Degrado
Che amaro destino per Francesco Liani, raffinato pittore del '700 nato a Fidenza e morto a Napoli dopo avere immortalato pure sua maestà Carlo di Borbone. La strada che a Parma porta il suo nome doveva diventare un pezzo fondamentale della tangenziale sud di Parma (era stata pensata, nel vecchio tracciato, come bretella di collegamento fra la rotatoria del campus ed il ponte Stendhal), oggi invece non è altro che un piccolo viottolo pieno di rifiuti, soffocato dalle erbacce e, periodicamente, area di spaccio.
È alle spalle di via Langhirano, nel quartiere Montanara, ed oggi sono pochissime le auto che la percorrono. Metà a doppio senso e metà a senso unico in direzione nord, via Liani è abitata da un paio di palazzine ed è il retro del parcheggio di un supermercato, in più è usata da qualche passante che porta il cane a spasso. Nulla di più. Insomma l'ambiente ideale, protestano i residenti, «per chi vuole sbarazzarsi di tutto senza dover andare lontano dalla città».
Lo sport del lancio del sacchetto
Via Liani è così «una vera e propria discarica a cielo aperto. Soprattutto l'ultimo tratto della strada, quello a senso unico, dove gli automobilisti praticano quotidianamente lo sport del lancio della spazzatura: giù il finestrino e fuori il sacchetto». Ma lungo la strada, e soprattutto nella fitta vegetazione cresciuta ai lati, non ci sono solo semplici rifiuti domestici. «Puntualmente scaricano televisori, frigoriferi, tantissimi componenti elettronici e una quantità enorme di materiale edile. Una settimana fa, ad esempio, è arrivato alle due del pomeriggio un furgoncino e, come se fosse una cosa normale, l'autista ha alzato il pianale ed ha buttato fra le piante mattonelle, calcinacci, eternit e, tanto per non farsi mancare nulla, pure due termosifoni. Purtroppo ero lontano e non sono riuscito a prendere la targa...»
Iren, spiegano ancora chi abita nella zona, viene periodicamente a fare pulizia, ma «ormai gli addetti possono fare ben poco. Non riescono infatti ad andare dentro la fitta vegetazione, quello che c'è può essere recuperato solo con un vero e proprio intervento di bonifica». «Perché ormai la situazione è degenerata: le piante hanno ricoperto i guardrail, il piccolo fosso a lato non si vede più visto cosa si è accumulato dentro».
Lo spaccio di droga
Ma i problemi di via Francesco Liani non finiscono qui: in alcuni periodi dell'anno agli incivili che lasciano rifiuti si aggiungono gli spacciatori. «Chi vende la droga si nasconde dietro l'argine della Parma, appena arriva l'auto sale sulla strada e cede la dose dal finestrino. Pochi secondi e l'autista riparte. Anche questo a pochi passi dalle nostre case».
«Servono le telecamere»
E allora che fare? «Il Comune ha installato una telecamera all'inizio di via Liani all'altezza della rotatoria del campus ma quella non serve a nulla - spiegano sempre i residenti - La cosa migliore sarebbe piazzare delle telecamere nella zona dove vengono lasciati i rifiuti. Visto quello che succede tutti i giorni, in una settimana rischiano di fare più multe che per divieto di sosta in tutta la città!». L'appello all'amministrazione alla fine è tutto qui: «fare una bonifica completa ed aumentare, come detto, i controlli. Anche perché ormai la montagna di rifiuti non è più tollerabile, anzi, visto quello che c'è in mezzo, temiamo sia anche pericolosa per la nostra salute».
Giuseppe Milano
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