L'animale esotico
Quando è uscita dall'acqua, la gente che si era riunita per capire cosa stava succedendo è rimasta tutta col fiato sospeso nel vedere quel grosso collo, il muso preistorico, il naso da maialino e un carapace di 70 centimetri. «Druga», la tartaruga gigante finita nel laghetto del Parco Ducale, è stata catturata ieri pomeriggio da Johnny Nardi, collaboratore dell'Università di Pisa. E nessuno si sarebbe aspettato che il recupero fosse così veloce. Ma a una fetta di pancetta non ha resistito e quando Johnny ha buttato la lenza con quel boccone succulento, piano piano si è avvicinata e ha abboccato. Con non poca fatica Johnny è riuscito a metterla nella rete, insieme a Paolo Rovatti della Lipu: è stata tagliata la lenza con l'amo, per evitare che si facesse male, pur avendo una mandibola molto resistente, quindi è stata avvolta in un grosso panno bagnato: quasi fosse una tana.
Da alcuni giorni con il via libera del Comune, la garante del benessere animale Gabriella Meo è riuscita ad attivare una squadra di esperti: «Pensavamo che ci volesse più tempo - confessa la Meo - e invece in pochi giorni ci siamo riusciti. La tartaruga con il guscio molle, Apalone Ferox della famiglia dei Trionichidi proveniente dalla Florida, non è una tartaruga alligatore, ma è carnivora e il morso è doloroso. E poteva rappresentare un pericolo per la sopravvivenza degli altri animali del laghetto: si ciba di pesci e di anatroccoli. Per cui siamo molto felici di averla recuperata: ora sarà messa in sicurezza in una vasca protetta dell'Oasi Lipu di Torrile in attesa di trovarle un posto all'interno del progetto Life Urca Pro Emys dell'Università di Pisa». Soddisfatto il vice sindaco e assessore al Benessere animale Lorenzo Lavagetto: «Sono contento che sia stata risolta la situazione e ringrazio Gabriella Meo per aver condotto le operazioni di recupero di questa grande tartaruga che aveva causato qualche pensiero. Nello stesso tempo anche la situazione dell'acqua del laghetto è stata ripristinata da Parma infrastrutture, sicché l'ecosistema potrà riprendere la sua normalità».
Johnny Nardi è laureato in Scienze naturali a Pisa e collabora con il Museo di Storia naturale di Calci, che è partner del progetto europeo che coinvolge Italia e Slovenia: «Urca Pro Emys». «L'Emys è la testuggine palustre europea - spiega Johnny -. Il progetto è strutturato in varie azioni: la prima quella di monitorare l'Emys nelle oasi Lipu e WWF, per cui ho lavorato a Torrile, alla Parma Morta di Mezzani, ai Boschi di Carrega per vedere se le tartarughe stanno bene. La seconda azione riguarda il ripristino ambientale: sulla base dell'analisi genetica dell'Università di Firenze si fa una mappatura e dove è necessario le tartarughe vengono reintrodotte. La terza parte riguarda il controllo delle specie invasive con l'Università di Modena e Reggio Emilia, per cui il mio intervento al Parco Ducale per recuperare questa tartaruga gigante rientra nel progetto europeo». Difficile dire come «Druga» sia arrivata nel laghetto, probabilmente qualcuno ce l'ha buttata. E non si sa da quanto tempo sia lì: è sicuro che è una femmina, forse di 30 anni circa ed è lunga già 80 centimetri. Non era semplice catturarla, ma questo giovane laureato ci è riuscito: «Sì, non era facile avvistarla, perché rimane a galla solo per riscaldarsi - ricorda Johnny -, poi si immerge quando ha fame: allunga il collo e con velocità cattura la preda. E rimane sotto tanto tempo». Nel laghetto ci sono oche, anatre, pesci, uccelli e oltre un centinaio di piccole tartarughe, ma ora «Druga» avrà una nuova casa: «È stato necessario recuperarla - conclude la Meo -: è inserita nell'elenco del Ministero delle specie pericolose: quando è stata rinvenuta in altri posti è sempre stata catturata per la sicurezza sua, per quella degli altri animali e per quella delle persone».
Mara Varoli
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