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In via Montanara

Dal Capitano, il primo ristorante per bimbi autistici

Dal Capitano, il primo ristorante per bimbi autistici

30 Maggio 2023, 03:01

A tavola «Dal Capitano» e Alessandro Lucarelli sorride: «Sì, siamo il primo ristorante a Parma che si è attrezzato per accogliere persone con autismo».

A Milano ce ne sono tanti, così come in altre città, ma nel Ducato fino a ieri mancava. Ora però in strada Montanara al numero 15 ci sono un menu ad hoc e una sala per ospitare chi è affetto da questa fragilità e la propria famiglia. Per l'appunto, «la sala del capitano».

L'idea è di Dania Accorsi, mamma di Leo e che il primo aprile scorso ha portato allo stadio Tardini 23 bambini con spettro dell'autismo, in collaborazione con l'Angsa (Associazione nazionale genitori persone con autismo), il Parma Calcio 1913, il patrocinio dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune, con l’Azienda unità sanitaria locale e con il coinvolgimento di molte realtà del territorio, per accompagnare i giocatori in campo in occasione della partita con il Palermo: «In quell'evento di sensibilizzazione per la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo ho proposto a Lucarelli di aiutarmi per dare la possibilità anche a chi in casa ha una persona affetta da autismo di trascorrere una rilassante serata in compagnia al ristorante. E lui ha subito accettato: "Dal Capitano" è perfetto perché è un ambiente spazioso, non rumoroso e con colori tenui. In più c'è questa saletta che è perfetta per accogliere bambini e adulti autistici con le loro famiglie. Proprio perché silenziosa e divertente, visto che c'è un po' la storia del Capitano con scarpette, magliette e poster. Una saletta dove la persona affetta da autismo non si trova a disagio, perché lontano dalla confusione, intima. Un po' come essere a casa, ma la mamma può permettersi di essere servita e indossare i tacchi. E c'è pure la televisione se un piccolo vuole godersi un cartone animato».

Il ristorante è stato aperto da Lucarelli nel dicembre del 2019 insieme a Ilaria Dell'Imperio, esperta del settore della ristorazione e già titolare di un locale in provincia, a Giovanni Petronella e a Cristiana Gambis: «È un piacere essere i primi a Parma ad ospitare persone con autismo - continuano Dell'Imperio e Lucarelli -. Si tratta di un'iniziativa sociale molto importante. E siamo orgogliosi di poter offrire un servizio di questo tipo. Per cui abbiamo introdotto qualche accorgimento al nostro ristorante, perché oltre alla saletta c'è la possibilità di usufruire degli spazi esterni con i gazebo, perfetti per l'estate, e di una saletta intermedia».

La terapista della Fondazione Bambini e Autismo Annalisa Amadasi ha collaborato insieme al direttore della sede di Fidenza della Fondazione Paola Mattioli per allestire l'accoglienza: «I bambini autistici hanno difficoltà a gestire l'interazione sociale - sottolinea Annalisa Amadasi - ma grazie ad alcuni accorgimenti si possono supportare lo sviluppo della socialità e quindi agevolare il benessere. Oltre al fatto che iniziative di questo tipo permettono di condividere momenti conviviali. E questo aiuta tanto, in quanto purtroppo le famiglie con bambini e ragazzi autistici si isolano spesso e per "non disturbare" non partecipano a occasioni sociali. Ma con alcuni interventi in uno spazio comune la famiglia può trascorrere momenti sereni con amici». Prima di tutto non deve esserci confusione e la saletta del Capitano permette tranquillità, così come gli altri ambienti, al tempo stesso non devono esserci troppi stimoli e le situazioni devono essere prevedibili non inaspettate. «Oltre alla cura degli spazi abbiamo predisposto un menu visibile con le foto di tutti i piatti affinché i bambini e le persone con autismo possano riconoscere gli ingredienti e i colori - aggiunge Ilaria Dell'Imperio -. Menu anche personalizzati. Per molti bambini ma anche per gli adulti con autismo è importante per esempio associare un tipo di pasta a un determinato sugo, per cui la pasta al pesto magari deve essere fatta solo con le penne per alcuni e non con le trofie. L'impatto visivo è molto importante. E dal 15 giugno lo chef sarà a disposizione per qualsiasi richiesta, anche per rispondere a persone con selettività alimentare».

«Ed è fondamentale che i bambini e le persone con autismo - interviene la terapista Amadasi - possano sperimentare una cucina non solo governata dalla mamma ma una situazione diversa da quella che sono abituati a frequentare: al ristorante come a scuola».

E non è un caso che Alessandro Lucarelli abbia accolto la proposta a braccia aperte: «Anche in passato quando c'è stata la possibilità di sfruttare la mia immagine per un'iniziativa che potesse aiutare chi è in difficoltà non mi sono mai tirato indietro - conclude Lucarelli -. Questo è il vero senso dello sport: la solidarietà spontanea, immediata, pronta a rispondere a qualsiasi emergenza. Ecco perché lo sport contribuisce a una mentalità inclusiva. Speriamo che l'iniziativa del ristorante per bimbi e adulti autistici non rimanga isolata».

Mara Varoli

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