PALAZZO DEL GOVERNATORE
L’appuntamento è al Palazzo del Governatore, e nell'attesa si sbircia la meraviglia della mostra dedicata a Luigi Ghirri. «L’hai già vista?», chiede una signora al vicino. «Come no! Ci ho già fatto due turni!» risponde lui. E non è un caso: il giorno dopo il Sant’Ilario delle medaglie d’oro e delle benemerenze civiche, i celebrati stavolta sono i Volontari e le Volontarie della Cultura.
In sala c’è chi di anni ne ha 18 e chi - come Alfredo Fertonani Affini - 87; chi studia, chi è in pensione, chi si ritaglia il fine settimana. «Avete dimostrato un grande impegno per Parma, per la sua valorizzazione, perché ogni giorno si offrano esperienze culturali di alto livello. E per farlo si sono formati: volontari non ci si improvvisa», è il primo riconoscimento del sindaco Michele Guerra. «Un progetto nato da Parma Capitale della cultura e che, proseguendo, ha fatto ciò a cui aspiravamo: battere il tempo», continua l’assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto. Cita i punti raggiunti della Carta del Volontariato, Arnaldo Conforti, presidente di Csv Emilia. «Allora, alla sua firma, c'era la Città cantiere: oggi c’è invece il terreno propizio affinché il volontariato giochi una partita da titolare. E' anche una sfida di responsabilità». Un «caso studio» emblematico del progetto è la rassegna «Cuscinoni» di Cem Lira: «E' nata quando gli eventi si fermavano e i musicisti non suonavano più - racconta il presidente Luca Valerio -Ed è stata attiva, gratuita e rispettosa delle regole proprio grazie alla possibilità di essere supportati non da del “personale” ma da persone: siete stati i volti, l'accoglienza, gli scambi vivi di quei giorni».
La cerimonia premiava i 44 più attivi di un gruppo che conta 540 iscrizioni. A sorpresa una menzione speciale per Marina Pedrelli, ex dipendente comunale che è stata «cuore» del progetto, e per il trio di iscritti che ha creato un gruppo fotografico immortalando volti, attimi, percorsi: Manuela Micheli, Giovanni Ferraguti e Marco Cigarini. Nessuno spoileraggio ma forse un minimo sospetto lo devono aver avuto i tre protagonisti del finale, non ancora chiamati sul palco: Monica Lorenza, Giuseppe Di Nello e Marilena Benevelli. Un campione e due campionesse di volontariato culturale, con oltre 50 servizi in un anno. In cui hanno dato e – come raccontano qui a fianco – anche ricevuto tanto. A tutta la sala il sindaco chiede un nuovo aiuto: «Trascinate altre persone: presto ci sarà un nuova call per volontari e volontarie e speriamo di allargare questa comunità». Un compito non difficile, visto l’entusiasmo che si respira in sala.
«Sono arrivata dal Brasile nel 2009, e iscrivermi è stato un modo per integrarmi, conoscere luoghi e persone, allenare la lingua e anche restituire qualcosa: qui sono stata accolta molto bene e il minimo è stato dare un po’ del mio tempo per la comunità», racconta Tabitha Fernandes. Arriva da meno lontano Marco Cigarini: «Sono di Sorbolo, ma la possibilità di fare quest'esperienza mi ha subito attratto. Ho vissuto in diretta tantissimi eventi e luoghi. Uno a cui sono legato? La Camera di San Paolo: l’ho riscoperta davvero». E grazie alle amicizie strette è nato un doppio impegno: in 42 hanno formato il gruppo «Volontari fuori dal Comune» che organizza ulteriori visite guidate oltre il turno.
C’è anche un nostro ex collega tra i premiati: Francesco Monaco, a lungo nella redazione Spettacoli della Gazzetta: «La fortuna di lavorare con le istituzioni culturali della città mi ha arricchito moltissimo, e questo è il modo di restituire quella ricchezza ricevuta. In più, ho scoperto il piacere di rapportarsi coi visitatori, di poter far sì che, attraverso l’accoglienza, tornino a casa con un buon ricordo della città». «Dopo la chiusura forzata per Covid, ho pensato che c’era bisogno di nutrire lo spirito, oltre che sfornare pizza. La cultura mi interessa in tutte le sue forme, ero curiosa del backstage e volevo dare un contributo alla divulgazione culturale – spiega Maria Grazia Maccari -. La cosa particolare è che qui sono nate amicizie e opportunità: quando la Corale Verdi ha cercato nuove voci, molte di noi hanno aderito insieme. Nel 2022 non sono riuscita a fare molti turni ma il desiderio oggi è di dare molto di più».
Chiara Cacciani
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