Calciomercato
Il Bari neopromosso che nella finale dei play-off è arrivato a un minuto dalla serie A ha mandato in campo nell’ultimo atto della stagione sette giocatori che l’anno scorso calcavano i campi di serie C. Il Sudtirol,che se avesse iniziato la stagione con Bisoli in panchina sarebbe probabilmente arrivato davanti al Parma e che comunque il Parma non è mai riuscito a battere, di giocatori provenienti dalla C ne aveva in rosa una quindicina. Due dei primi quattro marcatori del campionato di B, Brunori e Cheddira, lo scorso anno erano in C. Il Frosinone due anni fa ha preso il difensore Gatti in C dalla Pro Patria e a metà stagione lo ha venduto alla Juve in cambio di 10 milioni. Gatti quest’anno ha giocato 18 volte in serie A, 2 in Champions e 5 in Europa League.
Basta così per chiarire che in terza serie si può trovare qualche pepita?
Il Parma da quando c’è la proprietà americana ha deciso di scartare il mercato italiano di seconda fascia e di andare più lontano a cercare i suoi talenti o presunti tali. Una scelta come un’altra se non fosse che, al di là degli ostacoli linguistici e culturali, un ragazzo di vent’anni se ha sempre vissuto, respirato e praticato calcio in Italia si avvicina al clima delle partite con una consapevolezza diversa da chi arriva da altre parti del mondo. E quindi, a parità di mezzi fisici e tecnici, diventa «spendibile» prima in ottica risultato. La serie B poi ha dimostrato anche quest’anno di essere una categoria in cui la «fame» conta tanto e quella non basta averla a parole, bisogna dimostrarla sul campo, con le corse e gli atteggiamenti.
Per carità, non è che noi si voglia ipotizzare o suggerire alcunché agli uomini-mercato del Parma che faranno ancora una volta il loro lavoro al meglio delle possibilità che hanno. E poi sappiamo bene che al sofisticato pubblico parmigiano puoi far meglio accettare un carneade che arrivi da qualche campionato estero benché di seconda fascia piuttosto che un giocatore di serie C.
Però ci è parso interessante buttare giù un sommario elenco di giocatori, alcuni già fatti e finiti, molti altri ancora giovani e in formazione, che per quanto mostrato sui campi di C nell’ultima stagione molto probabilmente potrebbero fare bene anche tra i cadetti. Tra loro ci sono anche stranieri perché pur essendo giovani sono già in Italia da tempo o provengono da vivai qualificati.
Eppure per emergere in B l’umiltà non è mai troppa e chissà che qualcuno di questi calciatori non sappia presto conquistare palcoscenici più importanti. Magari non sono i prospetti ideali per creare grandi plusvalenze, ma il caso di Gatti è emblematico e lascia aperta la porta anche a questa opportunità. E poi non è che finora con il mercato cosmopolita delle ultime tre stagioni in casa-Parma di plusvalenze se ne siano viste molte. Forse, come con il sale, basterebbe servirsi della C q.b., per insaporire la rosa con un pizzico di quell’agonismo che arriva dalla gavetta.
Paolo Grossi
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