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Polizia locale

"Turno di notte, confronto serrato con i sindacati". Intervista al comandante Riva Cambrino, che lascia Parma

Intervista al comandante Riva Cambrino che lascia Parma

30 Maggio 2025, 03:01

«Il mio augurio è che chi mi sostituirà sappia riconoscere il valore del corpo di polizia locale di Parma. Questi agenti si meritano, infatti, un comandante all'altezza della loro bravura». Lo dice senza nascondere che «un interim sarà, comunque, inevitabile». Roberto Riva Cambrino è ai saluti. Oggi si recherà dal sindaco Michele Guerra e dal primo giugno guiderà la polizia locale di Rivoli, nel Torinese. Al suo posto dovrebbe tornare (ad interim) Donatella Signifredi, in attesa di trovare il nuovo comandante attraverso una procedura di mobilità esterna.

Questo secondo mandato al vertice del comando di via del Taglio, iniziato nel gennaio scorso, si è interrotto dopo poco dal momento che motivi familiari hanno obbligato il comandante, che nella nostra città era tornato da Modena, a rientrare nel suo Piemonte.

«Il bilancio di questi mesi - spiega Riva Cambrino che aveva comandato Parma anche dall'aprile 2019 al maggio 2021, nei giorni difficili del Covid - è positivo. I fatti di venerdì scorso lo dimostrano». Il riferimento è ai disordini scoppiati in piazza Garibaldi, tra i tifosi partenopei e quelli parmigiani, dopo la vittoria dello scudetto da parte del Napoli.

«Qui la polizia locale può contare su figure di talento e ha gestito la situazione in maniera ammirevole - commenta -. Anche quando ci siamo ritrovati da soli, abbiamo risposto con professionalità ed equilibrio». Perché, in certe situazioni, più che di aspiranti Rambo c'è bisogno di persone «capaci di “leggere” la situazione. La divisa, infatti, non deve mai sostituire chi la indossa».

Un altro episodio che lo ha particolarmente colpito e che ha ancora davanti agli occhi è quello di inizio febbraio, quando in via D'Azeglio due agenti della polizia locale hanno arrestato un automobilista che aveva addirittura cercato di investirli. «Hanno dimostrato volontà spirito e professionalità. Una vicenda che ci ricorda però anche quanto sia importante investire su competenze ed equipaggiamento delle forze dell'ordine».

Anche questo sarà «un ricordo positivo del lavoro fatto qui, dove esistono le condizioni ambientali per fare bene. Tornando a Parma ho rinsaldato i rapporti che già c'erano con le altre polizie provinciali, con tutte le forze dell'ordine, la Prefettura, i vigili del fuoco, il 118 e la Protezione civile. La collaborazione è sempre stata massima e di questo li ringrazio».

Da trent'anni con la divisa addosso, «fin dalla gavetta da agente agli ordini di comandanti che sono stati i pilastri della polizia locale piemontese», Riva Cambrino sa da sempre che «non esistono i comandanti per l'eternità» e che in questo mestiere bisogna essere sempre pronti a cambiare. Bisogna però anche aggiungere che la politica a volte non riesce a dare solidità a determinate figure professionali. «Se pensiamo che nel nostro lavoro - riprende - i dirigenti di ruolo della polizia locale in Italia son una cinquantina, potrei quasi affermare di far parte di una razza in via di estinzione». Riparlando di questi mesi a Parma, non lo hanno turbato certe polemiche, invero rivolte all'amministrazione e non alla sua persona, dopo la decisione di lasciare l'incarico. «Devo dire di essere stato accolto bene da tutto il consiglio comunale - risponde -, sempre animato da sincera attenzione. In questi ultimi tempi, non ho riscontrato attacchi. Devo, però, dire che non è “colpa” dell'amministrazione comunale se il comandante va via, ma è una decisione che ho preso io. Anzi, proprio il Comune ha fatto di recente uno sforzo importante assumendo 45 nuovi agenti».

Tra le difficoltà, ma non da oggi, la realizzazione del «quarto turno», cioè lo «spicchio mancante» del servizio della polizia locale tra l'una di notte e le 7 del mattino. «La dialettica sindacale è serrata - dichiara - e non favorisce la sua realizzazione l'elevato numero di persone con criticità sanitarie e certificati medici. È comunque fattibile anche se i carichi di lavoro sono importanti e prevedono turni di riposo in più. Non dimentichiamo, comunque, che noi qui a Parma siamo 180 rispetto, ad esempio, ai 210 in servizio a Modena».

Da più parti si chiede anche il ripristino del Nucleo investigativo, ma Riva Cambrino su questo non si sbilancia. «È innegabile però - ribatte - che il nostro personale abbia ampliato il proprio perimetro operativo in tanti aspetti come, per citarne alcuni, il contrasto al lavoro nero o i controlli edilizi. Poi, che l'agente sia in borghese o in divisa poco importa; l'aspetto fondamentale è saper ascoltare».

Lo stesso approccio serve anche per misurarsi con la galassia giovanile, a volte alla ribalta della cronaca nera. «Sono figli del loro tempo - è la sua analisi - e molti pagano il periodo del Covid. Certo, i social e la tecnologia che hanno a disposizione costituiscono un aspetto inquietante». Infine, un rimpianto strettamente operativo. «Non ci sarò il 15 giugno - conclude - quando tra via Sidoli e via Zarotto avverrà l'evacuazione per il disinnesco dei due ordigni bellici. Insieme a tutte le realtà, come Comune, Protezione civile, Prefettura e Genio militare di Piacenza, stiamo preparando quel momento con grande sinergia perché tutto si svolga nella maniera migliore e più sicura per i cittadini. Nella mia carriera ho partecipato ad altre operazioni di questo tipo e mi dispiace non esserci».

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