INCHIESTA
Chinarsi e raccogliere gli escrementi del proprio cane dovrebbe essere un dovere civico per ogni cittadino. A Parma però - al pari di tante altre città - sono ancora in pochi a farlo. Basta camminare per le vie del centro, nei parchi o in una delle quaranta aree cani per rendersene conto.
Nel tentativo di tenere parchi e marciapiedi puliti, diverse città italiane stanno studiando misure sempre più dure e originali. In realtà non c'è sanzione che tenga senza una minima educazione di base.
Distributori di sacchetti
Accanto alle misure repressive, a Parma come altrove, vengono promosse campagne di sensibilizzazione. In svariate realtà si stanno diffondendo i distributori gratuiti di sacchetti e guanti, a disposizione dei cittadini per pulire le feci del loro animali. Difficile sapere se basterà, ma secondo alcuni potrebbe essere un buon inizio.
«Serve buonsenso»
«Una persona educata ha un cane educato - affermano alcuni proprietari di cani, a passeggio con il proprio amico a quattro zampe nel parco Ducale -. Al di là di multe e ordinanze, la parte più importante la gioca il buonsenso del proprietario. Per questo il primo impegno deve essere quello di responsabilizzare i padroni. I cani infatti sono molti abitudinari: non è raro che facciano i bisogni sempre nello stesso posto, che poi è quello dove solitamente li portano i propri padroni. Posizionare dei distributori di sacchetti nelle aree cani e in altre zone della città potrebbe essere comunque di aiuto».
Problemi di igiene
I parchi giochi, le aree verdi e i marciapiedi di Parma sono i luoghi più «bersagliati». Gli escrementi lasciati nei luoghi pubblici non costituiscono un problema solo in termini di odori o estetica, ma comportano anche dei rischi a livello igienico-sanitario che coinvolgono tutta la cittadinanza. I batteri e parassiti contenuti nelle deiezioni canine vengono veicolati con le scarpe nelle nostre abitazioni e possono trasmettere vermi e malattie infettive.
Aree cani, cosa non va
Le aree cani in città sono una quarantina e anche se non tutte presentano gli stessi problemi, le difficoltà segnalate da chi le frequenta sono sempre le stesse (come testimoniano gli articoli scritti in più occasioni dalla «Gazzetta»): pochi alberi, fontanelle inutilizzabili, cancelli danneggiati, recinzioni fatiscenti e illuminazione insufficiente. Per far fronte ai disagi i proprietari dei cani sono costretti a ingegnarsi col «fai da te», ma non sempre è sufficiente.
Una delle aree cani più ordinate e frequentate, è quella della Cittadella, anche se per il momento la fontanella dell'acqua è secca e priva di rubinetto. «Veniamo qui spesso e non ci troviamo male, anche se la fontana è sempre chiusa e l'illuminazione notturna è davvero scarsa» dichiara Caterina, giovane padrona di Duke, pastore belga.
Disagi al parco Ducale
Ben diversa la situazione nell'area cani del parco Ducale, posizionata vicina all'ingresso di viale Pasini. «D'inverno l'area è spesso inagibile perché si trasforma in un enorme ammasso di fango - spiega Marta, padrona Sirius (uno Shiba Inu) -. Bisognerebbe trovare una posizione migliore all'interno del giardino e magari prevedere due aree separate, per facilitare l'accesso a più cani, dato che nelle ore di «punta» ci sono davvero tante persone e a volte bisogna fare la fila all'ingresso».
I problemi però sono anche altri, a partire dal cancello di accesso, in condizioni precarie. «Il cancello è privo di maniglia e la chiusura interna è poco pratica - sottolineano altri fruitori dell'area cani -. A volte, se non si è attenti, il cancello rischia di rimanere aperto. E poi all'interno ci sono soltanto due panchine, troppo poche».
Parco Falcone-Borsellino
L'area cani del parco Falcone Borsellino (via Mantova) è più ampia e meglio tenuta rispetto a quella del parco Ducale, ma anche qui non mancano le criticità. La più evidente riguarda la recinzione.
A quella originaria, ormai fatiscente, ne è stata affiancata una più recente. Il rischio però, per i cani, è quello di rimanere incastrati e di farsi del male, come denunciano i loro padroni. Anche la fontanella ha appena ripreso a zampillare, dopo essere rimasta chiusa per tanti mesi.
Gli alberi poi sono davvero pochi e quando arriva l'estate l'area è, di fatto, inutilizzabile per gran parte della giornata. Invece quando piove il problema è il fango, anche se qualche chiazza di verde ancora si intravede. «Basterebbe poco per sistemare le cose - lamentano alcuni fruitori -, soprattutto la recinzione rappresenta un'urgenza per chi ha cani di piccola taglia».
Luca Molinari
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Lavagetto: «Multe se colti in flagranza»
Il vicesindaco Lorenzo Lavagetto è assessore alla Cultura, al Turismo, al Personale, alle Società Partecipate, ai Progetti Europei e al Benessere Animale. E’ l’unico vicesindaco italiano che si occupa anche di Benessere Animale.
Perché si è preso questo ulteriore incarico?
«Mi sono pubblicamente sempre esposto, anche da consigliere comunale, per tutelare i diritti degli animali e promuovere il rispetto sia da un punto di vista etico sia legale. Con la mia nomina a vicesindaco di Parma ho assolutamente voluto tenere a me la delega, perché la ritengo centrale rispetto agli impegni da me sempre presi. Una società civile si misura anche sul rispetto che ognuno di noi deve avere per gli animali e per l’ambiente. Il Benessere animale ha a che fare con la cultura e io ho entrambe le deleghe».
Il 29 dicembre 2020 il Consiglio comunale ha varato il Regolamento per il benessere animale. Nelle disposizioni generali si legge: «Il Comune di Parma promuove, favorisce e tutela anche la fauna selvatica stanziale e migratoria, in un’ottica di rispetto e di tolleranza verso tutti gli esseri viventi». Lei è cacciatore? Cosa dice degli emendamenti parlamentari per ampliare la caccia anche nei Parchi e nelle aree protette?
«Non sono mai andato a caccia e non sono un cacciatore. Quello che è successo in Parlamento con l’emendamento a favore della caccia in aree protette e a ridosso delle città dimostra che questa maggioranza e questo governo di destra stanno puntando a distruggere la legislazione ambientale italiana proprio nel momento in cui la biodiversità, minacciata dalla crisi climatica, dovrebbe essere maggiormente tutelata».
Per lei il lupo appartiene ancora alle specie da proteggere o bisogna intervenire con degli abbattimenti?
«Il lupo, con la sua naturale attività predatoria, consente di mantenere un habitat sano e perfettamente in equilibrio. Bisogna però investire sulla prevenzione per evitare che la presenza del lupo diventi un problema. La Regione Emilia Romagna ne è esempio virtuoso proprio nell’affrontare le problematiche dovute alla presenza del lupo, che rimane specie protetta, in un’ottica di convivenza tra fauna selvatica e attività antropiche, con particolare attenzione nelle aree rurali. E tra breve sarà strutturato un sistema di indennizzo danni rivolto non soltanto agli imprenditori agricoli».
Iniziamo ad analizzare il Regolamento che si compone di 46 articoli, in particolare parliamo dei nostri cani. L’articolo 20 («Raccolta deiezioni») dovrebbe dare risposta alle numerose proteste di cittadini. Così dispone il Regolamento: a) I proprietari sono tenuti alla raccolta delle feci depositate dai loro animali, al ripristino della pulizia e dell’igiene dei luoghi. Il trasgressore è punito con sanzione amministrativa. b) I proprietari devono fare il possibile per non fare urinare il proprio cane in luoghi dove l’imbrattamento crea disagio per i cittadini, come nei pressi di entrate di case e negozi, nonché ruote di auto e ruote e catene di sicurezza di moto, scooter e biciclette. Qualora ciò avvenisse, il proprietario laverà con acqua il luogo imbrattato.
Ecco, Parma è tempestata di deiezioni animali. Ci sono proprietari molto volpini che riescono a lasciare sui marciapiedi il “regalino”. I vigili urbani e l’ufficio per il Benessere animale sono mai intervenuti?
«L’intervento dell’Ufficio Benessere Animale è costante, con impegno mirato di informazione e sensibilizzazione che prenderanno corpo nella prossima primavera. Stiamo inoltre approntando la fornitura di sacchettini porta deiezioni da distribuire ai cittadini. Per quanto riguarda le sanzioni, sono sicuramente applicate dagli agenti di Pm, qualora ovviamente la persona venga colta in flagranza. Comunque, il nostro obiettivo principale è quello di sensibilizzare i cittadini per accrescere un maggior senso civico e di rispetto».
Diversi Comuni del Belpaese hanno emesso ordinanze che obbligano i proprietari ad avere sempre a disposizione bottiglie d’acqua per lavare «le deiezioni liquide degli animali». Il Comune di Parma cosa prevede?
«Il Regolamento, articolo 20 comma 3, prevede l’uso da parte del proprietario del cane dell’acqua per lavare il suolo imbrattato. Si tratta di una precisa indicazione al corretto comportamento per garantire giuste convivenze».
Se fosse utile aggiornare il Regolamento, proporrei una postilla all’articolo 20: l’obbligo di allontanare il cane dalle vie e dai civici dove viene effettuata quel giorno e a quelle ore la raccolta differenziata dei rifiuti. Questo perché sacchi con la plastica, contenitori per carta, organico e indifferenziato sono un’attrattiva per i cani. Questo obbligo è a tutela degli operatori ecologici e di chi abita proprio lì. Cosa ne pensa l’assessore al Benessere Animale?
«Si tratta sempre di buona educazione e di stimolare il senso civico dei proprietari che non devono lasciare avvicinare il proprio cane ai sacchi di raccolta».
Quanti sono i cani iscritti all’anagrafe?
«I cani registrati presso l’ufficio Benessere animale del Comune sono esattamente 30.905 al 31 dicembre 2022. In tutta la provincia di Parma sono circa 70 mila (dati del 2018) i cani iscritti all’anagrafe regionale. In Emilia Romagna 730.000 (censimento del 2022). L’iscrizione all’anagrafe è obbligatoria, compiendo questo atto importante il proprietario si assume tutte le responsabilità».
Nel 2022 quanti sono stati i cani smarriti e quanti sono stati restituiti ai proprietari attraverso l’Ufficio Benessere Animale? Quanti sono oggi i pelosi ospiti al canile «Lilli e il Vagabondo»?
«Al 31 gennaio 2023 i cani presenti nella struttura sono 83, i gatti sono 116. Nel gattile di Vicofertile sono 47. Nel 2022 i cani smarriti e poi restituiti ai proprietari tramite l’Ufficio Benessere Animale sono stati 110».
Sul finire dell’Amministrazione Pizzarotti, ci sono state in Consiglio comunale forti critiche relative alla gestione del canile. Qual è la situazione oggi?
«La situazione è chiaramente cambiata. Adesso abbiamo un’ottima equipe veterinaria e ci stiamo accingendo alle preparazioni del nuovo bando gestionale. Abbiamo incluso 30 nuovi volontari. La struttura del nostro canile è nata oltre venti anni fa e deve essere ammodernata, per questo abbiamo previsto investimenti nel piano triennale delle opere pubbliche. Pur tenendo presente la funzione sanitaria, il rinnovamento dovrebbe rendere il canile un po’ meno luogo di ricovero e di confino».
Ricevete anche lamentele per quanto riguarda la manutenzione delle aree cani?
«Alle segnalazioni dei cittadini cerchiamo di rispondere subito per risolvere i problemi: dalle staccionate alle fontane. Le aree cani sono un segno di civiltà ma bisogna però tener conto che hanno anche un costo che pesa sul bilancio comunale. Stiamo provvedendo ad una pianificazione complessiva ripensando le aree stesse rispetto al numero attuale dei cani e alle diverse tipologie. Intanto, prevediamo un servizio di monitoraggio per fronteggiare gli atti vandalici e lo spargimento dei bocconi avvelenati».
Articolo 4 del Regolamento: «Il Cimitero per animali d’affezione potrà essere istituito su iniziativa pubblica o privata e dovrà ottemperare alle normative di legge…». E’ solo un suggerimento o qualcosa si è fatto o si farà?
«Siamo assolutamente convinti che sia un progetto importante. Il tema è alla nostra attenzione per una futura realizzazione del cimitero per animali. Per ora è attivo un servizio di cremazione, tramite l’Assistenza Pubblica, per gli animali d'affezione».
Chicco Corini
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