PARMA
«Parma libera dall’asbesto (amianto, ndr) è uno degli obiettivi di questa nuova amministrazione». Gianluca Borghi, assessore alla Sostenibilità ambientale, energetica e alla mobilità, spiega così una delle priorità di questa giunta, descrivendo il progetto che, fedele all’obiettivo di tutelare la salute pubblica, promuove la bonifica e la messa in sicurezza di tutte le coperture in amianto ancora esistenti nell’area urbana. Secondo un’analisi presentata ieri mattina e compiuta dai droni di AeroDron, i primi ad aver ottenuto l’autorizzazione di Enac a sorvolare i centri abitati e gli unici ad aver sviluppato e brevettato un’applicazione in grado di restituire una mappa delle coperture in asbesto che fotografa anche lo stato di deterioramento delle strutture, in città, al momento, sono 2.434 gli edifici con copertura in lastre in materiali contenenti amianto.
«Partiamo da un dato positivo: rispetto ad altre 200 città campionate in Italia, che hanno una media di 15 metri quadrati di cemento-amianto per abitante, Parma ne ha 5, ma anche questi rappresentano un peso – ha proseguito Borghi, ricordandone la cancerogenicità -. Dal 1994 è stato messo al bando nel nostro Paese e ora dobbiamo liberare la città da tutto ciò che rimane». Secondo quanto emerso dalla mappatura cittadina, per ora, ci sono 1.102.362 mq di lastre in Mca per un totale di 16.535 tonnellate e, alla luce dei dati forniti dal censimento, da maggio saranno contattati, per iscritto, tutti i proprietari degli immobili con copertura in lastre di materiali che contengono amianto: dopo questa prima lettera «bonaria», dovranno presentare al Comune la valutazione dello stato di conservazione della struttura; trascorso un termine ragionevole dalla comunicazione (60-90 giorni) senza che i privati abbiano provveduto ad adempiere, è prevista la comunicazione di avvio del procedimento fino, eventualmente, anche all’emissione di una successiva ordinanza dirigenziale. In base all’esito della valutazione dello stato di conservazione, le coperture dovranno essere monitorate o bonficate.
«Le azioni di “Città asbestos free” seguono e integrano una visione di rigenerazione urbana che vuole recuperare e riqualificare il complesso degli edifici e degli spazi pubblici del patrimonio immobiliare della città, nel segno della qualità e della sicurezza, guadandoli da un punto di vista sociale e ambientale», ha aggiunto Chiara Vernizzi, assessore alla Rigenerazione urbana.
Per la rimozione dell’amianto, come ricordato durante la presentazione del progetto, è possibile accedere alle detrazioni statali in materia di riqualificazione degli immobili. Per le piccole quantità è stato disposto un servizio di microraccolta con Iern, gratuito per gli utenti Tari di tipo domestico e come chiarito per l’autorizzazione di piccole quantità è necessario presentare il Piano operativo semplificato presso gli uffici dell’Ausl per poter dare inizio ai lavori. «Parma è all’avanguardia rispetto al tema degli edifici scolastici: il Comune, con un articolato progetto denominato Scuole sicure, ha già eliminato l’amianto in tutti i plessi scolastici, le scuole materne e i nidi – ha aggiunto, infine, Borghi -. Era necessario dare la priorità a quegli edifici dove bambini e ragazzi passano molte ore della loro giornata. Proseguiamo ora capillarmente su tutto il territorio urbano, intervenendo su tutti gli altri edifici comunali. A questo proposito, sono stati stanziati a bilancio 1.700.000 euro per il prossimo triennio».
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