serie A 27a giornata
SERIE A - 27^ GIORNATA
Parma - Cagliari 1-1
Como - Lecce 3-1
Verona - Napoli 1-2
Inter - Genoa 2-0
Cremonese - Milan (ore 12.30)
Sassuolo - Atalanta (ore 15)
Torino - Lazio (ore 18)
Roma - Juventus (ore 20.45)
Pisa - Bologna (02/03, ore 18.30)
Udinese - Fiorentina (02/03, ore 20.45)


Como-Lecce 3-1

Il Como non molla la zona Champions League. Anzi, l’aggredisce. I ragazzi di mister Cesc Fabregas, infatti, stendono 3-1 anche il Lecce nel match del Sinigaglia valido per la 27^ giornata di Serie A 2025/2026: decidono i gol di Douvikas, Rodriguez e Kempf che ribaltano il vantaggio salentino. Dopo un’iniziale fase di studio, i padroni di casa, con Nico Paz in panchina, provano a farsi vedere dalle parti di Falcone con Douvikas, che però sbaglia la conclusione. Al 13' la squadra giallorossa, con un lampo, trova la rete del vantaggio grazie a Lassana Coulibaly: il centrocampista sfrutta un perfetto assist di Banda battendo Butez con un colpo di testa. La reazione dei biancoblu è immediata e, dopo un paio di chance fallite da Rodriguez, al 18' ci pensa Anastasios Douvikas a ristabilire la parità: Rodriguez se ne va sulla sinistra e mette al centro per il greco, che non può sbagliare. Gli uomini di Fabregas, galvanizzati dal gol, mettono gli avversari alle corde spingendo con grande costanza e determinazione. Al 35' gli sforzi dei lariani vengono ripagati dalla marcatura di un inarrestabile Rodriguez che, sull'imbucata di Perrone, salta Falcone e deposita la sfera in fondo al sacco.
Il Lecce fa fatica a reagire, così il Como ne approfitta per realizzare il 3-1 prima dell’intervallo: al 44', sul calcio di punizione di Da Cunha, arriva l’incornata vincente di Marc-Oliver Kempf, lasciato solo da Veiga. Nella ripresa mister Eusebio Di Francesco prova ad affidarsi alle sostituzioni per riaprire la contesa, ma a rendersi più pericolosi sono sempre i lombardi, tanto che al 63' Douvikas sfiora la doppietta sugli sviluppi di un corner. Cinque minuti dopo Nico Paz, appena entrato, prova subito a salire in cattedra, ma trova l'opposizione di Falcone sul suo tiro. Nel finale c'è spazio anche per Morata e il rientrante Diao, entrambi vicini al poker negatogli dal portiere avversario. Lo spagnolo, in seguito ad un contatto in area di rigore con Siebert, è costretto ad abbandonare il campo nel recupero per un problema fisico. I biancoblu amministrano fino al triplice fischio e portano a casa la loro seconda vittoria consecutiva; per i giallorossi, invece, è il secondo ko di fila. In virtù di questo successo il Como, in attesa di Roma-Juventus in programma domani sera, balza al quinto posto con 48 punti in classifica, mentre il Lecce resta fermo a quota 24
VERONA-NAPOLI 1-2
Il Napoli rischia di steccare il testa-coda contro l'Hellas Verona, ma nel recupero la vince con Romelu Lukaku. Al Bentegodi, i partenopei piegano per 2-1 la formazione scaligera, portandosi a casa tre punti preziosi, arrivati dopo una prestazione tutt'altro che brillante. Al gol iniziale di Hojlund, il Verona aveva risposto con un tiro di Akpa Akpro deviato dallo stesso Hojlund nel secondo tempo: nel finale, però, ci pensa un provvidenziale Lukaku a timbrare il sorpasso. Il belga ha ritrovato la gioia di un gol che gli mancava dal 23 maggio scorso. I ragazzi di Conte sbloccano la partita già al secondo minuto, grazie al gol lampo di Hojlund. Su un cross morbido di Politano dalla destra, Vergara spizza per il danese che, con un colpo di testa preciso, pesca l'angolino alto e batte Montipò. Senza forzare eccessivamente, il Napoli gestisce le operazioni, sfiorando il raddoppio in due occasioni. Al 23' Elmas prova a pescare il jolly dalla distanza, ma Montipò risponde presente. Al 37', invece, ancora Hojlund scatta in profondità, aggira il portiere avversario e calcia cadendo nello specchio della porta: fondamentale l'intervento sulla linea di Edmundsson per tenere in vita i padroni di casa. Nonostante i campioni d'Italia sembrassero avere la situazione sotto controllo, nella ripresa un episodio rimette il match in equilibrio. Al 64', su sviluppo di corner, il Verona sigla l'1-1, grazie alla rete di Akpa-Akpro. Dopo la respinta della difesa azzurra, il pallone arriva al centrocampista franco-ivoriano che calcia al volo verso la porta: la deviazione di Hojlund mette fuori causa Meret (verrà infatti assegnato dalla Lega l'autogol al danese). Gli scaligeri prendono coraggio e Sammarco inserisce anche Suslov aumentando il peso offensivo della squadra: Conte risponde buttando nella mischia, tra gli altri, Lukaku e l'ex Giovane. Al 80' gli ospiti sfiorano il nuovo sorpasso, ma Elmas, dopo lo scambio con Gilmour, tira in bocca a Montipò da posizione ideale. In pieno recupero, però, il Napoli riesce a vincerla, dopo aver rischiato di subire il gol della beffa da Bowie, a causa di un'uscita a vuoto di Meret. Sugli sviluppi di un corner, Lukaku gira da dentro l'area l'assist di Giovane, bucando un Montipò poco reattivo. Con questa vittoria il Napoli sale momentaneamente al terzo posto, a quota 53 punti, in attesa del risultato della Roma (in campo domani in casa contro la Juventus). Il Verona, invece, rimane fanalino di coda del campionato, a quota 15.

INTER-GENOA 2-0
L’Inter non si volta più indietro, batte anche il Genoa e vola per una notte a +13 sul Milan, impegnato domani sul campo della Cremonese, a una settimana dal derby contro i cugini rossoneri. I nerazzurri non splendono contro i rossoblu, ma grazie a un gol per tempo (nel primo Dimarco, nel secondo Calhanoglu su rigore) centrano l’ottavo successo consecutivo in campionato, nonché la quattordicesima vittoria nelle ultime giornate. E dopo 27 giornate la squadra di Chivu tocca quota 67 punti per la terza volta nella storia del club nell’era dei tre punti, dopo le stagioni 2023-24 e 2006-07. Il modo migliore, in sostanza, per mettersi alle spalle la delusione dell’eliminazione in Champions League e prepararsi alla stracittadina della prossima settimana.
Davanti agli oltre 70mila di San Siro (tra cui anche Arianna Fontana, fresca di record di medaglie conquistate da un atleta italiano nelle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina), l’Inter prende subito in mano il pallino del gioco, mentre il Genoa si difende con ordine e prova a ripartire. Bonny è il primo a scaldare le mani di Bijlow, con un sinistro al volo che il portiere rossoblu mette in corner in tuffo.
I nerazzurri alzano i giri del motore e sfiorano il vantaggio con un destro dalla distanza di Mkhitaryan che, sporcato da una deviazione di Vasquez, sbatte sulla traversa con Bijlow. Il portiere genoano è invece decisivo poco dopo, con un altro bel tuffo su un preciso colpo di testa di Bonny. Ma l’ex PSV capitola sull'ennesima magia di Dimarco: l’esterno, imbeccato da un lancio di Mkhitaryan, trova un mancino al volo che si infila all’angolino basso. Per l’esterno italiano è il sesto gol in campionato, a cui ha aggiunto 14 assist: in sostanza, in 20 gol c'è il suo zampino, eguagliando il precedente record nella Serie A a 20 squadre di Massimo Oddo (nel 2005/06).
Nella ripresa De Rossi inserisce Amorim per uno spento Malinovskyi, ma è tutto il Genoa che accelera, alza la pressione e costringe l’Inter a difendersi. Chivu prova a scuotere i suoi con la panchina, gettando nella mischia Bisseck, Esposito e Calhanoglu, mentre nel Genoa Ekuban, Ekhator e Messias prendono il posto di Vitinha, Colombo e Baldanzi.
Nel miglior momento dei rossoblu, però, l’Inter è glaciale nel colpire. Luis Henrique sfiora il raddoppio con un destro deviato da Martin su cui Bijlow si salva con l’aiuto del palo. Sullo sviluppo dell’azione, il pallone torna al brasiliano che crossa ma trova la netta deviazione con la mano di Amorim, su cui Fabbri non ha dubbi nel concedere il rigore: dal dischetto Calhanoglu non sbaglia, trovando il 2-0 e tornando al gol dopo un mese e mezzo dall’ultima rete.
Nonostante il doppio svantaggio, però, il Genoa non molla, con Ekhator che per poco non devia un cross basso di Messias. E poi ancora Ellertson, perso da Luis Henrique, colpisce tutto solo di testa ma manda a lato. Ekhator resta pericoloso, tanto che su un suo tiro-cross Akanji rischia l’autogol ma il pallone termina fortunosamente tra le mani di Sommer. È l’ultimo brivido, l’Inter vince ancora e San Siro ribolle verso il derby.
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