AVEVA 87 ANNI
Quando in cattedra c'era lei, non volava una mosca. Zitti, fermi e sopratutto attenti: i suoi alunni sapevano che suor Liliana Triches era una tosta, che non regalava bei voti e che da tutti pretendeva il massimo. Ma nonostante questo carattere apparentemente duro, erano molto affezionati alla loro professoressa. «Più che una prof di italiano è stata una vera e propria maestra di vita». Maria Chiara Benassi è un'ex allieva della suora scomparsa ieri, prima dell'alba, all'età di 87 anni. «Insegno nella stessa scuola dove lei ha insegnato, sono professoressa di matematica e scienze, e per me questo è un grande onore».
Originaria di Limana, un comune in provincia di Belluno, suor Liliana Triches (il suo cognome ricorda una frazione del suo paese natale) era nata il 21 luglio 1937 e giovanissima, appena compiuto 18 anni, entrò nella congregazione delle Piccole Figlie. Dopo aver frequentato le magistrali, andò a studiare a Roma, alla Libera Università Maria santissima Assunta.
Dopo la laurea iniziò la sua lunghissima carriera come insegnante alla scuola media parmigiana «Agostino Chieppi» dove, dal 1964 al 2000, insegnò italiano, storia e geografia. Nel frattempo, dal 1995 al 2003 è stata in servizio nell'équipe educativa dell'allora seminario minore, in viale Solferino, mentre dal 2002 al 2012 è stata anche legale rappresentante della congregazione Piccole Figlie. Infine, dal 2012 al 2019 si prese cura dei pazienti ospitati a Villa San Bernardo, a Porporano, la grande casa di riposo della diocesi, per poi ritirarsi nella casa madre delle Piccole Figlie, in piazzale San Giovanni, dietro al duomo. Le sue condizioni di salute la costrinsero a trasferirsi nella casa di riposo Villa Chieppi, mentre gli ultimi giorni suor Liliana li ha trascorsi all'Hospice Piccole Figlie.
Donna dinamica e professoressa inflessibile, suor Liliana è entrata nelle vite dei suoi alunni e dei suoi amici lasciando un'impronta indelebile. «Con lei, i tre anni delle scuole medie sono stati durissimi. Ricordo che non prendevo mai più di 5 e mezzo. Era severissima, come un fantino ci spronava sempre, ma lo faceva per scoprire nostre potenzialità sempre più grandi», racconta Benassi, la sua ex allieva diventata prof. «Nella chat con gli ex compagni di classe - continua - tutti la ricordano come un'ottima insegnante. Batteva molto sulla grammatica e, in particolare, sui sinonimi. Questo perché era convinta che la profondità di linguaggio corrispondesse alla possibilità di comprendere meglio la vita e di esprimere meglio se stessi». Prof in una classe di sole ragazze, promuoveva in modo convinto e instancabile l'emancipazione delle donne. «Ci diceva: “Imparate a pensare con la vostra testa».
Pierangela Paglioli, insegnante ed ex coordinatrice didattica della scuola Casa Famiglia - Agostino Chieppi, era molto legata a suor Liliana, con la quale aveva collaborato (insieme a suor Maria Rosa Emanueli) in occasione del suo libro «150 anni di Piccole Figlie a Parma», venduto anche con la Gazzetta.
«Suor Liliana - racconta Paglioli - aveva una grande capacità educativa. Era un'insegnante molto amata e apprezzata. Era molto autorevole, non era un tipo sentimentale». Tenace ma esile e negli ultimi anni minata anche dalla malattia. «Era una persona dolce, con una grande capacità di sopportare la sofferenza. Per chi l'ha conosciuta è stata una persona preziosa».
L'ultimo saluto a suor Liliana Triches sarà dato lunedì mattina, quando alle 10 sarà celebrato il funerale nella cappella di Villa Chieppi, in via Navetta.
P.Dall.
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