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Addio alla «signora Gina del Tubino»

Addio alla «signora Gina del Tubino»

di Riccardo Zinelli

05 Luglio 2022,03:01

Per tutti era «la signora Gina del Tubino».

Se n’è andata Gina Salvini, un volto che tanti conoscevano in città: dal 1960 fino agli anni Novanta è sempre stata dietro al bancone del bar Tubino in via Mazzini, all'angolo piazza Ghiaia: un crocevia fra la Parma popolare e gli uffici del centro.

Classe 1926, originaria di Sanguigna di Colorno, Gina Salvini prima di dedicarsi al suo bar imparò la professione visitando diversi locali in giro per l’Italia.

«Una donna forte e determinata - la descrive una delle sue figlie, Marzia Pezzi - sempre attenta alle ultime novità nel suo settore, non perdeva mai una fiera. Mi diceva spesso che “c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare”».

Fedele alla massima che ripeteva alla figlia, di novità la signora Gina ne ha portate parecchie in città. «Il bar Tubino ha aperto nel 1960. Dietro al bancone c’erano mia madre e suo marito, Bruno Pezzi. Il locale è stato il primo a Parma ad avere il pavimento in ottone. Tirato a specchio, rifletteva le sagome dei clienti - ricorda Marzia -. Mia madre è stata anche la prima, a Parma, a montare, a metà degli anni Sessanta, la Carpignani Soft: la macchina per montare il gelato “a ricciolo”. La mamma, che aveva anche imparato dai maestri toscani a preparare proprio il gelato, ha poi inventato un gusto. Si chiamava Royal Caffè, ed era un fiordilatte speciale con all'interno un cuore di caffè ristretto ghiacciato».

Agli inizi degli anni Ottanta, poi, Gina Salvini tornò da una fiera con un’altra chicca. «Questa volta la novità erano le brioche surgelate: la mamma le ha portate per prima a Parma e, dopo qualche tempo, le Tre Marie si interessavano al brevetto. Così lei aprì la Briogel, concessionaria parmigiana di questo prodotto per la nota azienda».

Un vulcano di idee e progetti, Gina Salvini ha anche contributo a fondare la Ccepp: «Una cooperativa di acquisto - spiega la figlia - composta da oltre quaranta fra i migliori bar e ristoranti di Parma. Con questa compagnia, la mamma aveva anche formato un gruppo di viaggio. Conoscere il mondo era un’altra delle sue grandi passioni: con le amiche e con il gruppo della cooperativa ha viaggiato in tutti i continenti».

«Madre autorevole per me e mia sorella e splendida nonna per i suoi nipoti - prosegue Marzia Pezzi - ha formato tantissimi giovani che volevano imparare a fare i baristi. Ancora oggi, molti di loro mi hanno contattata e hanno voluto ricordare la mamma con stima e riconoscenza».

Riccardo Zinelli

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • maribett

    05 Luglio 2022 - 07:03

    Un tuffo nel passato! La passeggiata del sabato pomeriggio in centro con i genitori e il gelato al Tubino, che scendeva da una macchina "magica" che distribuiva il gelato "a spirale"(rigorosamente solo panna e cioccolato) sul cono di cialda. La Signora Gina era un'esperta: non ne sbagliava uno e noi bambini la guardavamo come una maga buona, mentre ci porgeva con un sorriso il frutto della sua magia, che avevamo timore di leccare per paura di rovinarlo ... Questo era il meglio che ci poteva succedere in quella Parma dove ancora i bambini, che erano stati "buoni", potevano sognare e sperare di essere premiati con ... un gelato al Tubino.

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