Teatro Regio
È probabile che, con la sua voce calda e avvolgente, il baritono mongolo 36enne Ariunbaatar Ganbaatar sia stato per il pubblico la più grande rivelazione di questa produzione di «Giovanna d’Arco» al Teatro Regio (domani alle 20 l'ultima recita).
Con quasi tre milioni e mezzo di abitanti distribuiti su una superficie grande cinque volte quella dell’Italia, la Mongolia ha un numero relativamente alto di ottimi baritoni dei quali il più conosciuto nel nostro paese è Amartuvshin Enkhbat. In questa lista ha dimostrato di spiccare anche Ganbaatar.
In Mongolia c’è una grande una grande tradizione di canto difonico (con il quale si riescono a produrre due suoni contemporaneamente), lo xöömeij: quali sono le somiglianze e quali le differenze con la tecnica lirica?
«Il canto gutturale e il canto lirico sono entrambi profondamente radicati nella tradizione, ma differiscono per tecnica e obiettivo. Lo xöömeij è una forma di canto armonico nel quale il cantante produce due o più suoni contemporaneamente. È spesso utilizzato per mettersi in contatto con la natura e con le forze spirituali, facendo attenzione al controllo del respiro e alla risonanza. Il canto lirico, invece, enfatizza una voce piena e risonante con il supporto della tecnica classica, progettata per emergere sopra un’orchestra. Entrambi i tipi di canto richiedono controllo e gestione del respiro. L’opera richiede più flessibilità nell’emissione della voce e ha bisogno di un’ampia estensione vocale mentre lo xöömeij si occupa più della creazione di toni armonici specifici e ha bisogno di una estensione più ridotta».
Come si è avvicinato all’opera e al canto?
«Il mio viaggio nell’opera è iniziato quando ho capito che il canto è un linguaggio universale e trascende i confini culturali. Provenendo dalla Mongolia, dove il canto gutturale tradizionale gioca un ruolo importante, sono stato attratto dall’opera perché unisce l’emozione alla precisione tecnica. Mi sono avvicinato all’opera per espandere le mie capacità vocali e sfidare me stesso a fondere le mie radici culturali con le tecniche classiche. È stato un viaggio di apprendimento, disciplina e esplorazione di nuovi colori vocali».
Anche non parlando italiano ha una pronuncia praticamente perfetta: qual è il suo segreto?
«È tutta una questione di immersione nell’ascolto: l’opera è comunicazione e l’italiano è la lingua dell’opera. Passo molto tempo ad ascoltare i madrelingua nelle melodie delle arie dell’opera. Mi impegno a imitare i suoni più fedelmente possibile, prestando attenzione alle sfumature della pronuncia, del ritmo e della melodia. Anche se non parlo fluentemente italiano cerco di lasciare che sia la musica a guidarmi: spesso è la musica a dirmi come cantare le parole».
Quali sono le difficoltà e quali le soddisfazioni di un ruolo come Giacomo?
«Interpretare Giacomo è impegnativo ma allo stesso tempo gratificante. Il personaggio ha una profonda complessità emotiva e trasmetterla attraverso la mia voce è sia un piacere, sia una sfida. L’impegno vocale può essere arduo, soprattutto nel mantenere il giusto equilibrio tra potenza e morbidezza, ma la vera gioia sta nel rappresentare un personaggio così sfaccettato, creando un legame con il pubblico al quale do un pezzo di questa storia, attraverso la mia voce».
Come si è sentito a ricevere gli applausi da un pubblico così caloroso, cantando Verdi nelle terre verdiane?
«È stato meraviglioso: esibirmi per la prima volta in Italia, la patria dell’opera, e in particolare al Regio, la casa del grande Verdi, è la realizzazione di una parte del mio sogno. Gli applausi del pubblico mi hanno fatto capire che è valsa la pena di tutto il duro lavoro che ho fatto».
Cosa lo ha colpito maggiormente di Parma, a parte l’esperienza in teatro?
«Parma è una città ricca di storia, soprattutto a livello artistico. Quello che mi ha colpito di più è stato il legame tra la gente e il proprio patrimonio culturale. Il modo in cui città celebra la sua storia musicale, da Verdi ai giorni nostri, è fonte di ispirazione. Il tempo trascorso a Parma è impagabile».
Giulio A. Bocchi
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