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Fondi in arrivo per Monchio, Borgotaro e Bardi

Fondi in arrivo per Monchio, Borgotaro e Bardi

19 Novembre 2025, 03:01

Prosegue l’impegno per le aree montane della Regione Emilia-Romagna che, attraverso una serie di interventi trasversali, punta a supportare lo sviluppo dei territori e il suo ripopolamento. In questo caso la giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di 200 mila euro per avviare una rete di punti di ascolto per l’assistenza e la tutela di consumatori e utenti nelle aree montane e interne della Regione.

L’ambito territoriale di attuazione di questo progetto sperimentale, individuato nell’ambito delle aree eleggibili per l’elaborazione delle Strategie Territoriali per le Aree Montane e Interne, riguarda 44 Comuni a livello regionale che ad oggi hanno aderito alla manifestazione di interesse alla suddetta collaborazione avviata dalla Regione. Per quanto riguarda la provincia di Parma, per l'Area Appennino Parma Est Monchio delle Corti, per l'Area Appennino Piacentino-Parmense Borgo Val di Taro e Bardi.

«Con questo investimento - spiega la vice presidente dell’assemblea legislativa Barbara Lori - abbiamo dato seguito alla delibera proposta in assemblea il 30 settembre scorso, con l’obiettivo di valorizzare e supportare le associazioni dei consumatori e degli utenti che si renderanno disponibili ad aprire sportelli nelle zone montane e nelle aree interne della Regione, una componente importante del tessuto socio-economico del territorio».

«Questo finanziamento - continua - è un tassello del mosaico di azioni che stiamo realizzando per andare incontro alle criticità che possono riscontrare le cittadine e i cittadini di questi territori, rispetto a utenze, servizi pubblici locali, contratti e garanzie, consumi digitali, servizi bancari e assicurativi, telecomunicazioni e trasporti. Grazie al sostegno regionale e alla disponibilità delle associazioni, alcune complessità potranno trovare risposta, diverse competenze saranno messe a disposizione dei cittadini e delle cittadine, soprattutto per chi oggi ha difficoltà ad accedere ad alcuni tipi di servizio e a trovare le risposte che servono nei luoghi un po' più periferici».

«La Regione - conclude - vuole condividere e consolidare il progetto con la collaborazione dei Comuni e delle Unioni di Comuni che decidono di mettere a disposizione spazi e attrezzature di base, ma i punti di ascolto saranno gestiti dal punto di vista operativo dalle associazioni dei consumatori-utenti iscritte al registro regionale».

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