Sicurezza
A Parma la loro presenza è numerosa e ben (ma non sempre nel bene) visibile: 750 monopattini elettrici in sharing messi a disposizione dal Comune attraverso due gestori e alcune centinaia acquistati da privati, In un equilibrio ancora instabile - qui e altrove - tra il beneficio certo per una mobilità sostenibile e agile e il risvolto che riguarda la sicurezza in strada e le conseguenze di comportamenti scorretti o pericolosi. Se ci fosse bisogno di declinarli, eccoli i più evidenti: velocità, percorrenza in contromano, transito su ciclabili e marciapiedi, abbandoni “molesti”, perfino assurdi lanci dal Lungoparma verso il greto del torrente.
E poi il più frequente, che ci ricorda purtroppo anche il drammatico incidente di Pavia: la pedana occupata non da una ma da due persone. «Nella settantina di contestazioni effettuate nell'ultimo anno, è la violazione principale che riscontriamo», conferma il comandante della Polizia Locale Enrico Usai.
Al momento sul tema dei monopattini elettrici le armi di prevenzione sembrano ancora un po’ spuntate. «Oggi la disciplina non è molto stringente – continua Usai -. Come è accaduto ad esempio coi droni, quando arrivano tecnologia e innovazione la normativa all’inizio deve inseguire, è difficile che comprenda subito tutte le potenzialità dello strumento e possa prevedere a 360 gradi. Ecco perché a mano a mano bisogna aumentare i livelli di sicurezza: per ora questi mezzi sono equiparati più alle biciclette che ai motocicli, e il cambio di passo è necessario».
Un cambio di passo che era annunciato nel Ddl del nuovo Codice della Strada: un futuro prossimo con casco, targa, frecce e assicurazione obbligatorie e ovviamente relative sanzioni in caso di non rispetto delle regole.
Approvata dalla Camera il 28 marzo scorso, la riforma - che, tra l'altro, introduce l'ergastolo della patente per chi guida sotto l'assunzione di alcol o droghe e commette reati gravi, la sospensione breve per comportamenti come il passaggio col rosso o sorpassi vietati, e provvedimenti più severi per chi usa il telefonino - è appena approdata in Senato. La tradizionale chiusura per ferie dei lavori a Palazzo Madama farà probabilmente slittare il termine che si era dato il ministro Matteo Salvini: arrivare a un debutto al massimo entro agosto.
Fino all'entrata in vigore, in tema di monopattini elettrici resta quella che l'assessore l'assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Francesco De Vanna definisce «una disciplina nebulosa».
«Cerchiamo di affrontare questa zona grigia della normativa con ragionevolezza e rigore - spiega -. La Polizia Locale ha l'indicazione di fermare il conducente ogni volta in cui riscontri un utilizzo non consono o insicuro del monopattino, e sta accadendo anche in questi giorni, in cui abbiamo intensificato i controlli in strada. Nei casi di violazioni gravi in cui sappiamo di poter intervenire in maniera chiara e determinata, scatta la multa. Negli altri si fa un ammonimento e si fa azione di prevenzione».
Riassumendo: «Siamo in attesa di novità che dovrebbero essere più chiare per ricorrere a sanzioni in maniera più disinvolta».
Sul fronte «minore», quello che riguarda i mezzi non in corsa, De Vanna non si sottrae: «Il problema dei lanci è oggettivo. Probabilmente deriva da un utilizzo illecito di monopattino: forse nell'impossibilità di chiudere regolarmente la corsa si arriva ai vandalismi. Fa impressione vederli nella Parma, ancor più che abbandonati dove non dovrebbero per la città, ma anche quello del resto della città è un tema oggettivo. Coi monopattini, soprattutto nella fase di partenza, si sono create anche situazioni incresciose: certo agevolano la mobilità dolce, anche se su questo fronte io sono più portato a pensare alla bicicletta elettrica».
«Anche nel 2024 sono state utilizzate tutte le risorse disponibili del bonus regionale e comunale per le bici elettriche, con quasi 24mila mezzi acquistati - commenta, a proposito, il collega di Giunta Gianluca Borghi, deleghe all'Ambiente e alla Mobilità sostenibile -. Sappiamo che hanno l'anno prossimo le risorse regionali ci saranno e puntiamo molto su questo tema. Resta il fatto che per una città come Parma anche il monopattino elettrico è parte della risposta. Come ogni cosa, va ovviamente utilizzata ovviamente con buon senso e nel rispetto delle norme». Il numero dei mezzi potenzialmente in circolazione è, appunto, significativo già a partire dal sharing. «Per questo è continua l'interazione di Infomobility con i due gestori per favorire la civiltà dell’utilizzo - dice borghi -. Chiediamo ai gestori di essere attenti all'immediato recupero di mezzi lasciati in situazioni non congrue e abbiamo attivato con Tier dei park virtuali che permettono, a chi lascia il monopattino nei luoghi indicati, di ricevere due minuti gratuiti per la corsa successiva».
Le zone al momento sono sei: stazione, ponte di Mezzo, via Emilia Est area La Galleria, Efsa, piazzale Rondani e ospedale Maggiore. Sono segnalate via App e il risparmio è di fatto di 50 centesimi a volta come incentivo «in soldoni» lì dove non arriva il buonsenso ma anche per premiare i comportamenti virtuosi. Perché il punto, secondo Borghi, è che «il monopattino non va demonizzato ma reso più consono alla coesistenza nella realtà urbana».
Chiara Cacciani
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