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Il pagellone di fine campionato

I voti al Parma: Delprato costante, con Chivu la svolta. Ma la sensazione è che si potesse soffrire meno

I voti al Parma: Delprato costante, con Chivu la svolta. Ma la sensazione è che si potesse soffrire meno

27 Maggio 2025, 03:01

Chivu 7 - Al debutto in serie A («ma io sono allenatore da sei anni») punta prima sul gruppo poi sui singoli. E dopo aver proseguito sul solco tracciato da Pecchia, ha cambiato il Parma cercando di sfruttare al meglio i giocatori e trovare l'equilibrio tra fase difensiva e offensiva. E il 3-5-2 ha risolto molti problemi.

Pecchia 5,5 - Ha guidato il Parma per 25 gare pensando che era più importante attaccare che difendersi. Dopo un buon inizio dove la velocità e l'imprevedibilità del Parma hanno aiutato ad ottenere risultati importanti, poi la squadra, tra infortuni e calo fisico, era più prevedibile.

Delprato 7 - Un giocatore su cui il Parma può contare: lo confermano i numeri. 35 presenze ufficiali in stagione per quasi 3mila minuti giocati, con 4 reti segnate in campionato. Senza dimenticare che ha giocato da quarto, a destra, da difensore centrale, da quinto, sempre a destra, con qualche apparizione anche a sinistra. Sempre con buoni risultati, da vero capitano. E soprattutto con un rendimento importante.

Leoni 7 - Al suo arrivo, in estate, gli addetti ai lavori lo definivano un «predestinato». E in fondo, soprattutto nell'ultima parte di stagione. lui lo ha confermato con i fatti. Classe 2006, alla fine ha ottenuto 17 presenze in serie A, col Parma. Tanta personalità e buona tecnica su un fisico da rinforzare: Leoni certamente è stata una delle piacevoli sorprese della seconda parte di stagione. Si capisce che i compagni lo stimano, segnale importante.

Ondrejka 7 - Forse è il giocatore arrivato a gennaio che ha «spaccato» più partite e soprattutto i suoi 5 gol sono stati tutti pesanti: la rete all'Inter e le due doppiette, con Lazio e Atalanta, hanno portato punti decisivi per la salvezza del Parma. Probabilmente ora servirà un altro periodo di adattamento alla serie A, ma lui sembra pronto per entrare di diritto tra i protagonisti del prossimo campionato. Concreto e al servizio della squadra.

Suzuki 6,5 - Mestiere difficile quello del portiere. Soprattutto in serie A e soprattutto se arrivi dall'estero. Una buona stagione quella di Suzuki, che è cresciuto gara dopo gara. Forte e puntuale tra i pali, ha affinato (senza paura) le uscite e migliorato un calcio peraltro già ottimo. Con la sensazione che la sua crescita sia appena iniziata, con vista sulla prossima stagione. Portiere moderno, in crescita.

Valeri 6,5 - Probabilmente è il giocatore del Parma (insieme a Keita) che ha beneficiato di più del cambio del sistema di gioco. Da quinto a sinistra è stato spesso decisivo. Mezzo voto in meno rispetto ai migliori perché è pur sempre un difensore e a volte sembra faticare nella fase di copertura. Certmante è stato molto utilizzato ed ha finito la stagione in difficoltà fisiche eppure è sempre stato tra i protagonisti del Parma.

Hainaut 6,5 - La classe operaia va in Paradiso. Per Chivu è un esterno destro, un quinto tanto per intenderci. E da terzino destro era stato utilizzato nella difesa a quattro anche da Pecchia. E da questa posizione ha segnato due reti pesanti, facendo dimenticare così alcuni suoi limiti tecnici. La sua forza fisica, la sua attenzione, la sua voglia di aiutare la squadra sono le carte vincenti, un giocatore che non molla mai.

Circati 6,5 - La sua importanza la si capisce quando non c'è. E purtroppo in questa stagione è stato assente a lungo, per un maledetto infortunio. Duttile nella linea dei difensori centrali, sia a tre che a due, è forse il giocatore più «moderno» del Parma. Un difensore centrale che ricorda molto i protagonisti dei grandi match di Premier League. Un altro di quei giocatori di cui sentiremo parlare a lungo, speriamo con il Parma.

Bernabé 6,5 - Un altro di quei giocatori di qualità dal quale ci si aspettava molto. Un campione olimpico in carica. E, quando ha giocato, alla fine ha dato tanto. Il suo primo gol in serie A (contro l'Inter) e assist importanti ma soprattutto una visione del gioco che spesso è mancata al Parma. Purtroppo è mancato spesso anche lui: tre infortuni a raffica che lo hanno tenuto lontano dal campo settimane.

Keita 6,5 - L'esordio con espulsione non lo ha certo agevolato. Pecchia lo utilizzava solo in scampoli di partita e a volte in ruolo non suo. Poi, con l'arrivo di Chivu sulla panchina del Parma, Keita è stato piazzato davanti alla difesa, quasi un ponte tra fase difensiva e offensiva. Un ruolo congeniale, un ruolo da protagonista che ha ben interpretato, sia per presenza fisica che per qualità tecniche.

Sohm 6,5 - Centrocampista che unisce forza fisica e buona tecnica. Quindi deve essere sostenuto da una condizione quasi perfetta, cosa che non sempre è accaduta in stagione. A questo si aggiunga qualità nelle giocate, con scelte mai banali a cercare la conclusione o l'assist. Anche lui giocatore moderno, di quelli che interpretano bene il calcio, sia individualmente che coralmente.

Estevez 6 - Sufficienza per l'attaccamento alla maglia e alla piazza. Per il centrocampista crociato la stagione è stata tutt'altro che facile, con una serie di infortuni che ne hanno condizionato l'utilizzo. Però, alla bisogna, si è sempre detto disponibile e non si è mai tirato indietro. Anzi, spesso scalpitava per giocare. In ogni caso Estevez è stato importante anche per i compagni, per «far gruppo».

Balogh 5,5 - Probabilmente è uno di quei difensori che ha bisogno di giocare con continuità. E la sua stagione è stata costellata da alcuni stop che lo hanno fermato quando stava tornando alla sua condizione migliore. Poi tribola spesso nel trovare la giusta posizione in campo, lacuna che lo mette in difficoltà soprattutto nell'uno contro uno. Non si tira mai indietro ma in serie A non sempre può bastare.

Almqvist 5,5 - Un inizio di stagione importante, a gran velocità. Un po' come tutto il Parma che correva e tanto e molto veloce. E così spesso ha messo in difficoltà gli avversari. Ma questa velocità spesso lo ha portato a sbagliare giocate importanti e decisive. E piano piano è uscito dai radar, prima di Pecchia e poi anche di Chivu. La dimostrazione che da sole corsa e velocità non bastano, soprattutto per gli esterni.

Camara 5,5 - Giocatore tecnico e leggero che però non molla mai. Fastidioso, vien da dire, per gli avversari. E a volte importante quando sale dalla panchina, uno di quei sostituti che un buon impatto sulle partite. Bene, queste sue qualità spesso sono svanite in questa stagione. Qualcosa di buono lo ha fatto in stagione ma la sensazione è che abbia avuto spesso il freno tirato.

Man 5,5 - Un inizio di stagione quasi perfetto, cinque assist e quattro reti. Con colpi importanti, di qualità assoluta. Poi è arrivata una fase discendente che sembrava inarrestabile, tra gol sbagliati ma soprattutto con prestazioni svogliate e impalpabili. Non sembrava nemmeno lo stesso giocatore di inizio stagione. Peccato, c'era tanto bisogno di lui.

Mihaila 5 - Potenzialità importanti ma spesso (per non dire sempre) polveri bagnate. Qualche palo a parte, i suoi numeri sono all'insegna dello zero. Zero gol, zero di tutto. E purtroppo anche per lui problemi fisici a non finire, tra speranza di tornare in campo e altri problemi. Gli andrebbe data forse la possibilita di riprovarci, potrebbe essere un grande acquisto estivo.

Djuric 6 - Un lottatore fermato da un infortunio, peraltro superato in tempi record: arrivato a gennaio, l'attaccante più esperto, nel senso di età, del Parma, aveva portato una presenza fisica in avanti importante. Poi l'infortunio e il ritorno con gol. Uno che gioca con e per la squadra, uno che fa gruppo e spogliatoio. E anche questo è importante nell'equilibrio di una squadra.

Hernani 6 - Piede raffinato e visione di gioco non sempre sostenute da una buona condizione fisica. Ma Hernani è anche qualcosa di più, uno che fa spogliatoio, uno che gioca la partita anche restando seduto in panchina. Purtroppo in questa stagione anche lui è stato limitato dagli infortuni, ma alla fine il suo contributo lo ha dato, in campo e fuori appunto. Un giocatore brasiliano, un po' italiano.

Vogliacco 6 - Arrivato in gennaio, Vogliacco ha aiutato il Parma sin che ha potuto. Con quel pizzico d'esperienza che probabilmente mancava alla difesa crociata. Uno di quei giocatori poco appariscenti ma, come si usa dire, sempre sul pezzo. Anche lui è caduto nel vortice degli infortuni e anche per lui la stagione si è trasformata in un mezzo calvario. Ma non si è mai tirato indietro.

Cancellieri 6 - Un buon inizio di stagione, poi un rendimento a fasi alterne. Si capisce che è un giocatore di serie A ma deve dare più continuità alle sue giocate. Subito in gol con il Milan, sembrava destinato ad essere uno dei grandi protagonisti di questa stagione. Ma le sue prestazioni si alternano, il suo rendimento non è costante. Peccato, perché in avanti è molto duttile e può interpretare più ruoli, cosa di cui aveva bisogno il Parma.

Charpentier 6 - La stagione del rimpianto. Dopo la rete segnata all'Empoli e soprattutto la sensazione che la condizione fisica fosse finalmente la migliore, ecco l'infortunio che di fatto lo ha escluso dal campionato. Per il Parma di quel periodo fu una brutta botta, la perdita di alcune opzioni offensive. Ora si vedrà se resterà in maglia crociata, la sua presenza sarebbe importante per lo sviluppo del gioco secondo le idee di Chivu.

Haj 6 - La sufficienza è figlia dell'eurogol segnato allo stadio Tardini contro la Lazio. Ed anche perché di fatto ha accettato di giocare in tutti i ruoli del centrocampo del Parma. Ma deve irrobustirsi e trovare la condizione da serie A. Un giovane che deve fare esperienza e trovare continuità in campo, proprio per avere quel passo che serve a tutti i livelli, soprattutto in serie A. In ogni caso il coraggio è quello giusto.

Pellegrino 6,5 - Tre gol e un inserimento in squadra lento ma costante: arrivato a gennaio, l'attaccante argentino rappresenta quella figura, prima punta d'area, che è sempre mancata al Parma nella prima parte di stagione. Una punta che si è inserita lentamente e che con Chivu in panchina, ha trovato la giusta strada per l'inserimento in squadra.

Bonny 6,5 - Di tutti i giocatori del Parma, probabilmente Bonny è il più talentuoso, in dotazione ha una serie di colpi e giocate importanti. Ed è il capocannoniere del Parma con 6 reti. Ma deve abituarsi di più a giocare con la squadra ed i compagni e, paradossalmente, a sfruttare meglio le sue qualità tecniche. Un altro giocatore che farà parlare di sé.

Valenti 6 - Un ritorno lento in squadra, anche per le assenze nel reparto. Ma la sua crescita, anche fisica, è costante. Certo, non eccede in giocate o in contrattacchi (anche se li prova spesso), ma un giocatore ruvido, deciso e pronto a combattere come lui, sicuramente può servire. Vedremo se sarà confermato.

Gli altri componenti della rosa: senza voto

C'è anche un buon gruppo di giocatori che di fatto erano inseriti in rosa, senza mai o quasi mai giocare. E che sono importanti, nella concezione di gruppo che ogni squadra ha: da Corvi a Marcone, da Plicco a Trabucchi. Ci sono anche Kowalski, un tempo a Napoli (con traversa colpita), Osorio (tre presenze prima dell'infortunio e l'operazione) e ancora Cyprien, due presenze e poi l'addio. E Benedyczak? Due operazioni, due ritorni in campo. Senza dimenticare Lovik, arrivato a gennaio, alcune apparizioni. Poi non bisogna tralasciare anche chi è entrato in campo e poi ha lasciato il Parma: su tutti Coulibaly, un girone d'andata importante e poi la partenza per la Premier League, visto che il suo contratto era in scadenza. E Chichizola, una presenza.

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