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Il Cai e gli Alpini piangono lo storico presidenteRomano Sarti

Il Cai e gli Alpini piangono Romano Sarti

14 Aprile 2024, 03:01

Romano Sarti è sicuramente già arrivato nel Paradiso del Cantore, dove, come ha già fatto tantissime volte, starà suonando l’inseparabile armonica agli amici andati avanti prima di lui.

87 anni, past president del Cai di Parma e della sezione Alpini di Parma, Sarti ha concluso venerdì scorso un «cammino» lungo e impegnato, che ricorderà il suo nome ben oltre la sua vita terrena. Da presidente della sezione Alpini fu infatti il primo «promotore» dell’adunata nazionale che nel 2005 si tenne a Parma.

«Sarti firmò la prima richiesta di avere l’adunata a Parma. In quell’occasione, venne purtroppo assegnata ad Aosta ma negli anni successivi la sezione continuò a chiedere finché non ci venne concessa. E fu una grande festa per tutti - ricorda Angelo Modolo, attuale presidente di sezione -. Sarti, artigliere da Montagna del 3° Reggimento Julia, fu il primo presidente "di transizione" dai reduci di guerra. Il suo mandato durò solo tre anni, dalla fine del 1996, quando succedette a Enzo Schreiber, al 1999, quando scelse di non ricandidarsi, ma la sua vicinanza non è mai mancata. Sul piano umano, era una persona molto corretta e amichevole; in gioventù aveva praticato il basket e gli piacevano le scampagnate in motocicletta, ma soprattutto è sempre stato un grandissimo amante della montagna».

Una passione che lo aveva visto impegnarsi anche nel Cai, di cui fu presidente dal 1976 al 1981. Durante la sua presidenza fu fondata nel 1980 la scuola di scialpinismo e fu costituito il primo nucleo di soccorso alpino, ma il suo più grande regalo a chi come lui amava trascorrere il tempo immerso nella natura, fu quello fatto sfruttando anche le sue competenze di geometra: la ristrutturazione del Rifugio Giovanni Mariotti al Lago Santo devastato dalla tragica battaglia tra fascisti e partigiani del 18 marzo 1944. Ripristinato e reso funzionante nel 1950, dal 1977 al 1980, sotto la direzione di Sarti, i lavori sostenuti dal Cai di Parma restituirono agli escursionisti il rifugio come lo si conosce oggi. Domattina alle 10, nella chiesa del Corpus Domini, ad accoglierlo e a «vegliarlo» durante l’ultimo saluto, ci saranno la bandiera del Cai e il vessillo sezionale dell’Ana, insieme ai gagliardetti di città e provincia, con in testa quello del Gruppo Alpini Parma di cui ancora faceva parte. «Il Gruppo Alpini Parma piange la perdita di un caro amico che tanto ha dato alla famiglia alpina e al mondo degli amanti della montagna - ha detto il capogruppo Aldo Volpi -. Dei 50 anni di conoscenza e di cammino associativo condiviso porterò il ricordo dell’entusiasmo delle partecipazioni alle adunate e ai raduni, l’avvio dell’iter per l’adunata nazionale a Parma e l’impegno per il rinnovamento della sezione. Il Gruppo di Parma sarà presente con il gagliardetto, ma al primo prossimo momento celebrativo lo ricorderemo con fraterno affetto con gli amati canti alpini».

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