Intervista
Ministro Salvini, il suo intervento per ripristinare il Frecciarossa da Roma che era stato soppresso è stato molto apprezzato. Com’è andata?
«Ho parlato con Fs e Trenitalia, dopo aver ascoltato le giuste preoccupazioni del territorio, e ho trovato disponibilità all’ascolto. Una scelta così impattante non può essere solo figlia di un calcolo economico. Vanno valutati gli impatti sui cittadini».
Come sa, in fatto di infrastrutture il territorio di Parma si sente molto penalizzato, in particolare per l’Alta velocità. Qual è la situazione della “trattativa” per avere una fermata in linea? Quante probabilità ci sono che venga realizzata?
«Dopo anni di chiacchiere, ho chiesto in prima persona a Rfi di studiare tutte le possibili alternative: fermata in linea, collegamento con la linea AV esistente, stazione AV. Il mio auspicio è che nel 2026 si possa giungere ad una soluzione che sia sostenibile sul piano economico e trasportistico».
Lei sa bene che uno dei “protagonisti” della fermata dell’Alta velocità a Parma è l’ex ministro Pietro Lunardi, che ha già pronto un progetto a basso costo e realizzabile con una tecnica avveniristica, senza interruzione della linea. Ex ministro che lei ha pubblicato ringraziato, quando ha presentato il progetto per il ponte sullo Stretto.
«Confermo. Il centrodestra ha sempre dato grande attenzione a Parma, a differenza del centrosinistra che ha valorizzato altre realtà come Reggio Emilia che guarda caso è la città dell’ex ministro Delrio. Benissimo investire anche a Reggio, ma non possiamo dimenticare il resto dell’Emilia. Io credo che un Paese debba crescere dando attenzione ai territori seguendo il criterio della pubblica utilità e non per calcolo politico. Esempio concreto di un’altra scelta incisiva e attesa da tempo: la diga di Vetto. Abbiamo accelerato in modo significativo per dare acqua e serenità a migliaia di agricoltori, aziende e famiglie in tutto il territorio emiliano».
A proposito del ponte, qual è la situazione, dopo i rilievi della Corte dei conti?
«Li supereremo e partiremo con i cantieri. Ovviamente avremo bisogno di qualche mese in più, ma gli uffici sono al lavoro e mentre le parlo sono a Bruxelles dove il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria è tema sentito e interessante. Porterà benefici a tutto il Paese, compresa l’Emilia, perché darà lavoro e ricchezza da nord a sud».
Un altro tema “caldo” (da decenni) è il collegamento Tirreno-Brennero: riusciremo ad avere la bretella autostradale?
«Ho sempre sostenuto la necessità di completare il corridoio Ti-Bre, inserendolo in un sistema trasportistico che include anche la Cremona-Mantova. Ritengo che due arterie siano funzionalmente connesse, e per questo trovo positivo il rinnovato interesse, da parte degli enti territoriali e di diversi operatori, a realizzare le due opere».
E il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese?
«Rfi sta concludendo le attività per l’avvio della prima fase e ha avviato la progettazione della seconda fase. Conto che i lavori della prima fase possano partire entro il 2026».
Come ha accolto la notizia del “salvataggio” dell’aeroporto di Parma?
«Con soddisfazione. Mi fa piacere che i privati abbiano manifestato interesse: Parma non meritava uno scalo fantasma. Dal nostro punto di vista, ci consente di ragionare su un nuovo ruolo per la città all’interno del piano nazionale degli aeroporti su cui stiamo lavorando».
Qual è il clima all’interno della maggioranza?
«Ottimo. Le elezioni regionali appena fatte nel vicino Veneto hanno avuto una vittoria clamorosa del centrodestra e un’avanzata storica della Lega, che ha superato da sola il 36% dei voti. Stiamo mantenendo le promesse, penso per esempio alla pace fiscale che concretizzeremo con questa manovra, 16 milioni di italiani onesti che potranno rottamare, senza multe, le cartelle esattoriali arrivate fino al 31 dicembre del 2023. Sicuramente sulla sicurezza occorre investire di più, è proprio su questo la Lega ha presentato proposte concrete per avere più forze dell’ordine e meno clandestini e delinquenti per le strade, anche a Parma».
Quali le sue previsioni sugli spiragli di pace? Sulla guerra in Ucraina la sua posizione non è propriamente allineata a quella di Giorgia Meloni.
«Sono fiducioso. Siamo allineati sul fatto che tornare alla Pace sia la priorità assoluta, come ripetuto dal Santo Padre. Confido che gli sforzi di Trump portino frutti, come è stato fra Israele e Palestina, e che nessuno a Londra o a Parigi si metta di mezzo per far saltare tutto. Qualcuno pensa davvero che l’Ucraina possa vincere la guerra sul campo? Non si tratta di essere pro-Putin o pro-Zelensky, si tratta di essere realisti e pro-Italia. La pace è necessaria: continuare a parlare di guerra, di armi, di confische di beni e di minacce nucleari non è nell’interesse di nessuno».
Claudio Rinaldi
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