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Per sbloccare il conto lo attirano nella trappola e gli sottraggono 3.500 euro: denunciate 4 persone

Spoofing telefonico e lettura degli OTP, proventi «lavati» tramite PagoPA per estinguere bollette e cartelle

Sorbolo Mezzani: svuotano il conto per pagarsi bollette e cartelle esattoriali. Smascherati 4 furbetti del cash-out

19 Aprile 2026, 10:50

I carabinieri hanno scoperto e bloccato una truffa telematica da oltre 3.500 euro ai danni di un professionista locale. I proventi, ottenuti con la nota tecnica del finto operatore bancario, non sono confluiti su conti esteri né in criptovalute: sono stati invece canalizzati, tramite PagoPA, per estinguere debiti tributari e bollette energetiche degli indagati, trasformando il pagamento delle utenze in una vera e propria “lavanderia” digitale.

I carabinieri di Sorbolo Mezzani hanno denunciato quattro persone: un 60enne, un 50enne, una 52enne e un 36enne, tutti italiani residenti in Campania. Secondo gli accertamenti, sarebbero i presunti responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa e indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici ai danni di un 65enne di Sorbolo Mezzani.

L’inchiesta ha messo in luce un meccanismo che ha combinato lo spoofing telefonico con un singolare sistema di “incasso” del denaro sottratto tramite il saldo di utenze e di pendenze fiscali, il cosiddetto “cash-out”.

L’incubo per il professionista parmense è iniziato alcuni mesi fa, quando ha scoperto il blocco improvviso della propria carta di credito. Contattata la banca, l’istituto ha confermato un fermo preventivo per sospette anomalie, precisando però che non risultavano ancora movimenti fraudolenti.

Stando alla ricostruzione, l’uomo avrebbe poi ricevuto diverse chiamate da numeri che, sul display, apparivano riconducibili alla sua banca o ad altri istituti. Gli interlocutori, spacciandosi per addetti antifrode, dopo aver conquistato la sua fiducia si sono fatti comunicare le ultime quattro cifre della carta. A seguire, il 65enne ha ricevuto una serie di sms con codici otp che, su esplicita richiesta dei sedicenti operatori, ha letto ad alta voce: un passaggio decisivo, che ha consentito ai truffatori di autorizzare due pagamenti non voluti per un totale superiore a 3.500 euro.

A differenza degli schemi più ricorrenti, in cui le somme spariscono rapidamente su conti esteri o in asset crittografici, i militari di Sorbolo Mezzani hanno individuato un percorso anomalo. Incrociando gli estratti conto della vittima con la documentazione bancaria, gli investigatori hanno isolato i codici IUV (Identificativi Univoci di Versamento) dei pagamenti effettuati tramite intermediari PagoPA e bollettini CBILL. Sono quindi partite richieste formali agli enti creditori per risalire agli intestatari delle utenze e dei servizi saldati con quei versamenti.

Tassello dopo tassello, la fitta trama di transazioni è stata ricomposta, rivelando le concrete destinazioni del denaro sottratto. È emerso che parte delle somme aveva coperto bollette telefoniche intestate alla 52enne, già segnalata in passato per fatti analoghi. Altri pagamenti avevano estinto fatture della luce riferibili direttamente al 50enne, oltre a tre consistenti bollettini per una fornitura elettrica intestata a una società di proprietà della moglie del 60enne. Infine, l’analisi dei flussi ha evidenziato l’estinzione di ben otto rate di cartelle esattoriali intestate al 36enne, sempre tramite i fondi e i codici ottenuti con la truffa telefonica.

Alla luce dei gravi indizi raccolti, i tre uomini e la donna sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Si precisa che gli odierni indagati sono, allo stato, soltanto sospettati di reato, ancorché gravemente, e che la loro posizione sarà vagliata dalla competente Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter, con eventuale definizione soltanto in caso di sentenza di condanna definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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