Tradizioni
Festeggiata anche a Milano la ricorrenza di Sant'Ilario dagli strajè parmigiani emigrati per ragioni di lavoro nel capoluogo lombardo: la cessazione dell’emergenza Covid ha reso possibile la prosecuzione del tradizionale ritrovo dei nostri concittadini che, all’ombra della Madonnina, svolgono le rispettive attività senza mai dimenticare le origini.
Questa tradizione risale agli anni ’50 del secolo scorso, quando un gruppo di strajè, trasferiti a Milano per motivi di lavoro, carriera o famiglia, diede origine al «Consolato di Parma a Milano», che si proponeva di rappresentare una sorta di avamposto culturale, ma anche commerciale e diplomatico. Anima del consolato era il dottor Antonio Guerci, noto per essere autore della famosa poesia Nasuda na sira äd farvèr e per aver firmato nel 1947 l’atto di fondazione della Famija pramzana.
A causa di sopraggiunti limiti di età dei partecipanti, l’attività del Consolato era di fatto terminata nel 2012. Ma, per la ragione che gli incontri al Consolato rappresentavano anche un momento di relazione e continuità affettiva, di convivio oltre che di scambio di esperienze, l’idea di rivitalizzarlo, originariamente riproposta dal dirigente di Publitalia Marco Manfredi e dal notaio Angelo Busani, ha avuto ben presto un fecondo riscontro.
L' originario gruppetto di dieci persone è cresciuto: almeno 130 sono le persone che si sono via via aggregate e una settantina di esse si sono ritrovate alcune sere fa a cena in un noto tempio della gastronomia milanese. Ma già è preannunciata l’aggiunta di diverse altre persone che, venute a conoscenza della reviviscenza del Consolato, hanno fatto sapere che si uniranno.
Tra gli strajè parmigiani a Milano tutte le categorie professionali sono rappresentate: dal mondo delle professioni a quello dell’industria, dal commercio alla comunicazione, dall’istruzione e cultura al turismo, dalla finanza allo sport. Il loro programma è quello di trovarsi almeno un paio di volte all’anno (una coincidente con il Sant'Ilario) sia con finalità conviviali sia per favorire un momento di aggregazione per elaborare e sviluppare iniziative che, in qualche misura, diano testimonianza della parmigianità in Lombardia. Probabilmente ne sentiremo parlare presto.
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