Società partecipate
Il bilancio più importante è quello che non è stato presentato. Si tratta del Cal, il Centro agro alimentare, che rischia di dover portare i libri in tribunale, se entro pochi giorni non verrà approvato il piano di ristrutturazione del debito con l’indispensabile accordo dei creditori.
La storia è lunga e risale alle passate amministrazioni, ad un credito concesso alla società da parte delle banche locali per la costruzione di un direzionale che oggi vale circa la metà rispetto a quanto originariamente ipotizzato, e ai tentativi di vendita andati a vuoto. In sostanza – come hanno spiegato in commissione consiliare l’assessore al Bilancio Marco Ferretti e l’amministratore del Cal Marco Core - la società partecipata ha predisposto un piano di ristrutturazione del debito che prevede la vendita dell’immobile all’attuale cifra di mercato: presumibilmente almeno 4 milioni di euro rispetto agli 8 di debito con le banche, che dovrebbero accettare di incassare la cifra, stralciando la differenza non coperta dai proventi della cessione. In sostanza, meglio incassare poco, ma subito, o quasi.
Il piano, messo a punto in accordo con il Comune, ha ottenuto il benestare della cooperativa Colser (creditrice di una piccola quota), ma a tutt’oggi manca l’assenso formale degli istituti di credito Crédit Agricole e Banca Intesa, che sono i maggiori creditori. Tuttavia, se con la prima la vicenda sembra ormai sul punto di arrivo, con la seconda le trattative sono, al momento, ancora in alto mare: «Abbiamo ragione di ritenere – ha specificato Ferretti – che l’assenso di Crédit Agricole sia ormai questione di pochi giorni, mentre c’è un rapporto contrastato con Banca Intesa. È più di un anno che ne parliamo. Se non dovesse arrivare l’assenso entro lunedì prossimo, il consiglio di amministrazione di Cal non potrà approvare il bilancio e per la società verrebbe meno la continuità aziendale. La cosa è ancora più spiacevole perché i conti consentirebbero al Cal di restare in attività e guardare la futuro con maggiore serenità». Concetto questo ribadito da Marco Core: «Non siamo riusciti a vendere il direzionale al prezzo che era bloccato. Oggi ci sono le condizioni per procedere, ovviamente sulla base del mercato. Entrambe le banche non hanno detto no al piano, ma mentre Crédit Agricole pare orientata a dare l’assenso, Banca Intesa chiede più tempo, ma noi tempo non ne abbiamo più. Speriamo che arrivi subito l’assenso di massima per procedere».
Nella stessa seduta delle commissioni, alla quale è intervenuta l’assessora Ines Seletti, sono stati approvati i bilanci consuntivi 2021 di It City e di ParmaInfanzia: entrambe le partecipate viaggiano in pareggio di bilancio. It City ha un fatturato di 2.750.000 euro, ma è alle prese con un immobile che non riesce a valorizzare e che ha dimezzato il valore. ParmaInfanzia presenta un conto economico di 15 milioni per ospitare 790 bambini nei nidi e 883 nelle scuole dell’infanzia.
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