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Addio a Maurizio Zallio, un vero galantuomo

Addio a Maurizio Zallio, un vero galantuomo

di Antonio Bertoncini

26 Agosto 2023, 03:01

Un galantuomo e un gentiluomo, una persona che sapeva farsi amare, capace di dare tanto senza clamore. Così era Maurizio Zallio, sul lavoro, in famiglia e nella vita di tutti i giorni. Se ne è andato nei giorni scorsi, quasi in punta di piedi. Dopo 78 anni vissuti intensamente e due anni di strenua resistenza alla malattia, ha dovuto cedere ad un male incurabile che non era riuscito a togliergli la voglia di fare progetti e di guardare al futuro per la sua «Giovane Italia», dal terrazzo affacciato sul Giardino Ducale, che era la sua finestra sul mondo.

Alla Giovane Italia era legato da quarant’anni, e da 4 ne era diventato presidente, nel tempo duro del Covid, quando sembrava che per il circolo fosse difficile trovare un futuro. Maurizio ce l’ha fatta con l’ottimismo della volontà: guardando dall’alto la porta del Giardino Ducale, aveva solo un tarlo che lo rodeva: quelle decine di gradini della scalinata che impediscono ai soci anziani e alle persone con problemi di deambulazione di entrare nella bellissima casa di porta Santa Croce. Ha smosso mari e monti, si è battuto fino all’ultimo per convincere il Comune ad installare un ascensore, strumento indispensabile per un accesso «democratico» al Circolo. Era riuscito a fare anche questo. In autunno l’ascensore sarà attivo, ma la burocrazia ha i suoi tempi, e Maurizio di tempo ormai non ne aveva più. «Lo intitoleremo a lui come simbolo di accessibilità e inclusività» ha scritto Walter Antonini in un post su Facebook.

Raffinato, elegante, riservato, Maurizio Zallio, dopo una breve esperienza in Polizia a Trieste (dove ha conosciuto Lucia, la sua compagna di vita e dove ha nuotato per le Fiamme Oro, lui che non aveva mai visto il mare), ha lavorato come infermiere all’Ospedale Maggiore, concludendo la carriera come caposala della cardiochirurgia. «In questo ultimo periodo in cui lo accompagnavo in Ospedale - racconta la figlia Barbara - ha incontrato tanti operatori che lo ricordavano ancora. Lui era fatto così, sapeva farsi voler bene. Anche da pensionato, se qualcuno aveva bisogno di una flebo e non poteva permettersi l’infermiere a domicilio, si rendeva disponibile, e ultimamente alla Giovane Italia ha invitato a pranzo i senzatetto che vivono alla Corte dei Miracoli. Io e mia sorella Valentina siamo state davvero fortunatissime ad averlo come padre».

Fuori dal lavoro, Maurizio Zallio faceva l’istruttore di nuoto per arrotondare e mantenere la famiglia. Le sue grandi passioni erano il Milan e il Parma, tanto che a maggio era ancora sugli spalti del Tardini. Ma da tempo dedicava tutte le sue energie al rilancio del circolo: «Sentiremo molto la sua mancanza - fa notare Andrea Bevilacqua, presidente della società che gestisce la ristorazione e le attività della Giovane Italia - se il circolo ha riaperto dopo la gelata del Covid si deve soprattutto a lui. E’ stato Maurizio ad affidarci la gestione, e la sua lungimiranza è stata determinante per restituire a nuova vita uno dei circoli storici della città».

I rapporti con le altre associazioni e l’ospitalità del Forum Cultura hanno arricchito la Giovane Italia, così come le serate musicali e gli happening che ne hanno fatto un punto di riferimento per tanti giovani. «Quando Maurizio lo ha preso in mano, il circolo era in crisi - conferma il vicepresidente Guido Sani - il Covid, la barriera della scala esterna, il tramonto dei miti di Michelotti e Mora, lo hanno indotto alla svolta: non più calcio tombola e carte, ma porte aperte a donne e ai giovani, dialogo con le associazioni, incontri conviviali con ospiti illustri, interventi nelle scuole per ragazzi in difficoltà e altre attività solidali: tutte iniziative di Maurizio che hanno delineato la Giovane Italia del futuro».

Antonio Bertoncini

© Riproduzione riservata

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