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Dopo le segnalazioni dei residenti spaventati: «Più sicurezza nelle frazioni? Col controllo di vicinato»

Dopo le segnalazioni dei residenti spaventati: «Più sicurezza nelle frazioni? Col controllo di vicinato»

13 Settembre 2024, 03:01

«Ci sono furti nelle frazioni? Si può reagire lamentandosi e dando la colpa alla sfortuna oppure si può provare a reagire, a difendersi. Ecco, secondo noi il secondo è il metodo giusto».

A dirlo è Gianni Mascitti, presidente dell'associazione Controllo di vicinato di Parma che interviene sulla denuncia dei residenti della zona di Porporano, pubblicata nelle scorse ore dalla «Gazzetta, in cui si parla di un diffuso senso di insicurezza. «La risposta corretta - è la convinzione di Mascitti - è quella unirsi. Perché facendo rete si migliora la situazione».

Per spiegarlo il presidente del CDV, che ora ha circa 3000 iscritti a Parma di cui il 65% abitano proprio nelle frazioni del capoluogo, parte da una esperienza personale. Che vale come modello: «Nel 2015, nella zona di Roncopascolo si era creata una situazione intollerabile. Abitavamo in una corte ristrutturata e negli anni precedenti i ladri ci avevano preso di mira: c'erano stati 56 furti e tentativi. Alla luce di questo noi residenti iniziammo a pensare a come tutelarci e iniziammo ad applicare il controllo di vicinato». Poteva essere un tentativo come gli altri: evidentemente ha funzionato se dal 2016 ad oggi le razzie si sono ridotte a due. Ed entrambe fallite.

«Da quel primo esperimento la cosa si è allargata e strutturata. E da Roncopascolo ora copriamo tutto il territorio anche se il nostro scopo è sempre quello di coinvolgere un numero sempre crescente di persone».

Con una doverosa premessa: non servono eroi o sceriffi. Ma solo persone che stanno con gli occhi aperti e che sanno come comportarsi.

«Questo è fondamentale - prosegue Mascitti.- Chi si avvicina al nostro progetto segue dei corsi che sono utili nella quotidianità. Perché per prevenire reati o situazione spiacevoli basta spesso rispettare delle elementari regole di prudenza e buon senso».

Il resto lo fa la capillare presenza di aderenti che contribuiscono a controllare le proprie strade e quello che accade intorno a casa. Per poi segnalarlo a dei coordinatori che fungono da tramite con le forze dell'ordine. Tutto questo, viene ribadito, senza che nessuno debba improvvisarsi giustiziere. «In fondo, è un concetto elementare la collaborazione tra le persone crea un clima di maggior sicurezza che poi verrà percepito da tutti, in particolare dai più deboli come gli anziani. Questo perché è rassicurante sapere di poter contare sugli occhi di tanti e non solo sui propri».

E questo vale soprattutto nelle frazioni, nelle zone dove la distanza fisica tra le case, e quindi tra le persone, rende più facile per chi vuole delinquere cercare obiettivi e spazi in cui muoversi.

«Chi fosse interessato a saperne di più può visitare il nostro sito www.acdvparma.it - conclude Mascitti che aggiunge come dalle pioneristiche esperienze dei primi tempi questo strumento sia cresciuto e si sia organizzato. - Ad esempio di recente abbiamo organizzato degli incontri tra i nostri referenti e i nuovi agenti della polizia locale: un modo per aumentare la reciproca conoscenza e alzare il livello. Anche se in fondo il principio resta sempre lo stesso: non basarsi solo su protezioni passive come telecamere e sistemi di allarme ma fare rete e osservare, ascoltare e comunicare».

Come dire: l'antifurto migliore è un buon vicino.

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