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TENTATO OMICIDIO

Colpì il collega alla gola con un cutter: patteggia 4 anni

Colpì il collega alla gola con un cutter: patteggia 4 anni

09 Ottobre 2025, 03:01

Un ragazzino. Sembra ancora più giovane dei suoi 24 anni, quando sfila verso l'aula del tribunale tra gli agenti della polizia penitenziaria. Ma quella mattina, alla catena di montaggio, si era proiettato in avanti verso il collega che stava dall'altra parte e aveva premuto sul suo collo con il cutter. Uno strumento di lavoro, quel coltellino, alla ditta Zanetti di Panocchia, per tagliare e predisporre i formaggi. La ferita non aveva causato lesioni in profondità, tuttavia il referto del Pronto soccorso aveva stabilito una prognosi non inferiore ai 20 giorni. E per Moustapha Diagne, senegalese, era scattato subito dopo l'arresto. Accusato di tentato omicidio, dopo l'accordo con il pm, ha patteggiato 4 anni. Nessun risarcimento, al momento, per il collega ferito - 40enne marocchino - tuttavia il difensore Sandro Milani è orientato comunque procedere in sede civile.

Uno di fronte all'altro, il 2 aprile scorso, separati dal nastro trasportatore. Diagne era stato assunto da un mese, attraverso un'agenzia interinale, mentre l'altro operaio è un «veterano», perché da più di dieci anni lavora nell'azienda. Un dipendente che conosce ormai tempi e procedure per il taglio e il confezionamento dei formaggi. Per non rallentare la produzione, infatti, serve un determinato numero di persone che opera all'unisono, altrimenti la linea può bloccarsi. E quella mattina i problemi tra i due sarebbero nati proprio per l'atteggiamento di Diagne. Dall'inizio del turno il giovane senegalese si sarebbe infatti allontanato più volte per andare a parlare con un altro lavoratore, un suo connazionale. All'ultimo richiamo da parte del collega, era partito un «vaffa», ma quando il 40enne aveva reagito con una certa stizza, si era ritrovato il ragazzo a pochi centimetri: proteso in avanti, dall'altra parte del nastro, gli aveva passato il cutter alla base del collo.

Il sangue aveva cominciato a fluire. Inarrestabile. Come la paura. Un collega si era subito dato da fare: con un pezzo di carta aveva cercato di tamponare la ferita, accompagnando l'operaio verso un locale dell'azienda in cui poi era stato assistito, in attesa dei soccorsi.

Tutti gli erano stati accanto. Ma qualche ricordo di quegli istanti si è un po' stemperato, perché per alcuni minuti aveva perso i sensi. Sul piazzale della ditta era intanto atterrato anche l'elisoccorso. Trasportato in Pronto soccorso, il 40enne aveva poi riannodato i fili di quella mattinata. Fortunatamente il cutter non aveva provocato lesioni che avrebbero potuto anche essere fatali, così, dopo la sutura della ferita, l'operaio era stato dimesso.

E Diagne? Era rimasto in azienda. Nessun tentativo velleitario di fuga. Quando la polizia era arrivata, l'aveva ritrovato lì dove forse immaginava di costruire almeno un pezzo del suo futuro. Dopo le procedure in Questura, era invece finito in via Burla.

Georgia Azzali

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