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Un'insegnante esemplare

Addio alla storica prof del Romagnosi Maria Grazia Bonfanti. Ex allievi e colleghi: «Capace e generosa»

Addio alla storica prof del Romagnosi Maria Grazia Bonfanti. Ex allievi e colleghi: «Capace e generosa»

15 Gennaio 2025, 03:01

In tanti ieri all'ultimo saluto in San Giovanni Battista a Maria Grazia Bonfanti, la prof tanto amata da studenti e colleghi.

Nata a Parma il 5 agosto del 1931, si è laureata in Lettere moderne all'Università di Bologna. Dal matrimonio con Ioffre Benassi, Maria Grazia ha avuto due figlie: Chiara e Francesca. Una donna che ha dedicato la sua vita alla famiglia e all'insegnamento, che per buona parte ha svolto nella stessa scuola in cui è cresciuta: il liceo classico Gian Domenico Romagnosi. E precisamente la sezione A. Per lei i messaggi si sommano e definiscono un ritratto che non conosce tempo. Di una prof esemplare, che ha lasciato un segno profondo: «Di lei ricordo il grande amore per il sapere - sottolinea l'amica e collega Maria Luisa Soncini - la capacità di ascoltare e di supportare tutti i suoi studenti con pazienza e generosità. Mi mancheranno la sua gentilezza, le parole di conforto nei momenti difficili, il suo esempio di grande forza e dignità. Nonostante il dolore per la sua perdita, sono grata per il tempo trascorso insieme, per i ricordi dei momenti felici, che mi saranno di aiuto e di conforto». L'assessore del Comune Daria Jacopozzi, ex studentessa della classe diplomata nel 1979, non dimentica quella signora «che aveva sempre la mano alzata, per indicarti una via - aggiunge -. Era un'insegnante molto preparata e molto mite, capace di mettere a suo agio gli studenti e di proporre sempre attività significative. Una persona positiva con grandi valori che trasmetteva ai suoi studenti grazie anche alle pagine di letteratura italiana. Soprattutto la prof Bonfanti era una persona sempre in dialogo con i colleghi e che sapeva mettere armonia nel Consiglio di classe. L'ho conosciuta anche perché era la sorella del magistrato Lionello Bonfanti, che si è così tanto impegnato per il Movimento dei Focolari e che poi si è trasferito a Loppiano, dove è diventato sindaco. E la prof Bonfanti ha sempre seguito il fratello». Gli ex allievi diplomati nel 1971 sono stati «gli studenti di una delle sue prime classi - fanno sapere -. Da subito è nato un legame molto speciale: è riuscita a far apprezzare le lettere e la sua materia a tutti. Una prof molto comprensiva e con grandi capacità. Da quando siamo usciti dal liceo, ci siamo sempre ritrovati ogni anno e la nostra prof non ha mai mancato l'appuntamento: non era un ritrovo di rito ma di persone che hanno sempre avuto un rapporto profondo». Commosso Fausto Pagnotta, che insegna Storia del pensiero politico all’Università di Parma: «Pur non avendo avuto la professoressa Maria Grazia Bonfanti Benassi tra le mie insegnanti al Romagnosi - dice il professor Pagnotta - ricordo la profonda stima e amicizia che la legavano a mio padre Umberto, insegnante nello stesso liceo di Storia e Filosofia, ma anche a me e a mia madre. Con mio padre sono stati colleghi una vita al Romagnosi, condividendo il medesimo impegno e la medesima preoccupazione per l’educazione dei più giovani. Avevano entrambi un profondo amore e rispetto, direi viscerali, per gli studenti e per la cultura, e quindi interpretavano la loro professione di insegnanti come una missione educativa che andava ben oltre le ore di insegnamento. Entrambi in pensione, ricordo i lunghi confronti che aveva con mio padre, nelle occasioni pomeridiane di incontro, sul presente e sul futuro dei giovani, ma anche della cultura in Italia, condividendo la medesima preoccupazione per un certo degrado nei rapporti sociali e politici. Desidero ora immaginare la prof Bonfanti insieme a mio padre, continuare nel loro confronto culturale, entrambi seduti al tavolo dei giusti, di chi ha servito con amore e dedizione i più giovani e il nostro Paese». E ancora l'ex alunna Francesca Furlotti, diplomata nel 1989: «Un'insegnante molto esigente e di impatto, sempre presente nei momenti di criticità: pur silenziosamente osservava tanto. La prof Bonfanti era sempre molto attenta agli studenti: ci teneva tantissimo che i suoi alunni fossero preparati e che fossimo tutti protagonisti di un cammino. Ha avuto una grande capacità di trasmissione. La A era una sezione di insegnanti molto temuti e ricordo fatiche e studi impegnativi, ma grazie a docenti come la prof Bonfanti eravamo tutti consapevoli che quell'impegno era finalizzato al nostro futuro. Nel tempo poi sono riuscita a mantenere un rapporto epistolario con lei, all'antica e costante. E la prof terminava sempre così le sue lettere: “Grata del ricordo”».

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