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Intervista

Il parmigiano Vittorio Menozzi: «I miei 5 mesi nella casa del Grande Fratello»

Il parmigiano Vittorio Menozzi: «I miei 5 mesi nella casa del Grande Fratello»

10 Marzo 2024, 03:01

«È stato incredibilmente bello riabbracciare i miei cari e vedere che le dinamiche della mia quotidianità, come l’università e le mie passioni legate al cinema e alla musica, si sono conservate. In base alle opportunità che si presenteranno, deciderò come affrontare il prossimo periodo della mia vita». Non è cambiato Vittorio Menozzi, il concorrente parmigiano del Grande Fratello che ha vissuto cinque mesi nella casa più spiata d’Italia. O forse sì. Perché l’esperienza è di quelle che lasciano il segno. Nella persona e, si spera, anche nella carriera. Vittorio è stato eliminato dal “gioco” ma continua a vivere l’atmosfera del reality: «In questo momento, dato che sto ancora partecipando alle puntate del GF in studio, mi divido tra Roma, Milano e Parma. Sono felice di avere un po’ di tempo per vivere la città in cui ho trascorso la maggioranza degli anni della mia vita».

Com’è stato il ritorno alla realtà?

«Un’esperienza emotivamente molto intensa. È stato curioso riprendere le abitudini che avevo improvvisamente abbandonato con l’ingresso nella casa. Anche le più banali. Dall’uso del telefono alla lettura di un libro, fino a trovarmi nuovamente in un mondo in cui tutti gli stimoli circostanti, ancora oggi, danno quasi il mal di testa».

Che obiettivi aveva?

«Al contrario di quanto si possa pensare la vittoria del programma non era la mia priorità. Si può arrivare fino alla fine senza lasciare il segno oppure esporre le proprie fragilità mostrandosi vulnerabili ed entrando nel cuore di molte persone. Considerando la mia età e quello che sentivo di poter trasmettere, sono fiero di avere optato per questo secondo comportamento».

Quali sono state le fasi più complicate?

«Il Grande Fratello è un percorso che coinvolge i suoi concorrenti nel profondo, soprattutto chi come me non ha esperienza in ambito televisivo. I momenti difficili non sono mancati. In particolare lo stress dovuto al contesto e al clima in casa, è stato tanto. Io ho voluto vivere l’esperienza nel modo più sincero possibile».

A chi è rimasto più affezionato?

«Non avrei certamente mai avuto l’opportunità di arrivare a determinate riflessioni ed emozioni senza Beatrice e non avrei saputo superare rapidamente e risollevarmi da alcuni momenti duri senza il sostegno di Grecia e di Fiordaliso”.

Pensa che ci sarà modo di vivere situazioni di questo tipo con loro?

«Spesso i momenti più felici sono legati alle persone con cui si sta. Sono quegli uomini o quelle donne con cui si condivide la quotidianità, in grado di portare alla luce piccoli frammenti del “meglio di sè”. Io penso che valga la pena, se si ha la fortuna di rendersene conto, tenere queste persone il più possibile vicine».

Ha ricevuto molti messaggi, una volta concluso il suo percorso?

«Ho avuto tante attestazioni di stima e di affetto. Ho ricevuto messaggi da persone che, grazie alla loro profondità, mi hanno aiutato a capire di più me stesso. In particolare, ricordo una lettera di una ragazza che ha raccontato di aver superato un momento di forte solitudine e sconforto, ascoltando un dialogo in cui parlavo della necessità di accettarsi per quello che siamo, comprese le proprie fragilità. È stato emozionante sapere di essere arrivato così vicino al cuore di una persona anche nel contesto di un reality».

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