Dopo San Prospero
Il titolare del locale affacciato sulla via Emilia, a due passi dal ponte sull'Enza, aveva alzato la saracinesca da poco e, a quell'ora, si aspettava i soliti lavoratori mattinieri e quelli di passaggio in cerca di un caffè e una brioche. Invece si è trovato davanti quell'uomo, evidentemente sotto choc che ha iniziato a chiedere aiuto. Dicendo la frase che certo non ti aspetti: «Mi hanno accoltellato».
Uno scherzo stupido, il delirio di uno fuori di testa? In quei momenti viene in mente di tutto e il barista prima ha esitato un attimo. E poi ha fatto quello che è giusto e logico: ha preso il telefono e composto il 113 e il 118 chiamando polizia e ambulanza.
Ma quella di ieri, evidentemente, era una giornata nata sotto una strana stella visto che il ferito, dopo pochi istanti, è come se avesse improvvisamente cambiato idea girandosi di scatto e scappando via. Lasciando l'esercente del bar ancora più sconcertato.
Non solo lui, però. Pochi minuti dopo infatti sul posto, in località Il Moro, sono arrivati anche gli operatori dell'ambulanza e gli uomini delle volanti che hanno cercato di dare un senso ad un giallo che ora, dopo una giornata, ha ancora molti lati da chiarire. Ma qualche certezza in più c'è.
La prima riguarda il ferito che dopo essersi dileguato ha percorso pochi chilometri dirigendosi verso l'ospedale di Montecchio dove, di nuovo, ha chiesto aiuto. Facendosi curare.
I medici hanno quindi trovato conferma dei colpi subiti: si tratta di ferite per fortuna non gravi provocate da una arma da taglio, probabilmente un taglierino, nella zona della schiena e della spalla. A quel punto i poliziotti si sono precipitati a sentire la vittima e a farsi raccontare l'accaduto. Sul cui, per il momento, ci sono poche certezze. Secondo le prime dichiarazioni dell'uomo, un albanese trentenne residente a Montecchio, lui si sarebbe trovato sulla via Emilia, in un bar gestito da stranieri dove avrebbe trascorso buona parte della notte.
Dai riscontri sembrerebbe anche che quella lunga permanenza nel bar sia stata accompagnata da un notevole numero di bicchieri bevuti in successione che gli avrebbero tolto lucidità. E lo avrebbero reso più litigioso. Questo dettaglio unito alla presenza di forse almeno una altra persona dal carattere iracondo ha acceso le micce: per i proverbiali futili motivi i due si sarebbero prima affrontati a parole per poi passare ai pugni. E alla fine è spuntata quella lama che ha lasciato il segno anche se secondo i medici la prognosi per il ferito è limitata a pochi giorni.
Ora, come è logico, il tutto è nelle mani della polizia che sta indagando per chiarire gli aspetti ancora poco chiari e stabilire chi sia l'altra, o le altre persone coinvolte, e le vere cause della zuffa. E nelle prossime ore, magari anche grazie ad immagini riprese dalle telecamere nei locali, tutti saranno chiamati a rispondere dell'accaduto.
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