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Apolloni: «Il mio Salso? Lo voglio “cattivo”»

Apolloni: «Il mio Salso? Lo voglio “cattivo”»

20 Febbraio 2024, 03:01

È arrivato da pochi giorni e qualcosa già si è visto, almeno nel primo tempo. Luigi Apolloni, ex giocatore e allenatore di Parma e Reggiana, da pochi giorni ha preso in mano le redini del Salsomaggiore che domenica è stato sconfitto per 1-0 dalla Virtus Castelfranco. Grazie ai ko di Zola e Fabbrico, il Salso resta ancorato al gruppo delle squadre in lotta per salvarsi e mister Apolloni dovrà fare di tutto per togliere questa squadra dalle sabbie mobili.

«Ho trovato un gruppo ben preparato, che ama giocare la palla e che nel primo tempo di domenica ha dato intensità alla manovra – spiega Luigi Apolloni, dopo il suo esodio sulla panchina termale –. I ragazzi devono ancora assimilare alcuni miei concetti, ma sto lavorando solo da pochi giorni; al mio arrivo ho trovato dei ragazzi con le orecchie basse, ma col desiderio di farcela e ora dobbiamo attaccarci proprio a questo: al lavoro individuale e di gruppo, all’accettare i limiti dei compagni, cercando di sopperirne le mancanze, valorizzando i nostri punti di forza. Non dobbiamo essere belli e gentili, ma brutti e sporchi, bravi a strappare punti ovunque si possa».

Nel calcio serve anche un «pizzico di fortuna, ma a volte la fortuna bisogna crearsela dando tutto e facendo la corsa solo su noi stessi: più partite vinceremo e più avremo la possibilità di agganciare e di superare chi ci sta davanti».

Prosegue Apolloni: «Io non sono un uomo di calcoli, ma di campo e, da quel che ho visto, qui ci sono qualità e valori necessari per uscire da questa situazione. Federico Berti? Sarebbe un valore aggiunto, ma ha problemi a un ginocchio: vedremo se con qualche infiltrazione di acido ialuronico lo si potrà rimettere in piedi; sarei già felice di averlo una mezzora ogni tanto perché ha i mezzi per farci fare il salto; inoltre è di Salso, suo padre è un dirigente della società e anche per questi motivi Federico deve essere un leader, il trascinatore di un gruppo che può e deve salvarsi il prima possibile».

Lorenzo Chierici

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