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L'appello

«Massese, non si può rimandare ancora una soluzione»

«Massese, non si può rimandare ancora una soluzione»

di Maria Chiara Pezzani

03 Dicembre 2022, 03:01

Langhirano «La messa in sicurezza del tratto di Massese a Torrechiara deve diventare una priorità per Anas».

È la sollecitazione che giunge da Roberto Cancedda, presidente di 2NOVE9 Associazione vittime incidenti stradali – APS, realtà che rappresenta oltre 450 famiglie e 250 associazioni di utenti della strada.

Parole, numeri e domande raccolte in una segnalazione inviata ad Anas Emilia Romagna, e per conoscenza al prefetto di Parma, al presidente della Regione e al sindaco di Langhirano, che vogliono rompere il silenzio che in questi mesi è calato sulla pericolosità dell’arteria, «teatro di una tragedia che ha scosso notevolmente tutta la comunità, con tre giovanissimi che hanno perso la vita - spiega Cancedda -. Dai dati Istat in nostro possesso emerge che da novembre 2016 ad oggi questa strada, nei soli 10 km passanti per Langhirano, abbia una media di oltre 1,26 morti l’anno. Da febbraio 2011 si sono registrati più di 214 feriti gravi, una media annua di 23,78. Siamo di fronte ad un problema legato ad un’infrastruttura che non può più rimanere in queste condizioni. Occorre che tutti i pericoli vengano neutralizzati e che vengano adeguati gli impianti di protezione verso l’attuale mobilità. Sappiamo di un piano che prevede la realizzazione di una rotatoria in prossimità dell’incrocio, ma per diversi anni la programmazione stata rinviata. Quando verrà posto in essere lo studio di fattibilità? Quando verrà realizzata?».

Secondo Cancedda la soluzione temporanea del cambio di viabilità all’incrocio, con il divieto di attraversare la carreggiata, «non è purtroppo stato sufficiente ad arginare il fenomeno dell’imprudenza e dell’incoscienza di molti utenti, che, secondo i residenti, spesso eseguono manovre pericolosissime infrangendo i divieti di svolta – prosegue -. È sbagliato delegare il solo cittadino al rispetto del codice della strada per garantire la sicurezza di un’infrastruttura. In oltre il 33 per cento dei sinistri rilevati da Istat, infatti, lo stato delle infrastrutture è concausa dell’incidente stesso e/o lesioni. Anas Emilia Romagna è disposta ad accettare il rischio di rimandare consapevolmente la possibilità di una garanzia per la sicurezza degli utenti?». L’associazione infine suggerisce una soluzione economica che provvisoriamente potrebbe garantire il rispetto delle prescrizioni stradali: «L’installazione di un «biscotto» costituito da deflettori/dissuasori in materiale plastico flettente, in corrispondenza della doppia striscia continua è una soluzione adottata in altre provincie d’Italia, ad esempio lungo la SS9 Emilia – conclude -. Questi paletti, se applicati con buon senso, non creerebbero un rischio per gli utenti, divenendo un importante deterrente alle manovre di svolta mortali anche in prossimità delle stazioni di servizio».

Maria Chiara Pezzani

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