La storia
La chiamavano «La Veneta», quando è arrivata in città nel 1958 dal Friuli Venezia Giulia, armata di qualche soldo e della caparbietà che le proveniva dal papà. È partita da uno dei primi negozi in via Montanara e si è allargata fino ad avere il grande magazzino «Al Risparmio» che ha chiuso definitivamente i battenti nei giorni scorsi. Correva l’anno 1962 quando Eleonora Giarduz, sposata in Fogolin, apre il primo negozio di scarpe, nella parte iniziale di quella strada Montanara ancora da asfaltare, in una rientranza dove si potevano fermare poche auto. Vetrine grandi e sobrie, con grandi espositori che nascondono quasi l’interno ma fanno capire subito che lì, in quel punto in cui c’è ancora tanta campagna e poche case, si possono trovare prezzi e articoli diversi dai negozi blasonati del centro. Sulla vetrina accanto al nome «La Veneta» spicca il numero di telefono 35868, quando i numeri erano a cinque cifre e il prefisso si usava solo per chiamate fuori città.
Domenico Fogolin, udinese di origine, era arrivato a Parma per lavoro, nel 1958, come rappresentante di legnami. Si trova bene tanto che prende casa in viale Duca Alessandro dove porta a vivere Eleonora. Poi arrivano due figli, Giuliano e Franco. La 500 era già divenuta un mito ma Eleonora carica il figlio sulla bicicletta e va tutti i giorni in negozio. Giusto per inquadrare il periodo storico, è l’anno in cui Tony Renis arriva secondo a Sanremo con «Quando quando quando» e del premio Nobel per la scoperta del Dna, la Nutella nascerà solo due anni dopo.
Eleonora ha quell’accento diverso dai parmigiani ma ha la simpatia e la capacità di servire tutti e trovare soluzioni per tutte le esigenze, come faceva il papà che vendeva scarpe con il carretto in Friuli. Il dialetto parmigiano le piace, anche se non lo capisce molto, sentirsi chiedere «ch’l'am' dàga un pär äd tarnètti» (mi dia un paio di lacci) è stato un impatto a cui ha saputo adeguarsi.
Il negozio così cresce con il giro d’affari tanto che nel 1975 apre nello stabile «futuristico» in cui è ancora oggi, sempre in via Montanara, ma dall’altra parte della strada. Due longheroni di fabbricato che costituivano il primo esperimento di centro commerciale in città. Da una parte un grande negozio di scarpe, dall’altra un supermercato con il parcheggio nel mezzo, il vero valore aggiunto.
«La Veneta» diventa così il più grande negozio di calzature e accessori della città, cambiando il nome in «Al Risparmio».
Il vero cambio di passo arriva poi nel 1982 quando Giuliano e Franco, i figli di Eleonora, entrano nella gestione del negozio e lo portano a divenire il più conosciuto della città.
Nel 2012, esattamente 50 anni dopo aver aperto il primo negozio, Eleonora va in pensione. Non resta certo a casa, abituata com’era ad alzarsi presto, andare in negozio, ricevere i clienti che erano ormai degli amici. Alla fine il negozio era diventato anche il punto cruciale in cui trovarsi per una chiacchiera, un saluto.
La pandemia purtroppo l'ha portata via, ma i figli continuano a gestire il negozio, insieme alle commesse storiche Sara, Sandra e Roberta, fino a pochi giorni fa quando decidono che è arrivato il momento della pensione.
Quel negozio è stato un pezzo del quartiere, della città, ha visto tanti cambiamenti storici, dai poco raccomandabili anni ‘70 e ‘80 fino alla modernità. «La Veneta» la ricordano ancora tutti, chi da bambino andava a comprare le scarpe non ha mancato di inviare un messaggio d’affetto via social o, semplicemente, un ultimo saluto dalla vetrina. Come si faceva una volta.
Silvio Marvisi
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