Storica doppietta
La sua è una storia che sembra una favola. Davide Adorni - il pluricampione 36enne che nessun pilota di tractor pulling vorrebbe trovarsi di fronte - rimase folgorato dall'insolito sport quando aveva appena 13 anni. E iniziò a immaginare un futuro fatto di motori, di fumo, di odore d'olio, di corse e - perché no? - di vittorie. Quest'anno, quel sogno di bambino è diventato realtà. Con il team Tkob da lui fondato, ha portato alle gare due mezzi che si è costruito in proprio diventando campione e vicecampione d'Italia con una gara d'anticipo. E si è piazzato secondo alla Coppa Italia disputata in prova unica.
«Nel 2000 non avevo nemmeno il motorino - racconta partendo come si conviene dall'inizio - e i miei genitori (papà Bruno e mamma Carla) mi accompagnarono alla Fiera del Cornazzano dove vidi per la prima volta un evento di tractor pulling».
Fu amore a prima vista. E così via con qualche disegno sui quaderni, appunti lasciati un po' ovunque e tanta tenacia. Soprattutto quella: «Una sfida continua con me stesso» spiega Adorni.
Che il sogno non fosse una cosa del tutto astratta lo si è capito quando un giorno è uscito dall'officina dell'azienda agricola con il «Batolino», il primo dragster autoprodotto riadattando vari tubi di ferro e parti di motofalciatrice. A vederlo ora, nei vecchi video, fa sorridere. Ma il solco era stato tracciato.
L'obiettivo di gareggiare con un mezzo frutto del proprio lavoro Adorni lo raggiunge nel 2018. Pur fuori classifica, debutta con i veterani del tractor pulling e non sfigura. Il suo Twister, spinto da due propulsori da moto, lascia intendere di essere all'altezza della situazione. L'anno dopo è già campione d'Italia.
Negli anni 2020 e '21 il campionato non viene disputato per la pandemia, ma Adorni non sta a guardare. «Le cose semplici non mi piacciono - insiste -. Non mi danno soddisfazione». Mentre i suoi avversari montano motori singoli che tendono a elaborare per esasperarne le prestazioni, lui punta a una nuova sfida: dà vita - assieme all'inseparabile meccanico Renzo Iotti - al Maverick, il primo puller nel panorama europeo ad essere spinto da 3 motori. «Ho puntato sui Suzuki Gsxr 1100 che sviluppano 155 cavalli ciascuno. Sono leggeri e producono tanta potenza: facevano al caso mio». La difficoltà principale è farli funzionare assieme, applicando trasmissione e telaio all'altezza.
«Da soli i motori pesano 250 chili e negli altri 350 (il limite di categoria è 600 kg) ci deve stare tutto il resto compreso il pilota... al quale piace anche mangiare» scherza.
Nel 2022 il Maverick è arrivato secondo in campionato, montando un innovativo telaio in carbonio, unico nel panorama del tractor pulling. Quest'anno il successo è arrivato invece grazie a un telaio «a traliccio» progettato in casa Adorni: un frutto dell'esperienza per resistere al massimo alla torsione.
Che il Maverick sia un autentico mostro è parso chiaro a tutti, ma va domato. «Durante l'inverno cercheremo di trovare una soluzione leggera ma resistente, perché quest'anno abbiamo avuto troppe rotture alla trasmissione». È la nuova sfida.
«I miei avversari mi hanno già fatto capire che l'anno prossimo proporranno mezzi eccezionali, spinti da motori Audi V6 elaborati per le gare e alimentati a benzina e metanolo. C'è grande competizione e io cercherò di farmi trovare pronto insieme a tutto il team Tkob».
Tkob - coniato con alcuni amici - sta per «The king of batholins», «Il re dei batolini», perché solo coltivando i sogni di ragazzo e dandosi sempre nuovi obiettivi si può continuare a vincere. E ad essere re.
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