Ufficio scolastico
«La mia nomina? Un riconoscimento alle scuole di Parma».
La soddisfazione c'è tutta e Andrea Grossi stavolta non può nasconderla: lui che ha sempre preferito rimanere lontano dai riflettori, è il nuovo dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Parma e Piacenza.
Per la prima volta al vertice dell'ex provveditorato siede un preside di Parma. Sessant'anni, con una laurea in Lettere moderne all'Università Cattolica e un master di secondo livello in dirigenza per le scuole all'Università di Bergamo Andrea Grossi è presidente dell’Asapa, l'associazione delle scuole autonome della provincia di Parma ed è un dirigente storico, prima all'istituto comprensivo Parmigianino, poi al liceo delle Scienze umane Sanvitale e al comprensivo Montebello. Un uomo di scuola, stimato per le sue competenze e per quello che è riuscito a costruire nel tempo, ma soprattutto apprezzato per la passione infinita che trapela da ogni suo pensiero e da ogni sua azione nei confronti del mondo dell'educazione e dell'istruzione.
Una «promozione» più che meritata?
«Ho considerato la mia nomina a questo ruolo importante e delicato come un riconoscimento non solo e non tanto alla mia persona quanto al territorio - confessa il nuovo provveditore agli studi - e alla realtà delle scuole di Parma, al modello di relazioni che siamo riusciti a costruire negli anni. Un modello non competitivo, ma che esalta la collaborazione e la comune responsabilità. In questo senso, il mio ringraziamento personale, ma penso a nome di tutto il contesto di Parma, va al dottor Maurizio Bocedi che mi ha preceduto, interpretando il suo ruolo con intelligenza e sensibilità. Il mio impegno quindi sarà quello di continuare in questo solco. Sono sempre più convinto che non è la singola scuola quanto le scuole nel loro insieme, autonome, ma collegate tra loro, che collaborando e condividendo idee, progetti e risorse possono rispondere alle sfide che abbiamo davanti in un dialogo sempre più fecondo con gli enti locali, l’Università, le istituzioni culturali, le imprese, le associazioni».
Quale la sfida?
«La sfida di garantire un’offerta e proposte di qualità, sempre più attente a tutti e aperte al nuovo, sapendo scegliere bene come investire le risorse, soprattutto le risorse più preziose: le risorse del tempo e le risorse delle persone. La sfida dei cambiamenti che stiamo attraversando dalle fragilità dei legami sociali ai nuovi mondi che stiamo disegnando tra sostenibilità e intelligenza artificiale. In questo la scuola gioca un ruolo decisivo accompagnando i bambini, i ragazzi e i giovani ad acquisire consapevolezza e desiderio di mettersi in gioco. La sfida di fare delle scuole luoghi di benessere per i ragazzi e le ragazze, e per tutte le persone, dai collaboratori agli amministrativi, dai docenti ai dirigenti, che ogni giorno attraverso la loro dedizione rendono possibile questo piccolo grande miracolo silenzioso che è la scuola e la relazione educativa. Vorrei che l’ufficio scolastico provinciale fosse avvertito sempre più vicino alle scuole, alle famiglie e alle comunità, sempre più capace di favorire e sostenere il dispiegarsi delle energie educative e culturali che sono presenti nelle nostre realtà. Non è una chimera si tratta di farlo crescere con capacità di ascolto, intelligenza e anche fantasia».
Un incarico impegnativo?
«Decisamente impegnativo, perché riguarda due sedi con una storia diversa, come Parma e Piacenza. E saper interpretare in contesti diversi il ruolo dell'Ufficio scolastico non è per nulla semplice. Un ruolo di supporto e volto a favorire lo sviluppo dei progetti e la valorizzazione delle persone».
Come sarà l'inizio dell'anno scolastico 2024-25?
«Per i docenti stanno terminando le procedure delle nomine da graduatoria provinciale, ovvero le supplenze annuali, per cui gli studenti avranno il corpo docente al completo, salvo le assenze temporanee. È forte l'impegno degli uffici, tenendo conto che quest'anno c'è stato un susseguirsi di diverse modalità di reclutamento. Per quanto riguarda le dirigenze scolastiche, abbiamo un certo numero di reggenze in 13 istituti, che sono legate al contenzioso per il concorso riservato. Questa situazione dovrebbe risolversi con la sentenza della magistratura a inizio ottobre».
Dal 2015 è preside del liceo Sanvitale: quale il saluto?
«È chiaro che in questi momenti si accavallano tanti ricordi di una scuola che ha segnato la mia vita. Ho avvertito la cordialità, la vicinanza di tante persone che hanno condiviso con me un lungo cammino. Anche con gli studenti ho sempre cercato di avere delle relazioni autentiche. Fino al 18 settembre sarò ancora il preside: lunedì alle 8,15 al liceo Sanvitale farò un saluto agli studenti delle prime classi e alle 9 farò un saluto ai bambini della Don Milani. Poi alle 10 sarò presente al Polo scolastico Maria Luigia in via Monte Nero per l'inaugurazione del nuovo plesso del liceo Sanvitale».
Mara Varoli
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