Storie di ex
«Non è stata una scelta facile, volevo misurarmi con un altro ambiente»: confessa Paolo Giordani, che di mestiere fa il preparatore atletico, specializzato nel recupero degli infortunati.
E che nel cuore ha il Parma, lui che è nato e cresciuto a Soragna la «crociata» ce l'ha addosso come una seconda pelle. Ed ora è, con gli stessi compiti, all'Empoli, con il professor Gatteschi.
«Sì, in serie A ma non è stato questo che mi ha fatto decidere. Empoli è una città a misura d'uomo, mi piace lavorare in questi ambienti». L'allenatore è Paolo Zanetti, il resto lo dirà la storia del prossimo campionato. Intanto Paolo Giordani ripensa al suo essere crociato, al suo passato nel Parma. «In tre momenti, ma ho trascorso sei stagioni con il Parma. Molte belle, qualcuna un po' meno. Però tutte emozionanti».
E ora vuole salutare e soprattutto ringraziare. «Sì, perché al Parma hanno capito. Il ds Mauro Pederzoli, il team manager Alessio Cracolici, il responsabile dell'area medica Giulio Pasta, l'amico e direttore Ale Lucarelli e tutto il Parma. E Gigi Buffon, uno che ti dà tanto anche in allenamento». Tutti hanno capito, tutti lo hanno salutato calorosamente. Ora Paolo Giordani è all'Empoli, per una nuova avventura e sempre nel suo ruolo. Un altro ex, un altro strajè. Ma sempre con il Parma nel cuore.
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