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Violenza in campo

L'amichevole finisce a botte

L'amichevole finisce a botte

21 Settembre 2023, 03:01

«Ci hanno aggrediti». Violenza in campo durante i calci di rigore, due giocatori all'ospedale. E pensare che avrebbe dovuto essere un'amichevole. Invece, la partita di calcio a undici tra Longobarda, squadra di Fognano, ed Ecuador, composta in toto da atleti sudamericani e conosciuta come una formazione piuttosto focosa, valevole per il terzo e quarto posto del tredicesimo Torneo Inzani, disputato sul campo della società sportiva di via Anedda, è finita con una scazzottata che ha visto avere la peggio due giocatori della squadra parmigiana. Un episodio che ha provocato la conclusione immediata decisa dall'arbitro.

Un'esplosione di violenza le cui origini, andrebbero ricercate in alcuni battibecchi durante il match il cui calcio d'inizio era stato dato poco dopo le 20 di martedì sul campo di Moletolo. Un partita che sarebbe stata tirata fin da subito, come spesso capita nei match di calcio amatoriale. Anche in quelli estivi. «Gli ecuadoregni però - è il racconto di chi era in campo - fin da subito ci hanno offeso e minacciato». Sul campo la partita è finita in parità, 2-2. Per decretare la terza squadra classificata si è dovuto così ricorrere ai calci di rigore. Ma anche dopo la prima serie, le due formazioni, entrambe affiliate all'Uisp, sono rimaste su un risultato di parità, tanto che i tiri dal dischetto sono andati avanti a oltranza. O, almeno, stavano andando avanti. Perché proprio in quel momento, quando toccava a uno della Longobarda, a centrocampo, dove i giocatori come da prassi si radunano in attesa di battere i penalty, si è scatenata la rissa.

«Tre dell'Ecuador ci hanno aggrediti, noi ci siamo difesi» spiega un giocatore della squadra di Fognano. Il motivo? «Uno dei nostri avversari, come del resto aveva fatto durante tutta la gara, ogni volta che uno dei nostri andava sul dischetto lo insultava - continua -. Gli abbiamo semplicemente chiesto di smetterla, di darci un taglio e così ci hanno presi a pugni».

Un parapiglia pazzesco, un interminabile minuto di follia alla fine della quale hanno avuto la peggio due della Longobarda: un trentacinquenne si è ritrovato infatti con il naso rotto, mentre a un trentenne hanno fatto saltare un dente. Trasportati in ambulanza al pronto soccorso il primo è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni, mentre il secondo guarirà invece in sette.

La rissa poi, così com'era scoppiata, si è spenta, mentre l'arbitro ha fischiato la fine anticipata della gara. Niente più rigori e tutti negli spogliatoi, in attesa delle decisioni dell'ente sportivo. Per la cronaca, il torneo è stato vinto dai padroni di casa dell'Inzani che nella finalissima, hanno prevalso 3-2 sulla Grande.

Questi i fatti, a cui potrebbero anche seguire delle denunce. Nel frattempo l'Uisp indaga. «Il Settore Calcio Uisp Parma, interpellato sull’accaduto - si legge in una nota -, fa sapere che è in corso una verifica sui fatti. È già stata allertata la Commissione disciplinare: una volta sentito l’arbitro e letto il suo rapporto di gara con relativo supplemento, qualora dovessero essere confermati gesti che violano i princìpi ed i valori dell’Ente, provvederanno a comminare sanzioni disciplinari esemplari. Pur essendo fatti riconducibili ad un torneo organizzato da una società affiliata e non direttamente da Uisp, se appurate le responsabilità, i tesserati colpevoli di condotta violenta verranno squalificati e sconteranno la squalifica (a tempo) nel campionato di riferimento».

La notizia della scazzottata ha fatto però rapidamente il giro della città, suscitando anche l'intervento di Priamo Bocchi. «Nel giorno in cui la Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge che inserisce la tutela dello sport in Costituzione, apprendiamo dello sconcertante episodio di violenza accaduto al termine di una partita di calcio amatoriale - ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale -. La squadra dell’Ecuador Parma si dice non sia nuova a comportamenti antisportivi e violenti. Ci auguriamo che, oltre alle conseguenze giuridiche che colpiranno i responsabili, i comitati sportivi prendano misure drastiche radiando la squadra da ogni competizione futura».

Michele Ceparano

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