pop, R&B; ricerca personale «alla riscoperta di Mario» e alla ricerca «difficilissima» verso la scoperta del romantico, dell’amore in tutte le sue forme. «Romantic» è un modo di essere: «Il romanticismo è un’attitudine - dice il cantante - non tanto un’emozione, è una visione del mondo». Il disco è un’atmosfera che cambia, dando voce a sentimenti che si aprono all’universale: «Essere romantici significa anche curarsi di un sentimento come la fratellanza - riprende -. Nel brano “The Creator has a master plan”, per esempio, si parla di non guerra, di non antagonismo. Di ritrovare una situazione di pace, tranquillità: nelle note si concentra tutta la gioia possibile». «Il disco è uscito con un tempismo perfetto - commenta Pettenati -: abbiamo bisogno di generose dosi di speranza».

La musica di Biondi compie un vero e proprio itinerario sentimentale. Accarezza luci e ombre dell’umano: «Mi piacerebbe che questo disco diventasse un percorso introspettivo per chiunque lo ascolti - prosegue -. Uno strumento per andare alla scoperta non solo della positività e della forza che ognuno di noi possiede, ma anche dei lati più scomodi: rivelarsi a sé stessi è anche mettersi in discussione». «Ora però non vorrei sembrare un filosofo, sono sempre un cantante» scherza con il pubblico. Di Parma d’adozione (è nato a Catania, ma vive tutt’ora nella nostra città), dimostra ancora una volta il suo legame forte con i parmigiani: «Questa è la mia casa - racconta –. Arriva anche da qui l’ispirazione ed è sempre qui che mi sento di tornare alla fine di ogni viaggio. Qua ricarico le energie - confida -. Parma è uno luogo che fa tanto bene all’anima. Almeno, alla mia sicuramente».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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