VIA BIZZOZERO-VIA MONTEBELLO
Un lungo salto indietro. Temporale e meteorologico. Dal caldo torrido di questo periodo al gelo di quei giorni di inizio d'anno del 2017. Se li ricorda bene una 58enne, origine peruviana, che quel 13 gennaio aveva inforcato il suo scooter per andare a un appuntamento e mai ci era arrivata, perché era rovinata a terra, fratturandosi un femore, sulla coltre di ghiaccio che si era formata nella rotonda tra via Bizzozero e via Montebello. Ma ora quei giorni se li ricorderà bene anche il Comune, condannato dal tribunale civile di Parma a pagare alla donna 69.114 euro di risarcimento danni, considerando gli interessi maturati nel frattempo, le competenze legali e altre spese varie. Insieme all'ente, è stata condannata anche Parma Global Strade, la società a cui era affidato in particolare il servizio di sgombero neve e antighiaccio, su cui il Comune potrà rivalersi, come stabilito dalla sentenza, che tuttavia è in liquidazione. Morale: sarà molto difficile recuperare tutti quei soldi. L'ente pubblico dovrà inoltre versare all'Inps 3.880 euro, oltre alle spese processuali, per l'indennità di malattia che era stata erogata alla donna. Una sentenza che ormai è definitiva, perché i termini per proporre appello sono già scaduti.
Ma torniamo a quella mattina glaciale. Erano le 8 e un quarto circa, quando la donna, in sella al suo Scarabeo, stava percorrendo via Bizzozero: appena entrata nella rotonda, le ruote avevano cominciare a pattinare sull'asfalto e non c'era stato nemmeno il tempo di pensare a chissà quale manovra, che comunque sarebbe stata inutile. Schiena a terra e il motorino un paio di metri più in là: così l'aveva trovata la prima persona che le si era avvicinata per capire come stesse. Lo stesso testimone che poi aveva detto senza alcuna incertezza: «Quella mattina c'era uno strato di vetro-ghiaccio che copriva l'intera sede stradale».
Una caduta rovinosa con una lunga serie di dolorose conseguenze: un ricovero, un intervento per ricomporre la frattura e soprattutto una lunga riabilitazione, oltre a un danno biologico permanente del 10/11%, secondo quanto accertato dal medico legale Nicola Cucurachi. E' così che la donna, assistita dagli avvocati Massimiliano Gherardi e Gabriele Sansoni, è passata alle vie legali contro il Comune, il quale a sua volta ha chiamato in causa la società Parma Global Strade.
E il giudice Luigi Ferrarini, che ha depositato la sentenza il 20 maggio scorso, non ha avuto dubbi nell'escludere ogni responsabilità da parte della donna. L'ondata fredda, con tanto di gelicidio, era prevista, e di quella perturbazione in arrivo il Comune era a conoscenza, come ha confermato in udienza anche il direttore tecnico di Parma Global Strade, Antonio Vicariotto: «Giovedì 12/1/2017 alle ore 10.15 la Parma Global Strade ha inviato agli uffici della P.A. competenti un messaggio di “Conferma gelicidio per il giorno successivo”». Ma lo stesso dirigente ha anche sottolineato che la zona dell'incidente non rientrava tra quelle in cui sono intervenuti i mezzi spargi sale. «E' quindi evidente il fatto - scrive il giudice nella sentenza - che l'area del sinistro non fosse stata inserita nelle zone di interesse, con l'ovvia conseguenza dell'esistenza, in dette strade, di un grave pericolo alla circolazione e di un ingiusto pregiudizio agli utenti che, per varie ragioni, avevano comunque necessità di utilizzare con i propri mezzi a disposizione le arterie stradali cittadine».
Insomma, nessuna imprudenza o imperizia da parte della donna sullo scooter. D'altra parte, il giudice, prendendo in esame il contratto di appalto tra il Comune e la società Parma Global Strade, tramite la controllata Parma Infrastrutture, mette in luce come questo «preveda la più generale e completa assunzione della responsabilità da parte dell'appaltatore in ordine all'organizzazione, svolgimento e gestione - in piena autonomia - delle opere affidate e per le quali è concordata la remunerazione».
Quindi, quei quasi 70mila euro dovranno essere versati alla donna. E il Comune dovrà battere cassa a Parma Global Strade. Ammesso che da quella parte qualcuno risponda.
Georgia Azzali
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