Lutto
La notizia della sua morte ha lasciato tutti esterrefatti. E non solo perché questo periodo di festa non dovrebbe fare rima con la parola disperazione. Ma, soprattutto, perché Matteo Galli, scomparso improvvisamente l'altra notte a 46 anni, era davvero quello che si può definire, senza retorica, amico di tutti. Estroverso e affabile, simpatico e autentico trascinatore, è stato per anni una delle colonne dell'Arci di Viarolo. La frazione alle porte di Parma era, infatti, casa sua e Matteo negli ultimi anni, dopo aver abitato a San Secondo, era tornato a vivere proprio lì, in quel «porto sicuro» in cui tutti si conoscono e, se serve, si aiutano. La sua famiglia - la mamma Lorenza , la moglie Silvia, la figlia Greta e i fratelli Francesco, Luca ed Elisa - è conosciutissima a Viarolo.
«È stato tra le anime del nostro circolo - lo ricorda Alessia Quintavalla, ex presidente e attualmente nel consiglio -. Fino a qualche anno fa, prima che sopraggiungessero gli impegni di lavoro, era sempre con noi in prima fila a organizzare i momenti più importanti della nostra attività associativa».
Tra questi c'era sicuramente la tradizionale Festa della Birra, un must che si ripete da anni a luglio e che vede confluire a Viarolo tantissime persone, nel nome dell'allegria e dello stare insieme. Così come la vicina Fiera del Cornazzano, un altro appuntamento storico dell'estate parmigiana a cui Matteo, trasfertista per un'azienda di logistica, non mancava mai. Con lui c'era l'amico Cesare Frambati, che condivideva con Matteo, che amava anche il basket, e suo fratello Luca la passione per il Parma calcio.
Il «Frambo» ricorda con commozione Matteo, il cui funerale sarà celebrato domani mattina, tornando proprio alle mitiche feste della birra. «Eravamo un gruppo affiatato - racconta -, tutti amici. Il divertimento iniziava fin dai giorni prima in cui preparavamo la struttura che avrebbe ospitato la festa. E Matteo spiccava per il suo entusiasmo e la sua simpatia. Un vero amico che come Roberto Cavatorta, anche lui scomparso qualche tempo fa, è stato e resterà un pezzo della nostra storia».
Michele Ceparano
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