Influenza
In un weekend 200 accessi all'Ospedale dei bambini del Maggiore. Ma non è ancora l'epidemia influenzale: è solo una prima fase. Tosse, raffreddore, febbre, gastroenteriti e i piccoli come gli anziani sono i soggetti più colpiti.
«I primi dieci giorni del mese di novembre sono stati relativamente tranquilli, ma negli ultimi dieci giorni c'è stato un netto aumento degli accessi - spiega Icilio Dodi, direttore della Pediatria generale e d'urgenza dell'ospedale Maggiore -. Siamo passati da una media di 50 accessi al giorno a 70. Nel weekend, i giorni in cui i pediatri non sono reperibili, tra sabato e domenica abbiamo avuto circa 200 accessi all'Ospedale dei bambini. La maggior parte dei piccoli pazienti è quella che frequenta il nido, le scuole d'infanzia e le elementari. Non ci sono attualmente molti casi di influenza: nella fascia 0-4 abbiamo 14 casi ogni mille bambini, ma ci sono altre patologie importanti: i virus respiratori con febbre e difficoltà respiratorie per i più piccoli, il rinovirus con il raffreddore ed i primi casi di infezioni da virus respiratorio sinciziale responsabile delle bronchioliti nei primi mesi di vita. Osserviamo inoltre infezioni da virus gastroenterici, enterovirus ed adenovirus, che si manifestano con febbre, vomito e diarrea. Abbiamo inoltre visitato numerosi bambini con infezioni da Coxackie virus che è responsabile di quelle manifestazioni note ai genitori come bocca mano piedi: infiammazioni del cavo orale e manifestazioni cutanee a carico degli arti che possono essere fastidiose, causare prurito ed infiammazione cutanea. Oltre alle infezioni virali anche le faringotonsilliti da streptococco sono di frequente osservazione». Ma quanti sono i bimbi ricoverati al Maggiore ? «Lunedì mattina l'occupazione dei posti letto era quasi completa garantendo comunque le attività programmate. L'anno scorso in presenza di una epidemia influenzale più intensa che ha raggiunto il picco prima di Natale, la peggiore epidemia influenzale degli ultimi 15 anni, la pressione sui reparti è stata maggiore ma siamo sempre riusciti a fronteggiare l'emergenza. Quest'anno invece per ora si prevede un'epidemia influenzale meno intensa - sottolinea Dodi -. Rimane però il suggerimento di proteggere i bambini a rischio con i vaccini antinfluenzali, che sono consigliati anche per i bambini sani. È questa la raccomandazione dei pediatri italiani. La vaccinazione è raccomandata dall'età di sei mesi in poi. I virus che si presentano in questa stagione presentano una sintomatologia di durata abbastanza breve di circa 2-4 giorni; nei bambini fragili la sintomatologia può essere più severa e di durata maggiore. Il consiglio è quello rivolgersi con fiducia ai pediatri di famiglia che rappresentano un punto di riferimento e conoscono bene i loro piccoli pazienti. L'Ospedale dei bambini di Parma con ampi spazi confortevoli ed una struttura moderna ed attrezzata ci permette di affrontare adeguatamente queste ondate epidemiche offrendo una assistenza di qualità».
Anche il pediatra Sergio Capobianco, coordinatore della Unità pediatrica di cure primarie del Distretto Ausl di Parma, è dello stesso parere del direttore della Pediatria generale e d'urgenza dell'ospedale Maggiore: «Dall'osservatorio dei pediatri di famiglia la situazione non è eccezionale - sottolinea Capobianco -. In questo periodo abbiamo casi di sindromi parainfluenzali: infezioni respiratorie e gastroenteriti, in linea con gli anni precedenti. L'anno scorso invece si è verificato un notevole afflusso di queste patologie: è stato un novembre per noi pediatri da non dimenticare. Nel 2022 sono stati ricoverati tanti bambini con forme gravi di patologie stagionali». Quindi per i pediatri questa è stata una settimana nella norma: «Il boom lo aspettiamo verso gennaio con un aumento delle infezioni, a meno che questo clima freddo che è stato annunciato non peggiori la situazione», precisa Capobianco. Ma quali sono queste patologie parainfluenzali? «Coinvolgono l'apparato respiratorio con laringotracheiti e bronchiti e l'apparto gastrointestinale con vomito e diarrea - conferma il pediatra -. Sono sindromi che precedono solitamente l'epidemia influenzale vera e propria, che probabilmente quest'anno inizierà da metà dicembre in poi per arrivare a gennaio e a febbraio con il picco. Tuttavia, rispetto all'anno scorso l'impatto è davvero inferiore in questo periodo». Quali i consigli? «Lavarsi sempre bene le mani e seguire le indicazioni sulle vaccinazioni. La mascherina è utile per tutti negli ambienti sanitari, mentre nei soggetti fragili è consigliabile dovunque vi siano luoghi affollati dove il rischio del contagio è alto - conclude Capobianco -. E quando il bambino non sta bene, noi pediatri siamo sempre disponibili sia per un consulto telefonico sia per una visita, soprattutto se la febbre si protrae per più giorni».
Mara Varoli
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