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Sissa Trecasali

Addio a Bolzoni, l'avvocato che giocava bene a pallone

Addio a Bolzoni, l'avvocato che giocava bene a pallone

18 Giugno 2024, 03:01

«Dall’Università alla pensione». Il primo a ricordare l’avvocato Ferdinando Bolzoni, scomparso nei giorni scorsi, è Fausto Sbernini, anch’egli avvocato, socio di studio, amico, compagno di squadra tanto che i due potevano quasi dirsi fratelli.

Ferdinando ha quei piedi buoni, il fisico e la visione di gioco sul campo da calcio che fanno la differenza. Quando i genitori si trasferiscono a Torino per aprire una gastronomia in corso Giulio Cesare con i prodotti tipici di Parma - il papà era un commerciante in formaggi - Ferdinando ha modo di far valere il proprio talento.

Entra nelle giovanili della Juventus poco dopo i 7 anni di età e ci rimarrà fino ai 20 anni, quando aveva già iniziato ad allenarsi con la prima squadra. La famiglia decide di tornare nella Bassa, affida il negozio a un amico di Trecasali mentre Ferdinando pensa all’Università. Si iscrive a Giurisprudenza dove conosce Fausto Sbernini, di Coltaro, due anni più giovane, con cui trova subito un legame intenso. I due iniziano a giocare insieme nel Trecasali, poi nel Sissa, affrontano il praticantato dall’avvocato Giacobbe, lo stesso che li aiuta poi ad avviare la loro attività a San Secondo. Lo stesso ufficio in cui i due hanno lavorato dal 1978 fino al 2019, momento in cui si sono ritirati in pensione, ufficio che hanno tramandato ai figli: Alberto Bolzoni, Chiara e Giulio Sbernini.

«All’Università è sempre stato un moderato - afferma Fausto Sbernini, suo amico per una vita - gli piaceva il calcio, era molto bravo. Quanto entrava in campo lui si vedeva la differenza. Si correva meno rispetto a ora ma si vedeva la tecnica e lui ce l’aveva davvero. I piedi erano buoni, fisicamente era alto e magro, passare il centro campo contro di lui non era così facile».

«Abbiamo aperto lo studio nel 1978 - prosegue Sbernini - il papà di Ferdinando ci aveva fatto conoscere un avvocato all’epoca molto importante, per cui cercavamo clienti. Ferdinando era una brava persona, generoso sincero. In tutti questi anni non abbiamo mai litigato. Aveva carattere, eravamo più amici che colleghi. In estate andavamo sempre in ferie insieme con le famiglie, anche le nostre mogli sono sempre andate molto d’accordo».

«Mio padre - afferma Alberto Bolzoni, figlio di Ferdinando - era conosciutissimo nella Bassa, una persona di spessore che viveva per la famiglia e gli amici. È nato a Trecasali, dopo Torino si era trasferito a Ronco Campo Canneto, e dopo il matrimonio, nel 1977, ha sempre abitato a Sissa. Frequentava il bar e gli amici a Trecasali a cui era affezionatissimo così come era innamorato dei nipoti Brando e Ennio».

Ferdinando era malato di cuore da tempo, ha subito un intervento e negli ultimi tempi non aveva più la forza e lo stimolo per uscire. Rimaneva a casa con la moglie Antonella e i nipoti. È scomparso domenica notte.

Silvio Marvisi

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