Neve
Monchio La chiusura della stazione turistica di Prato Spilla avrà inevitabili percussioni sul territorio. Mercoledì il gestore aveva ufficializzato una notizia che circolava da qualche giorno, spiegando di aver riconsegnato alla proprietà, ovvero la Provincia, le strutture, a causa del costo insostenibile dell’energia elettrica. «Una decisione sofferta» aveva raccontato ieri Marco Barotti, che aveva in gestione dal 2018 la stazione, ma «inevitabile», in particolare all’idea di far partire, con gli attuali prezzi, la seggiovia per l’inizio della stagione sciistica.
La chiusura però rischia di avere un riverbero importante. Sulle attività, come i bar e i ristoranti, che potevano beneficiare del passaggio di escursionisti e sciatori; sull’occupazione, perché erano diverse le persone della zona che vi trovano impiego, tra gestione dell’impianto e del bar/rifugio. Per questo l’auspicio, manifestato anche dal sindaco di Monchio Claudio Riani, è che in parte si riesca a salvare la stagione invernale. Visti i costi ingenti dell’energia pensare di far ripartire la seggiovia, anche se fresca di collaudo e perfettamente funzionante, appare difficile, «ma almeno la pista del campo scuola, il tapis roulant e il bar per cercare di tamponare la situazione sono il nostro auspicio» commenta Riani, che lunedì, come annunciato dal delegato provinciale al Patrimonio Nicola Cesari ieri, incontrerà la proprietà.
E proprio da questo incontro il sindaco si augura possa nascere un percorso condiviso, in grado di gettare le basi per il futuro della stazione turistica. «Noi ci auguriamo che questa chiusura sia solo un intoppo lungo il percorso. Prato Spilla è importante per il nostro territorio, per l’indotto economico che crea, per le ricadute sull’occupazione» spiega Riani.
Due sono gli auspici: uno che riguarda l’imminente stagione, l’altro la progettualità futura. «Come comune ci auguriamo che si possa trovare una soluzione di transizione, per i prossimi mesi fino alla definizione del nuovo bando. E poi mi aspetto proposte per il prossimo futuro, per avere una gestione composta da persone che credono in quello che fanno, che conoscono il territorio, pronta ad aprire ad aprile, che garantisca l’apertura tutti i giorni. Siamo pronti e disponibili a fare insieme questo percorso. Come consigliere, so che anche il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano ha pronti diversi investimenti da fare sul comprensorio, come ad esempio nel bike sharing. Questo perché dobbiamo partire da un presupposto – conclude -: Prato Spilla non deve vivere per l’inverno. Bisogna lavorare in estate; l’inverno e lo sci, visto i cambiamenti climatici e le poche nevicate sommate ai costi dell’energia e di gestione, devono diventare un di più».
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