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70 anni fa

Per la prima diretta da Parma, la Rai scelse la «Gazzetta»

Per la prima diretta da Parma, la Rai scelse la «Gazzetta»

16 Novembre 2024, 03:01

La Rai, ovviamente con un solo canale, trasmetteva da circa una decina di mesi, dal 3 gennaio di quell'anno quando il taglio del nastro fu affidato al programma «Arrivi e Partenze». Primi mesi di sperimentazioni, implementazione del segnale lungo lo Stivale e anche prime dirette in giro per l'Italia. Così, esattamente 70 anni fa, il 16 novembre del 1954, toccò finalmente pure a Parma. In strada Aurelio Saffi, 16, dove allora aveva sede la Gazzetta di Parma, arrivarono un camion regia e le pesantissime telecamere di allora, equipaggiate con valvole, transistor e ottiche enormi, seguite, come era prassi, da eleganti operatori in rigoroso camice bianco.

Per inaugurare la prima diretta televisiva di mamma Rai a Parma fu scelto infatti proprio «il quotidiano più antico d'Italia». La Gazzetta doveva essere una dei protagonisti della puntata della rubrica «Tre città» che si collegava in diretta ogni volta con alcune realtà dislocate in varie parti d'Italia. Quella volta gli autori decisero di dedicare spazio ai giornali e così, oltre a Parma, i collegamenti sarebbero stati con la redazione del Corriere della Sera di Milano e una sala stampa a Roma.

L'appuntamento, annunciato con grande enfasi dal nostro giornale, allora diretto da Mario Nino Ferrara, era stato inizialmente fissato per il 15 novembre, ma le prove tecniche per portare il segnale dal cuore di Parma al centro di produzione di Milano non funzionò. Il problema, scrisse allora la Gazzetta, fu che «la stazione ritrasmittente sulla cima di una montagna del nostro Appennino ha dato luogo ad un inconveniente per cui la trasmissione non ha potuto andare in onda», ma «nell'annunciare ai telespettatori il rammarico per questa imprevista difficoltà il collega dottor Bozzini della Rai Televisione ha però precisato che la trasmissione avrà luogo questa sera alle 23,10». Così il 16 novembre la luce rossa sulle telecamere finalmente si accese in via Aurelio Saffi.

La cronaca di quella serata storica per Parma e per la Gazzetta, di cui purtroppo non sono rimasti filmati, fu pubblicato così dal giornale il 17 novembre. «La telecronaca di ieri sera – si legge – era particolarmente e vivamente attesa dalla nostra città, ove molti nostri lettori s'erano dati convegno dinanzi ai teleschermi per assistere, per la prima volta in televisione, a come nasce il giornale che leggono ogni giorno».

La diretta scattò, questa volta, con precisione svizzera, proprio alle 23,10 «nell'ora più critica del febbrile lavoro notturno di un giornale, quella che precede “l'andata in macchina”». Una diretta quasi minuto per minuto con ben tre possenti telecamere al servizio del conduttore Luciano Luisi e sotto la regia di Sergio Spina. Prima l'attività in redazione con i cronisti ed i loro articoli dattiloscritti, poi la titolazione da parte dei caporedattori e infine, scrive ancora la Gazzetta di 70 anni fa, la preziosa notizia «smistata in tipografia ove viene composta, impaginata e infine stampata». Nelle immagini così sfilarono tutti i reparti: la redazione, la cronaca, il raccoglitore, la tipografia, la lynotipes e la sala macchine. E, orgogliosamente, il direttore «ha anche spiegato il funzionamento della modernissima macchina elettronica per cliché in dotazione al nostro giornale» (ben altra cosa rispetto ai sistemi elettronici con cui oggi si confezionano le matrici delle pagine di un quotidiano).

Si narra così che, in quella fredda serata di martedì, i pochi bar e circoli che già possedevano una televisione furono costretti ad una apertura prolungata notturna per i clienti e nelle ancora più rare abitazioni che si erano dotate della tv furono organizzate piccole cene per poi seguire, accomodati su sedie e divani, la trasmissione da Parma. Serata eccezionale anche per i più piccini che poterono restare svegli sino a mezzanotte, anche se ancora non c'era il famoso diktat «a letto dopo Carosello», visto che la mitica trasmissione debuttò sulla Rai solo tre anni più tardi, il 3 febbraio del 1957. E allora non c'era neppure lo share per calcolare quanti spettatori seguivano un evento, sebbene, con un solo canale a disposizione, è facile pensare che ci sia stato un vero boom di ascolti. Anche se, in quel momento, di abbonati alla tv se ne contavano solo 25mila, sparsi ovviamente in tutta Italia.

Ma in quella notte di 70 anni fu scritto un piccolo pezzo della storia di Parma e della Gazzetta che ringraziò mamma Rai «di cui - conclude l'articolo di allora - saremo perenni lieti debitori per questa “edizione straordinaria”».

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