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AMBIENTE

Comune, al via le verifiche su 1.000 tetti in amianto

Comune, al via le verifiche su 1.000 tetti in amianto

16 Dicembre 2024, 03:01

Parma vuole diventare una città libera dall'amianto, una città «Asbestos free», dal titolo del progetto del Comune avviato nel 2022 con la mappatura - grazie all'impiego dei droni - delle coperture di tutti gli edifici di Parma. I risultati sono inquietanti, anche se ci sono città messe peggio, assicurano dall'amministrazione: sono stati censiti oltre 1,1 milioni di metri quadrati di materiale contenente amianto.

Le statistiche
Da maggio 2023 ad ottobre 2024 sono state spedite ai cittadini lettere informative per circa 1.000 coperture a rischio su 2.434 censite (si tratta di tetti di edifici privati e di tetti di edifici pubblici) e a tal proposito sono circa 330 i privati che hanno risposto al Comune. Nel dettaglio, coloro che hanno risposto hanno dimostrato di non avere amianto (falsi positivi), hanno comunicato di aver bonificato (in passato o anche successivamente al censimento), oppure hanno trasmesso la valutazione dello stato di conservazione.

Ad oggi il dato aggiornato delle coperture bonificate/messe in sicurezza è di 318.668 metri quadri - specifica il settore Ambiente del Comune - di cui 187.552 bonificati e 131.116 messi in sicurezza. Giusto una precisazione: quando si parla di messa in sicurezza ci si riferisce a coperture per le quali è stata presentata la valutazione dello stato di conservazione, quindi sono state controllate e sono in monitoraggio, mentre quando si parla di bonifica si intende amianto rimosso (la maggior parte dei casi).

Oltre agli interventi di rimozione di grosse superfici, il Comune conteggia anche 42 interventi di microraccolta amianto attuati tra il 2021 e il 2023 che hanno portato allo smaltimento di 8.316 kg di amianto, tra cui piccole coperture, canne fumarie e tubazioni.

Durante le attività di comunicazione con i cittadini è emersa la presenza di amianto non visibile, e non rilevabile dal volo del drone, di cui in alcuni casi i proprietari potrebbero non essere a conoscenza. Nello specifico, sono state rilevate situazioni di: presenza di lastre in amianto utilizzate come lastre sottocoppo, presenza di lastre in amianto coperte da pannelli in lamiera, presenza di amianto friabile all’interno della malta di rivestimento delle tubature degli impianti di riscaldamento condominiali.

Il progetto
«L'amianto, nei decenni scorsi utilizzato in quantità rilevantissime per coperture e tubature, può rappresentare ancora oggi un rischio significativo per la salute - afferma Gianluca Borghi, assessore all'Ambiente -. L'amministrazione comunale è impegnata per rendere Parma "città Asbestos free". Dopo aver censito in modo puntuale ogni copertura, con l'utilizzo di droni, stiamo informando imprese e cittadini, per coinvolgerli in azioni di controllo e rimozione, con il supporto fondamentale di Ausl. Si tratta di un progetto importante, che pone al centro la prevenzione e la salute, fondamentale per rendere Parma più sicura per tutti».

Le verifiche
Ma cosa succede a chi ha una copertura contenente amianto? Il Comune invia ad ogni proprietario di un tetto in amianto una lettera «di cortesia» con la quale informa i cittadini sulla presunta presenza di amianto, sugli obblighi di legge ricadenti sul proprietario (verifica dello stato di conservazione), e sulle opportunità derivanti dalla bonifica (benefici per ambiente, sicurezza e salute). Buona parte dei cittadini - fa sapere il Comune - si attivano già a fronte di questo primo contatto.

Trascorso un termine di 120 giorni (quattro mesi), in assenza di risposta o a fronte di manifestata inerzia, il Comune procede dapprima con una «comunicazione di avvio di procedimento», contenente un termine perentorio per procedere alla valutazione dello stato di conservazione e, in caso di mancata attivazione entro i termini, con un'ordinanza dirigenziale e i successivi profili sanzionatori.

Nel caso di ulteriore inerzia, il Comune attiva l'Ausl per la verifica della pericolosità della copertura al fine dell'eventuale emissione di un'ordinanza, del sanzionamento da parte di Ausl, della denuncia penale all'autorità giudiziaria in caso di inottemperanza e, in ultima istanza, per la verifica della possibilità di intervenire in danno, con recupero delle spese sostenute nei confronti del proprietario inadempiente.

Pierluigi Dallapina

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