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LOTTA AL VIRUS

Covid, la campagna vaccinale non decolla: -43%.

Covid, la campagna vaccinale non decolla: -43%.

17 Novembre 2023, 03:01

Non è più il virus che ti impediva di avvicinarti ad amici e parenti, mentre ogni giorno il numero dei contagi e dei morti ti faceva sentire un sopravvissuto. Allo stesso tempo le nuove norme hanno cancellato ogni restrizione. Il Covid non è più quello dello scorso anno e men che meno è paragonabile a quello del 2020 e 2021. Una serie di fattori che hanno inciso sulla campagna vaccinale. Numeri bassi in tutta Italia, considerando che al 1° novembre scorso solo 250mila, su quasi 20 milioni di persone a cui la vaccinazione è raccomandata, avevano ricevuto la nuova dose. Ma anche nella nostra provincia si registra un netto calo: 43% in meno. Dal 16 ottobre, giorno dell'avvio della campagna, al 13 novembre sono stati somministrati 9.882 vaccini contro i 14.137 nello stesso periodo dello scorso anno. Delle 9.882 dosi di quest'anno, 8.839 hanno riguardato persone over 60. Inoltre, il 94% delle vaccinazioni è stato effettuato dai medici di famiglia.

Eppure, il virus esiste ancora, anche se non assedia più gli ospedali e non costringe a fare ogni giorno quella terribile conta dei morti. I dati dei contagiati in questo ultimo mese (per l'esattezza tra il 16 ottobre e il 13 novembre) non sono nemmeno paragonabili a quelli delle stesse settimane del 2022: 688 contro 7.571. Nell'ultima settimana, tuttavia, i casi sono passati da 151 a 180. La differenza con il 2022 resta abissale, ma da allora a oggi non non solo è cambiata la diffusione del virus, ma anche le normative sono radicalmente diverse, basti pensare al fatto che l'isolamento non è più previsto.

«Quello dei contagi è sicuramente un dato sotto stimato - sottolinea Silvia Paglioli, direttrice del servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Ausl -perché mentre un anno fa eravamo certi che tutto era registrato, ossia i dati dei positivi rilevati nei nostri servizi, nelle farmacie e nei centri accreditati, ora, con l'abolizione dell'isolamento, non tutti si dichiarano o nemmeno effettuano un tampone, per cui c'è sicuramente un sommerso».

Insomma, numeri da prendere con grande cautela quelli dei contagi, considerando anche un altro dato che fa sicuramente riflettere. «Finora nel Laboratorio di Igiene e Sanità pubblica dell'Università sono stati identificati solo 4 casi di virus influenzale, in tre bambini e un adulto. Insomma, non pare che al momento ci sia una grande circolazione del virus, quindi - spiega Paglioli - le varie forme simil influenzali di questo periodo potrebbero essere Covid».

Eppure, in tutta Italia la campagna non decolla. «C'è un calo di sensibilità, eppure la somministrazione è da raccomandare soprattutto per le categorie a rischio - spiega Paglioli -. Vorrei anche ricordare che si tratta di un vaccino aggiornato e che, se oggi le forme di Covid sono spesso lievi e non richiedono ospedalizzazione, è anche merito dei vaccini».

Vaccini che sono raccomandati agli over 60 e a tutte le persone fragili, ma che possono essere richiesti da chiunque, e saranno comunque gratis. In prima linea ci sono i medici di famiglia, nei cui studi è possibile effettuare nella stessa seduta sia il vaccino anti-Covid che l'antinfluenzale, così come nelle farmacie che hanno aderito alla campagna e, per alcune categorie, nei servizi di Igiene e Sanità pubblica. «Tutto sommato, sono piuttosto ottimista - dice Mario Scali, medico di medicina generale e vice presidente dell'Ordine di Parma -: i contagi sono in forte calo, inoltre nel 2022 si trattava di una vaccinazione, diciamo, obbligatoria, mentre quest'anno è offerta alle persone dai 60 anni in su e ad alcune categorie in particolare. Inoltre, viene quasi esclusivamente fatta da noi medici di medicina generale e comporta anche un impegno maggiore, perché dobbiamo concentrare i pazienti per evitare di sprecare le dosi, ma andiamo anche a domicilio per chi non può muoversi. Noi la consigliamo soprattutto ai pazienti che ne hanno bisogno, però non possiamo obbligare nessuno».

Ma le dosi ci sono. E c'è tempo per decidere di vaccinarsi. «Siamo tutto sommato all'inizio: se il Covid dovesse peggiorare sia in termini di incidenza che, soprattutto, di gravità - rileva Scali - siamo in grado di affrontare un'accelerazione. E per quelli più recalcitranti, vorrei dire che si tratta di un vaccino sicuro».

r.c.

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