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COLORNO

«Donna solare, infermiera per vocazione»: addio a Elisabetta Tagliavini

«Donna solare, infermiera per vocazione»: addio a Elisabetta Tagliavini

13 Gennaio 2023, 03:01

Colorno Era molto conosciuta ma, soprattutto, amata dai suoi pazienti e dalla sua gente per l’amore vero che metteva nella professione che sentiva profondamente sua grazie ad un animo sensibile, gentile e generoso.

Elisabetta Tagliavini, infermiera domiciliare presso la Casa della salute di Colorno, è deceduta prematuramente nei giorni scorsi all’età di 54 anni. Colornese, di famiglia del posto (il padre Bruno era un dipendente comunale), Elisabetta, dopo avere conseguito il diploma magistrale, frequentò il corso per divenire infermiera professionale coronando il proprio sogno e, cioè, essere al servizio e vicina a chi soffre. Dopo avere lavorato presso l’ospedale di Colorno, sempre sul territorio, optò per il servizio domiciliare divenendo l’angelo custode di tanti pazienti specialmente anziani.

Carattere solare, un sorriso che infondeva coraggio e serenità, amante della compagnia, era una fan di Vasco Rossi che applaudì più volte nel corso di vari concerti ai quali partecipò con le amiche. Come pure amava tantissimo viaggiare, infatti ricordava spesso con entusiasmo i suoi indimenticabili tour in Cambogia, Messico ed Egitto. Quattro anni fa l’insorgere della malattia che affrontò con grande coraggio e tantissima dignità riuscendo ad essere punto di riferimento per chi le stava vicino. Adorava la famiglia: i figli Saverio, Francesca, Michele e il padre Bruno.

Così la ricorda la collega ed amica Cinzia Dallatana: «E’ stato ed è tuttora difficile salutare la mia cara amica Betta; abbiamo condiviso una vita intera, gioie e dolori, figli. Un’amicizia fatta di entusiasmo generoso, di grande e disinteressata condivisione, di serietà, di un affetto schietto e senza inutili fronzoli, insomma è stata vera amicizia, un’ empatia difficile da ritrovare. Un’amicizia nata prima da colleghe infermiere nel mondo del lavoro, lavoro in cui si è sempre distinta con la sua professionalità, umanità nella relazione d’aiuto, dalla chirurgia, alla dialisi sino ad arrivare a lavorare sul territorio come infermiera domiciliare (da più di 20 anni) sempre attenta al paziente, ma non solo, di grande supporto e conforto anche ai famigliari. Poi, dopo uno screening mammografico di routine, la drammatica sentenza. Ma, in realtà, è stata proprio lei, la nostra cara Bettina, che ci ha accompagnato a farci coraggio poiché era impossibile non volerle bene». Un grande ringraziamento la famiglia ed i colleghi lo hanno rivolto a tutto lo staff medico del Centro oncologico che l’ha seguita con grande professionalità e umanità, in particolare il professor Musolino.

Lo.Sar.

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