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OSPEDALE

Pronto soccorso pediatrico, è boom di virus gastrointestinali

Cause virali, ricoveri per reidratazione e consigli pratici per prevenire il contagio

Pronto soccorso pediatrico, è boom di virus gastrointestinali

24 Febbraio 2026, 03:01

Prima il picco dell'influenza, ora quello dei virus gastrointestinali.

Per il pronto soccorso pediatrico del Maggiore questo inverno è stato (ed è) molto impegnativo. Parlare di emergenza in questo caso è eccessivo, ma soprattutto negli ultimi tempi, la percentuale di accessi legata a gastroenteriti ha subito un forte aumento. Negli ultimi giorni, su una media di 70-80 accessi giornalieri, circa 10-15 riguardano pazienti che devono fare i conti con gli effetti di virus gastrointestinali.

Picco di gastroenteriti

I più colpiti sono i bambini da 0 a 6 anni, soprattutto quelli che fanno vita di comunità, ossia frequentano nidi e materne. Ma più in generale, si assiste a un calo dei casi di influenza (dopo il picco di fine anno-inizio gennaio) e ad un aumento di gastroenteriti, anche piuttosto violente, in alcuni casi accompagnate da febbre.

La conferma arriva da Icilio Dodi, direttore della struttura complessa di Pediatria generale e d'urgenza dell'ospedale dei bambini del Maggiore. «L'aumento di casi c'è – conferma -, ma storicamente questo è il periodo dell'anno dove le gastroenteriti sono più frequenti».

Tante forme virali

Colpa soprattutto di norovirus, enterovirus e adenovirus (meno frequente il rotavirus, grazie al vaccino), principali responsabili dei casi di gastroenterite virale spesso caratterizzate da diarrea, vomito, crampi addominali e, in alcuni casi, anche febbre lieve.

«Evoluzione rapida»

«L'unico aspetto positivo – commenta Dodi – è che rispetto alle gastroenteriti classiche, quest'anno in molti casi l'evoluzione è rapida e il problema si risolve anche nell'arco di 12-24 ore». «Attualmente circa il venti per cento dei pazienti che accede al pronto soccorso pediatrico – prosegue Dodi – ha virus gastrointestinali. Non si tratta di un numero anomalo nel suo complesso, ma certamente assistiamo a un picco di casi e ad un aumento dei ricoveri per effettuare una idratazione idrovenosa».

Chi è più a rischio

I più a rischio sono i bambini che fanno vita di comunità. «La più colpita è la fascia di materna e nido – conferma Dodi – perchè, solitamente, ha maggiore occasioni di contagio. Contagio che avviene per via aerea e oro-fecale».

Non mancano casi anche tra i più grandicelli, ma nella maggior parte dei casi gli effetti del virus non sono tali da dover bussare alla porta del pronto soccorso pediatrico.

La terapia

A differenza di altri virus e malattie non sono previste particolari terapie con farmaci. «La cosa più importante è la reidratazione – sottolinea Dodi – da garantire attraverso soluzioni glucoelettrolitiche bilanciate (sono preparazioni contenenti acqua, elettroliti come sodio, potassio, magnesio, calcio, cloruro e zuccheri. Sono progettate per reintegrare rapidamente i fluidi e i sali minerali persi dal corpo, fornendo anche un apporto calorico) che possono essere somministrate per via orale, a piccoli sorsi, se il paziente riesce a trattenere i liquidi, oppure per via endovenosa».

Influenza in calo

Se i virus gastrointestinali sono in crescita, l'influenza è in calo.

Influenza che quest'anno. come ripetuto in più occasioni, «porta una importante sintomatologia febbrile che può superare anche i quaranta gradi. La febbre inoltre può durare anche per quattro o cinque giorni di fila».

La fascia più colpita è quella compresa tra 0 e 4 anni.

Assieme all'influenza, circolano tanti altri virus: parainfluenzali, respiratori, ma anche polmoniti e bronchiti. In calo invece le bronchioliti, da quando è stata inserita la relativa profilassi.

Possibile anche dover fare i conti con più infezioni in contemporanea.

Le raccomandazioni

Il consiglio più importante che riguarda soprattutto i più piccoli, è quello di evitare di frequentare luoghi chiusi molto affollati. In questi luoghi è più facile contagiarsi.

Conviene sfruttare al massimo le belle giornate, facendo passeggiate all'aria aperta: il freddo non costituisce fattore di rischio.

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