La denuncia
Con l’arrivo del freddo, a Parma si ripropone con urgenza il tema dell’accoglienza delle persone senza dimora. Secondo le ultime rilevazioni e da un accesso agli atti effettuato dal gruppo consiliare «Vignali sindaco», in città vivono 448 persone «senza tetto» o «senza casa» a fronte di 59 posti disponibili nelle strutture di accoglienza temporanea comunali.
«Una sproporzione - rileva Pietro Vignali -, che, ancora una volta, espone decine di persone al rischio concreto di trascorrere la notte all’aperto, con tutte le conseguenze sociali e sanitarie che ne derivano». Il Comune ha annunciato l’intenzione di ampliare l’offerta portando il numero di posti letto disponibili a 155: «Tuttavia, come già avvenuto in passato - afferma Vignali - tale ampliamento è stato possibile solo grazie al contributo determinante delle associazioni di volontariato, con Caritas in prima linea nel mettere a disposizione strutture, personale e coordinamento operativo». Un aspetto che viene fortemente rimarcato dal capogruppo in Consiglio comunale che dichiara: «Siamo di fronte a una situazione critica. Il Comune annuncia l’ampliamento dei posti, ma senza il lavoro instancabile di Caritas e delle altre realtà del volontariato oggi avremmo lasciato per strada decine di persone. L’Amministrazione si regge sulla buona volontà di chi ogni giorno sopperisce alle sue mancanze. È ora di programmare in modo serio, strutturale e non emergenziale». Sulla stessa linea anche la consigliera Ines Seletti, che aggiunge: «Ringraziamo il volontariato per ciò che fa, ma non può essere l’unico pilastro su cui si fonda l’intera risposta all’emergenza freddo. Il Comune deve assumersi responsabilità adeguate, potenziare i posti in modo stabile e garantire percorsi di inclusione veri. Non è accettabile arrivare ogni anno all’ultimo minuto, contando che siano gli altri a risolvere i problemi». Il gruppo Vignali ricorda con preoccupazione la tragedia avvenuta lo scorso inverno, quando un uomo senza dimora venne trovato senza vita tra via Martiri delle Foibe e via Calipari, stroncato dal freddo in una delle notti più rigide della stagione. «Non possiamo permetterci, né moralmente né come istituzioni, che una simile tragedia si ripeta - sottolinea Seletti -. Se il sistema di accoglienza non viene potenziato in modo concreto e immediato, il rischio è purtroppo reale». Le associazioni di volontariato continuano a segnalare casi di persone che vivono in condizioni estreme, come sta avvenendo all'Ex Scalo merci o all'interno di un'azienda dismessa in via Buffolara. Il gruppo consiliare annuncia che verrà presentata una interrogazione formale in Consiglio comunale.
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