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Il personaggio

Emilio Leoni, star parmigiana tra le luci di Cinecittà

Emilio Leoni, star parmigiana tra le luci di Cinecittà

19 Dicembre 2024, 03:01

«Ho lasciato Parma, dove studiavo Belle Arti, nel 1964 per trasferirmi a Roma, inseguendo il sogno di fare l’attore. Ero giovane, povero e bellissimo. Al tempo dei miei vent’anni, c’era un mondo fantastico. Incontrai Pippo Baudo e Renzo Arbore, che mi hanno aiutato a fare cinema, teatro e televisione. Per via della mia erre moscia, venivo doppiato. Diventai famoso, tanto che la Città di Parma mi conferì un premio, consegnato durante una cerimonia al Teatro Regio, con la seguente motivazione: “Per aver portato Parma nell’arte”. Dopo tanti film e sceneggiati tv, vorrei che i parmigiani mi ricordassero ancora».

La voce, piena di entusiasmo, dell’attore Emilio Leoni forse somiglia alla passione che lo guidò nel costruire la propria carriera artistica tra le luci di Cinecittà. Interprete di film con Monica Vitti, Sophia Loren e Massimo Ranieri, fu agli onori della cronaca sulla Gazzetta di Parma per il ruolo nella fortunata serie televisiva Rai “L’Ispettore Sarti”.

Renzo Arbore lo chiamò per il “Il pap’occhio” a vestire i panni del prete di campagna che confessava il Papa. «Ci fu uno scandalo - ricorda Leoni - e il film venne censurato. Il Papa, in una scena girata nella Reggia di Caserta, diceva di odiare i bambini. Quando il mio personaggio gli ricordava “lasciate che i pargoli vengano a me”, il Papa replicava “a lui, non a me”. Pensi che Lina Wertmuller mi voleva come protagonista di “Travolti da un insolito destino”, ma l’occasione sfumò. Così la parte venne data a Giannini».

Tony Musante, Michelle Pfeiffer, Edwige Fenech, Renato Pozzetto, Omar Sharif: dal cassetto della memoria di Emilio Leoni la vita esce come una pellicola cinematografica mai sbiadita.

«Qui a Trastevere, ho la casa piena di mie fotografie - prosegue - insieme agli artisti con cui ho lavorato. Mi sta particolarmente a cuore quella con la famosissima presentatrice Gabriella Farinon, il giorno in cui venni premiato al Regio e mi chiamò la Gazzetta di Parma. Mi tengo caro il bel quadro rosso, con le immagini di Guareschi e Giuseppe Verdi, del riconoscimento. Ho fatto il delegato Rai per tre anni, dando il Premio di Palinuro a Luc Merenda. Luc, ho qui la foto, era un ragazzo bellissimo. Adesso è un signore anziano. Poi ho foto con Florida Bolkan, Jean-Louis Trintignant, Gigliola Cinquetti. Quando vinse Sanremo eravamo amici, insieme a tanti giovani artisti di quel periodo. Com’era carina Gigliola. La vedo spesso a passeggio per Roma. Una volta mi ha detto: “Emilio, tu sei di Parma? Che bella città. Quando io e mio marito Carlo ci andiamo, mangiamo sempre alla Filoma”. Avevo una cara amica: Mariangela Melato. Purtroppo non c’è più. Una sera mi chiamò, disperatissima, a casa sua, a piazza Navona. La feci morire dal ridere e lei mi regalò una sua foto inedita con dedica: “A Emilio, per tutte le bellissime cose a cui mi fa pensare”».

E’ un fiume in piena Emilio Leoni, che a Hollywood - racconta - si trovò ad offrire il braccio a Marilyn Monroe: «era caduta e la aiutai a rialzarsi: lei ringraziò, presentandosi come Norma Jean».

«Quello che ho fatto è stato molto bello e importante. Ora desidero - confida l’attore con delicata gentilezza - che la Gazzetta di Parma parli ancora di me alla città. Prima tornavo spesso, per stare con mia sorella, mio cugino, i nipoti. Ormai faccio fatica. Compio 86 anni il 31 dicembre, sa? Amo il cinema di una volta: adesso non fa più per me. Quando io stavo a Parma andavo sempre al Lux, all’Ariston, all’Orfeo, al Farnese d’estate, a vedere i film con la mia mamma. Che bei ricordi. Parma resta sempre nel mio cuore».

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